PRINCIPALI DISTANZE CHILOMETRICHE: VENEZIA-VERONA 114 km; VENEZIA-PADOVA 49 km
PADOVA-VERONA 90 km; TREVISO-VICENZA 60 km; TREVISO-CONEGLIANO VENETO 32 km

VIAGGIO IN VENETO

Cartina Veneto

 

Il Veneto è una delle regioni più densamente popolate: troviamo molte città, ma nessuna di grandi dimensioni. Venezia supera di poco i 320 mila abitanti. Nelle zone di bonifica vi sono diversi villaggi, case rurali, moltissimi paesi e cittadine. Le province di Belluno e di Rovigo sono meno densamente abitate e gran parte della loro popolazione è costretta ad emigrare per il loro scarso sviluppo economico. Il territorio veneto presenta molteplici aspetti: la parte montuosa ha valli e verdi boschi mentre i laghi sorgono in mezzo ai pascoli. Le colline sono ricoperte soprattutto di vigneti, da olmi e roveri.Il Lago di Garda, con il suo clima mite, fa prosperare ulivi e oleandri, mentre la pianura è coltivata da vigneti e frutteti. Le strade hanno un intenso traffico e non mancano neanche i grigi stabilimenti industriali. Alcuni altopiani si alternano da un panorama brullo e roccioso a distese di boschi e prati dove sorgono piccoli villaggi e località di soggiorno con alberghi moderni. La parte settentrionale della regione è costituita per un tratto dalle Alpi Carniche con la Marmolada, dalle Cime di Lavaredo, dalle Pale di San Martino e dalle Tofane, mentre al versante orientale delle Dolomiti appartengono l’Altopiano del Grappa, l’Altopiano di Asiago, i Monti Lesini e il Pasubio. Ci sono numerosi valichi tra i quali dobbiamo ricordare il Pordoi e il Passo del Falzarego, che mettono in comunicazione il Veneto con il Trentino Alto Adige mentre il Passo di Mauria collega il Veneto con il Friuli Venezia Giulia e infine il Passo di Monte Croce di Comelico che mette in comunicazione il Veneto con l’Austria. La Pianura Padana veneta si divide in: alta pianura e bassa pianura. L’alta pianura è caratterizzata da un terreno molto ghiaioso e quindi più arido, mentre la bassa pianura si distingue per la ricchezza di corsi d’acqua dovuti dalla costante irrigazione delle risorgive che hanno un’importanza notevole per l’agricoltura. Nella regione veneta si produce prevalentemente grano, granoturco e piante da frutto. Molto sviluppate sono anche le colture industriali come quella del tabacco, della canapa, della barbabietola da zucchero, del riso, della soia, delle carote, delle mele, delle pere, dell’orzo, dei piselli e dei fagioli. La produzione di vino è la più notevole: infatti il Veneto è al terzo posto. Alcuni vini tipici veneti sono molto pregiati anche all’estero, tra i quali vi ricordiamo il Valpolicella, il Bardolino e il Soave. Altre specialità prettamente venete sono: il radicchio rosso di Treviso, gli asparagi di Bassano e le ciliegie di Marostica. L’allevamento veneto è sviluppato in bovini e in particolar modo in suini, nelle provincie di Treviso e di Padova. Vi ricordiamo inoltre che il Veneto ha il primato assoluto nell’allevamento del pollame.La Regione offre ai turisti molte città di interesse culturale come Venezia, Padova e Verona. Si trovano località balneari equipaggiate di moderni impianti turistici, località montane che offrono scenari come le Dolomiti e cittadine situate sulle rive del Lago di Garda che hanno un clima mite quasi tutto l’anno. Inoltre ci sono manifestazioni culturali, appuntamenti folcloristici e centri di cura a livello internazionale. due maggiori fiumi del Veneto, sono il Po e l’Adige che sono anche rispettivamente il primo e il secondo d’Italia per lunghezza. Il Po segna per un lungo tratto il confine tra il Veneto e l’Emilia Romagna, mentre l’Adige nasce nell’Alto Adige ed entra nella pianura veneta a nord di Verona. Al tempo dei Romani la Regione si chiamò Venetia dal nome dell’antico popolo che l’abitava. Questa regione si chiamò anche Venezia Euganea, derivante sempre da antichi abitanti (Euganei) che vennero poi assorbiti dai Veneti. Con la Venezia Tridentina e la Venezia Giulia, la Venezia Euganea forma le cosiddette ‘Tre Venezie’.

