
PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE: VENEZIA-VERONA 114
km; VENEZIA-PADOVA 49 km
PADOVA-VERONA 90 km; TREVISO-VICENZA 60 km; TREVISO-CONEGLIANO
VENETO 32 km
VIAGGIO
IN VENETO
Cartina
Veneto
Il
Veneto è una delle regioni più densamente
popolate: troviamo molte città, ma nessuna di
grandi dimensioni. Venezia supera di poco i 320 mila
abitanti. Nelle zone di bonifica vi sono diversi villaggi,
case rurali, moltissimi paesi e cittadine. Le province
di Belluno e di Rovigo sono meno densamente abitate
e gran parte della loro popolazione è costretta
ad emigrare per il loro scarso sviluppo economico. Il
territorio veneto presenta molteplici aspetti: la parte
montuosa ha valli e verdi boschi mentre i laghi sorgono
in mezzo ai pascoli. Le colline sono ricoperte soprattutto
di vigneti, da olmi e roveri.Il Lago di Garda, con il
suo clima mite, fa prosperare ulivi e oleandri, mentre
la pianura è coltivata da vigneti e frutteti.
Le strade hanno un intenso traffico e non mancano neanche
i grigi stabilimenti industriali. Alcuni altopiani si
alternano da un panorama brullo e roccioso a distese
di boschi e prati dove sorgono piccoli villaggi e località
di soggiorno con alberghi moderni. La parte settentrionale
della regione è costituita per un tratto dalle
Alpi Carniche con la Marmolada, dalle Cime di Lavaredo,
dalle Pale di San Martino e dalle Tofane, mentre al
versante orientale delle Dolomiti appartengono l’Altopiano
del Grappa, l’Altopiano di Asiago, i Monti Lesini
e il Pasubio. Ci sono numerosi valichi tra i quali dobbiamo
ricordare il Pordoi e il Passo del Falzarego, che mettono
in comunicazione il Veneto con il Trentino Alto Adige
mentre il Passo di Mauria collega il Veneto con il Friuli
Venezia Giulia e infine il Passo di Monte Croce di Comelico
che mette in comunicazione il Veneto con l’Austria.
La Pianura Padana veneta si divide in: alta pianura
e bassa pianura. L’alta pianura è caratterizzata
da un terreno molto ghiaioso e quindi più arido,
mentre la bassa pianura si distingue per la ricchezza
di corsi d’acqua dovuti dalla costante irrigazione
delle risorgive che hanno un’importanza notevole
per l’agricoltura. Nella regione veneta si produce
prevalentemente grano, granoturco e piante da frutto.
Molto sviluppate sono anche le colture industriali come
quella del tabacco, della canapa, della barbabietola
da zucchero, del riso, della soia, delle carote, delle
mele, delle pere, dell’orzo, dei piselli e dei
fagioli. La produzione di vino è la più
notevole: infatti il Veneto è al terzo posto.
Alcuni vini tipici veneti sono molto pregiati anche
all’estero, tra i quali vi ricordiamo il Valpolicella,
il Bardolino e il Soave. Altre specialità prettamente
venete sono: il radicchio rosso di Treviso, gli asparagi
di Bassano e le ciliegie di Marostica. L’allevamento
veneto è sviluppato in bovini e in particolar
modo in suini, nelle provincie di Treviso e di Padova.
Vi ricordiamo inoltre che il Veneto ha il primato assoluto
nell’allevamento del pollame.La Regione offre
ai turisti molte città di interesse culturale
come Venezia, Padova e Verona. Si trovano località
balneari equipaggiate di moderni impianti turistici,
località montane che offrono scenari come le
Dolomiti e cittadine situate sulle rive del Lago di
Garda che hanno un clima mite quasi tutto l’anno.
Inoltre ci sono manifestazioni culturali, appuntamenti
folcloristici e centri di cura a livello internazionale.
due maggiori fiumi del Veneto, sono il Po e l’Adige
che sono anche rispettivamente il primo e il secondo
d’Italia per lunghezza. Il Po segna per un lungo
tratto il confine tra il Veneto e l’Emilia Romagna,
mentre l’Adige nasce nell’Alto Adige ed
entra nella pianura veneta a nord di Verona. Al tempo
dei Romani la Regione si chiamò Venetia dal nome
dell’antico popolo che l’abitava. Questa
regione si chiamò anche Venezia Euganea, derivante
sempre da antichi abitanti (Euganei) che vennero poi
assorbiti dai Veneti. Con la Venezia Tridentina e la
Venezia Giulia, la Venezia Euganea forma le cosiddette
‘Tre Venezie’.
VENEZIA:
Festa Patronale: San Marco Evangelista (21 novembre)
La stupenda ed immortale città dei Doge sorse
intorno al 639 quando le popolazioni locali colpite
dalle invasioni dei longobardi si spinsero verso la
laguna e qui, iniziarono la costruzione delle tipiche
strutture abitative nell’acqua. Venezia poi durante
il periodo delle crociate si espanse e divenne ben presto
regina e sovrana delle rotte commerciali nel mediterranneo
e verso l’oriente; la scoperta delle Americhe,
l’apertura delle rotte commerciali atlantiche,
il lento ma costante declino militare e politico delle
città segnarono le sorti della Serenissima Repubblica
con l’infamente epilogo del 1797 con il trattato
di Campoformio tra Francesi e Austriaci. Tanta storia
e sinonimo di immensa ricchezza artistica e culturale:
il nostro tour non potrà che cominciare da piazza
San Marco con la sua veduta panoramica