VENEZIA: Festa Patronale: San Marco Evangelista (21 novembre)
La stupenda ed immortale città dei Doge sorse intorno al 639 quando le popolazioni locali colpite dalle invasioni dei longobardi si spinsero verso la laguna e qui, iniziarono la costruzione delle tipiche strutture abitative nell’acqua. Venezia poi durante il periodo delle crociate si espanse e divenne ben presto regina e sovrana delle rotte commerciali nel mediterranneo e verso l’oriente; la scoperta delle Americhe, l’apertura delle rotte commerciali atlantiche, il lento ma costante declino militare e politico delle città segnarono le sorti della Serenissima Repubblica con l’infamente epilogo del 1797 con il trattato di Campoformio tra Francesi e Austriaci. Tanta storia e sinonimo di immensa ricchezza artistica e culturale: il nostro tour non potrà che cominciare da piazza San Marco con la sua veduta panoramica sulla laguna, la magnifica Basilica sorta nel IX secolo per ospitare le spoglie di S. Marco riportata a casa dall’oriente la facciata si presenta realizzata in stile romanico guarnito da influssi bizantini. Risalendo lungo il Canal Grande vi è la chiesa della Madonna della Salute, la sfarzosa e lussureggiante reggia del Ca-D’oro e la sobria e slanciata chiesa di S.Rocco, tutti esempi di raffinatezza e ricercatezza barocca.

VERONA: Festa Patronale: San Zeno (21 maggio) e San Pietro Martire (29 aprile)
Fondata dai romani intorno al 49 a.C., Verona è nota per essere la città degli Scaligeri e della più romantica e secolare delle storie d’amore tra il nostro appassionato Romeo e la cara e sensibile Giulietta. La città spalleggiata ad ovest dal lago di Garda potrà offrirci un interessante piano turistico tra bellezze storico-artistiche, buoni vini e una deliziosa e corposa tradizione gastronomica. Dall’arena romana, ad oggi pianamente efficiente, con una struttura ovoidale con tre file di archi a tutto sesto sovrapposti, si prosegue verso la casa di Romeo e Giulietta, l’Arco dei Govi (legato ai fasti della gen. Gavia), alla Piazza dei Signori. Altri simboli della città sono il Palazzo Scaglieri, la chiesa di S.Giorgio, il chiostro di San Zeno e il duomo. Per una vacanza che si rispetti non potrà mancare una puntatina della costiera immersi tra natura e relax oppure tra mille occasioni di svago.

VICENZA: Festa Patronale: Madonna di Monte Berico (8 settembre), San Vincenzo di Saragozza, San Gaetano
Anticamente nota con il nome di Vicetia, Vicenza si è fregiata, nel 1994, dall’esclusivo riconoscimento dell’UNESCO di città patrimonio mondiale per bellezza artistica a importanza storica. Per lungo tempo assoggettata al dominio della serenissima repubblica di Venezia, la città visse il massimo del suo splendore nel cinquecento grazie all’infaticabili e impareggiabili servigi di un suo cittadino, il Palladio. Il “tour” inizia dalla Basilica sorta sull’antico Palatuim Vetus intorno alla metà del XVI secolo proprio ad opera del palladio; ancora sulla scia della mano del grande artista si ammirerà la Soggetta palladiana, i Giardini e i palazzi Barbanda Porto e Chiericati, sede del locale museo civico. Ambizione e desiderio dei palati più raffinati saranno le numerose ville sparse tra Vicenza e il suo hinterland sugli splendidi colli Euganei spiccano villa Caprarotonda, villa Cordellina e da Parti.

BASSANO DEL GRAPPA: Festa Patronale: San Bassiano (19 gennaio)
“Sul ponte di Bassano , là ci darem la mano”, cantavano, pensando alla ragazza, gli alpini della generazione che fece la guerra 1915-18, per cui ora il ponte si chiama anche degli Alpini. Si sa per certo che in sei secoli fu distrutto otto volte, o da eventi bellici o dalle piene del Brenta. Lo rifcostruirono sempre di legno, salvo una volta, nel 1524, in cui ci provarono con la pietra, ma durò solo due anni. Oltre al ponte è doveroso precisare che la città è bellissima, per posizione, viste, tessuto architettonico. Nella centrale Piazza Garibaldi, sovrastata dalla torre di Ezzelino (sec. XIII) vi è la chiesa romanico ogivale di S. Francesco con elegante protiro del 1306 (l’Annunciazione a d., forse del Guariento, iconograficamente interessante perché legata all’eresia di Valentino, gnostico egiziano del II sec.); all’interno affreschi quattrocenteschi ed un Crocifisso ligneo dipinto del Guariento (sec. XV). Nell’antico convento di S. Francesco è allogato il Museo Civico , importante soprattutto per la Pinacoteca. Dei dipinti di Jacopo Bassano, Fuga in Egitto, Carità di S. Martino e S. Valentino battezza S. Lucilla, l’ultimo fu segnalato dal Tiepolo al figlio come un “miracolo” della pittura; notevole anche la Sepoltura di un frate del Magnasco.

TREVISO: Festa Patronale: San Liberale (27 aprile)
Vertice del triangolo che ha per base Padova e Venezia, nell’estremo nord della regione, antica Tarvisium sorge oggi tra i fiumi Sila e Cagnan immerse nel verde e in un clima di pace e serenità estranianti.
Il primo insediamento sorse probabilmente là dove ora si trova la Chiesa di Sant’Andrea, ancor prima dell’avvento dei romani; proprio con l’avvento dell’impero, però, Treviso diventò un importante centro commerciale, acquisendo la cittadinanza romana. La storia di Treviso, complessa e travagliata, è segno di una continua evoluzione socio- politica: risparmiata da Attila, la città divenne fiorente sotto i Goti ed i Longobardi, che ne fecero un ducato. Successivamente, i Carolingi diedero disposizioni per la costruzione di una zecca che, divenuta fiorente nel IX secolo, era segno inequivocabile di un rinomato prestigio che si è protratto sino ad ora. Nel 911,dopo essere stata devastata dagli Ungheri, la città iniziò ad elaborare i suoi ordinamenti comunali, riconosciuti nel 1164 da Federico Barbarossa. Nonostante essa apparisse favorevole all’impero, aderì ugualmente sia alla Lega Veronese che a quella Lombarda; combatté inoltre a Legnano e trattò la Pace di Costanza, sigillando definitivamente il suo interesse nel mantenersi socialmente attiva e nell’avere un ruolo ben definito nello scenario politico. Ebbe da allora inizio un periodo particolarmente fiorente per la città di Treviso che, dopo aver esteso il proprio dominio, si abbellì, diventando una meta ricercata da parte di poeti e trovatori, che ne narravano le bellezze ed esaltavano le caratteristiche. Essa teneva inoltre numerose feste cavalleresche, che le valsero il nome di “Marca gioiosa et amorosa”.

PADOVA: Festa Patronale: San Prosdocimo, Sant'Antonio di Padova, Santa Giustina e San Daniele (13 giugno)
Se Venezia è il diadema di questa regione, Padova è sicuramente il collier che ben si abbina con le tradizioni lagunari con tanta bellezza artistica ed una storia millenaria che affonda le sue radici fin a 3000 anni addietro. Straordinaria testimonianza di ciò è rappresentata dalla sua Università, sorta nel 1222, che ospitò tra i suoi docenti Galileo Galilei, ancora oggi vanto e gloria di Padova per la efficienza e la sua capacità di trapassare i secoli rinnovandosi e restando al passo con le sfide del mondo moderno. Padova è universalmente nota anche come la città di sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che visse a Padova per alcuni anni e vi morì (il 13 giugno 1231). I resti del Santo sono conservati nella Basilica di Sant'Antonio, meta di numerosi pellegrini da tutto il mondo e uno dei monumenti principali della città. Tra le più significative vestigia dell'illustre passato di Padova, merita una particolare menzione la doppia cinta muraria tuttora - almeno in parte - apprezzabile. Testimonia la struttura medievale la cinta trecentesca, di cui sono oggi chiaramente ravvisabili solo quasi la porta Altinate e quella su ponte Molino. Si tratta di un complesso difensivo risalente in per lo più alla signoria dei Carraresi. Molto migliore è lo stato di conservazione della cinta cinquecentesca, splendido esempio di architettura militare veneziana. Attorno a tali mura - che avvicinano esteticamente Padova a Treviso - si snoda un tracciato viario che fino a qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione", ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un profilo strettamente etimologico (circum + vallum - attorno alle mura), poiché in realtà è attualmente fagocitato dalla congestione complessiva del traffico urbano

ROVIGO: Festa Patronale: San Bellino Vescovo (26 novembre)

Adagiata nella val Polesine in un incantevole e suggestivo paesaggio naturale l’antica Rovigum è un’altra piccola e vezzeggiativa bellezza artistica tutta da scoprire. Per risvegliare i nostri sogni più fanciulleschi potremo andare alla riscoperta del medievale castello cittadino, oppure alla sorverchiante Porta San Bartolomeo, alle torri Don e mozza. Ridondante nelle forme e poi il duomo databile al 1696. Nella città lavorarono nel corso di più secoli; tra 400 e 700; numerosi e celebrati artisti tra i quali Dosso Dossi, G. Piepolo; Desiderio da Settignano o ancora il Piezzatta. A voi lasciamo il gusto di degustare la cucina e la gastronimia locale.

BELLUNO: Festa Patronale: San Martino (11 novembre)
Su una terrazza naturale è la città di Belluno, con piazze e vie pittoresche, scorci improvvisi sul fiume o sulle montagne, molti portici secondo la consuetudine veneta, case gotiche, fontane antiche e frequenti palazzetti rinascimentali di ispirazione veneziana. Un giardino, su cui si allinea il neoclassico Palazzo Cappellari della Colomba, ovvero la piazza dei Martiri è l’animato centro della città e nello stesso tempo l’ingresso alla parte più antica. La piazza del Duomo è la più bella scena urbana. Il Duomo fu ricostruito al principio del ’500 su disegno di Tullio Lombardo; sulla facciata grezza, due monofore gotiche; il campanile è stato disegnato da F. Juvarra (1743). Nell’interno, dipinti di maestri veneti, agli altari, e un polittico riminese del XV sec. nella cripta (all’altare, che è un’arca sepolcrale trecentesca). Il Palazzo dei Rettori (iniziato nel 1491) è il monumento più noto della città. Sul portico, la facciata allinea eleganti finestre binate ai lati della loggia: è una bella pagina di rinascimento veneziano. Il Museo Civico accoglie una pinacoteca con dipinti veneti, bronzetti, medaglie e placchette del rinascimento. Dalla pittoresca piazza delle Erbe, con edifici rinascimentali porticati e una bella fontana al centro, parte la via Mezzaterra, che segue l’antico cardo maximus dell’insediamento romano; la fiancheggiano palazzetti di tipo veneto.

CORTINA D’AMPEZZO: Festa Patronale: Santi Filippo e Giacomo (3 maggio)
Il campanile sullo sfondo delle rocce dolomitiche delle Tofane è, da decenni, forse la più nota immagine al mondo che evochi le attrattive concesse dalla montagna alla vita moderna: tonificante villeggiatura, passeggiate in meravigliosi panorami, alpinismo di ogni grado, sport invernali di ogni possibile specialità. È il centro maggiore di quella parte delle Dolomiti che è compresa nei limiti amministrativi del Veneto e la posizione, in una conca ondulata della valle del Bóite in Cadore, la mette nel punto focale di uno stupefacente scenario di montagne, con le Tofane, il Pomagagnon, il Cristallo, il Sorapis, le Cinque Torri, la Croda da Lago che la incorniciano da ogni parte. Il prestigio del nome, l’eleganza sofisticata della frequentazione, la molteplicità delle attrezzature e le condizioni dell’ospitalità non richiedono commenti.Le sue fortune cominciarono timidamente alla metà del sec. scorso e già nel 1902 vi si svolse la prima gara sciistica d’Italia; la cittadina, tutta lungo il corso Italia (in buona parte chiuso al traffico e riservato al passeggio), è moderna, anche con interessanti soluzioni architettoniche, brillante e vivace. La parrocchiale, settecentesca, ha un tabernacolo ligneo di A. Brustolon (1724) e una pala del 1679; panorama dall’alto del campanile. Nella Ciasa de ra Regoles (Casa delle Regole o delle comunità familiari ampezzane) in v. Parco 1, sono il Museo geologico, mineralogico e delle tradizioni della conca ampezzana e la Collezione Rimoldi, di arte moderna italiana con opere di importanti pittori.

CONEGLIANO VENETO: Festa Patronale: San Leonardo di Noblac (6 novembre)
La città ha vie a portici, case affrescate, palazzetti di dignitosa architettura veneta (sec. XV-XVIII), una scenografica piazza (p. G.B. Cima). Il Duomo, con portico gotico (sec. XIV-XV) e campanile del 1497, conserva, all’altar maggiore del trecentesco interno, la splendida pala con la Madonna in trono e santi* del grande Cima da Conegliano (1493). La soprastante Sala dei Battuti (rivolgersi al sagrestano), della fine del ’300, è tutta decorata di affreschi del primo ’500. Nella Casa di Cima da Conegliano (v. Cima 24; estate sab. e dom. 16-18; inverno 15-17) documenti, memorie del pittore e reperti archeologici. Nella spianata del Castello, in alto (panorama*), resti di mura e torri del medievale Castelvecchio. Nella torre della campana è allogato il Museo (estate 9-12 e 15.30-19; inverno 14-17.30; ch. lun.) con lapidario, monete, affreschi staccati, dipinti, sculture, memorie storiche.

SOLIGO (frazione di FARRA di SOLIGO): Festa Patronale: Santi Pietro e Paolo
Soligo conta poco più di 2200 abitanti. Il suo territorio è delimitato a nord da una catena di colli, verso sud si estende in pianura e verso est è lambito dal fiume da cui trae appunto il suo nome, il Soligo. Questa località è stata sede di una importante signoria: i Caminesi.

FARRA DI SOLIGO: Festa Patronale: Santo Stefano (26 dicembre)
Farra di Soligo è un comune di circa 8500 abitanti, situato all’estremità settentrionale della provincia di Treviso, quasi al confine con la provincia di Bellunom e a 50 km a nord di Venezia. Il comune comprende due frazioni: il paese di Soligo ad est, Col San Martino ad ovest. La Chiesa è dedicata a Santo Stefano Protomartire, Patrono del paese , ed è divenuta Parrocchiale probabilmente nel XIV secolo. Il Toponimo “ Farra” ha origini longobarde: le “fare” erano i gruppi parentali su cui si fondava il popolo longobardo ed il termine andò poi ad indicare anche il territorio su cui questi gruppi si insediarono.

VALDOBBIADENE: Festa Patronale: San Gregorio Magno (secondo lunedì di marzo)
Si presenta come un pendio che digrada verde ai piedi della Prealpe bellunese, dal monte Cesèn al largo greto del Piave. È luogo di industrie e soprattutto mercato vinicolo: i vigneti intorno sono quelli che danno il Cartizze, apprezzato spumante. La Parrocchiale dei sec. XVII-XVIII, dalla facciata neoclassica e con alto campanile isolato di Francesco Maria Preti (1775), conserva nell’interno dipinti di scuola veneta, tra cui una tela di Palma il Giovane, al primo altare destro. Simbolo di una tradizione che non sfiorisce mai è la Mostra nazionale dello Spumante a settembre. Da visitare nei dintorni è Pianezze m 1150, km 11.5 a nord per strada panoramica, villeggiatura sul versante meridionale del monte Cesèn frequentata per gli sport invernali; da qui una seggiovia sale al monte Barbarìa m 1464 (esteso panorama dal Montello al Piave e alla pianura veneta), mentre una strada di km 6 e poi un sentiero conducono alla cima del monte Cesèn m 1570.

ODERZO: Festa Patronale: San Tiziano (16 gennaio) e Santa Maria Maddalena (22 luglio)
Il Museo dell'Apicoltura di Oderzo è un museo unico nel suo genere in Italia. Il Museo dell'Apicoltura di Oderzo ha sede a Piavon presso l'Istituto Agrario Cerletti. Sono da ricordare le chiese parrocchiali di Oderzo e gli altri edifici di culto nelle frazioni comunali di Oderzo. Le frazioni di Oderzo sono: Faè, Camino, Rustignè, Piavon, Colfrancui, Rustignè, Fratta. La Chiesetta del Beato Bernardino Tomitano di Oderzo si trova in pieno centro storico. La Chiesetta del Beato Bernardino Tomitano di Oderzo ospita una lapide dedicata ai caduti di tutte le guerre. La chiesa della Madonna della Salute di Oderzo si trova nella borgata di Spinè, vicino alla rive del Monticano. La Chiesa di san Giuseppe di Oderzo si trova al centro della borgata omonima. All'interno della Chiesa di san Giuseppe di Oderzo trova posto un presepio di età settecentesca. La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Oderzo era di pertinenza di un monastero soppresso da napoleone. La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Oderzo viene chiamata "il pantheon degli opitergini" per le tombe di illustri cittadini contenute al suo interno.

ABANO TERME: Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto)
Abano Terme, principale centro delle Terme Euganee, è situato nella provincia di Padova,ai piedi dei Colli Euganei. La città viene citata dai più importanti scrittori latini come Plinio il Vecchio,Marziale,Tito Livio,Svetonio,Cassiodoro e Claudiano con la denominazione di “Acquae Patavinorum”. Oltre a Livio,qui sono nati anche i poeti Gaio Valerio Flacco ed Arrunzio Stella. Si fa ricondurre l’origine del nome ad Aponus, il dio delle acque termali, che a sua volta risalirebbe ad una radice indo-europea “Ap” che significa “acqua”. Le antiche terme occupavano una vasta area sul versante orientale dei Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore in età imperiale. Intorno al IX secolo, l’antico centro termale cominciò a sdoppiarsi ed il termine Aponus indicò il territorio dell’odierna Abano Terme. Abano ebbe nuova fioritura a partire dal ‘500,quando le grandi famiglie padovane (Cittadella-Vigodarzete-Dondi dall’Orologio) e veneziane (Mocenigo-Malipiero-Morosini e Todeschini) alcune delle quali qui insediatisi diedero grandissimo impulso all’agricoltura ed alle cure termali. Queste famiglie investirono forti capitali per migliorare le ricettività termo –alberghiera e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle proprietà terapeutiche delle acque termali. Abano Terme fu anche sede del Comando Supremo dell’Esercito Italiano,ospitando molte personalità dell’epoca:Armando Diaz ,Luigi Cadorna,Pietro Badoglio e Gaetano Giardino.

ASIAGO: Festa Patronale: San Matteo (21 settembre)
Già capoluogo della storica Federazione dei Sette Comuni, è il principale centro dell’Altopiano dei sette comuni. I primi insediamenti umani risalgono al periodo paleolitico e mesolitico e i primi abitanti stabili appartengono all’epoca preromana. Nella lingua e nella tradizione cimbra,sono stati rilevati anche indizi che sono ricondotti ai Goti o ad altre popolazioni “barbare”,quindi un’influenza longobarda. Oggi il cimbro è parlato e conosciuto ancora da alcune persone. Dal 1310 al 1087 si costituì uno dei primi governi autonomi e democratici della storia,la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni,con moneta e milizia proprie. Agli inizi del XIII secolo gli insediamenti tedeschi, che daranno in seguito vita ai Sette Comuni, dovettero organizzarsi militarmente per difendersi dalle mire espansionistiche dei vicini:come il potente signorotto di Castel Ivano della Valsugana. Nel 1310 venne definito lo statuto della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni;l’insegna che lo sosteneva recitava il motto:”Dise saint Siben, Alte Komeun, Prudere Liben”,(Questi sono i Sette Antichi Comuni,Fratelli Cari). Nel 1327 la Federazione dei Sette Comuni passò sotto l’ala protettiva degli Scaligeri di Verona e, nel 1387, sotto quella dei Visconti di Milano. La Reggenza dei Sette Comuni cessa di esistere il 29 giugno 1087,per volere di Napoleone Bonaparte. Nel 1866,assieme al Veneto,alla provincia di Mantova e al Friuli venne annesso al Regno d’Italia. La città di Asiago,come tutti gli altri paesi dell’Altopiano,è stata interessata dagli eventi della Prima Guerra Mondiale

 

 

 

 

 

 

 




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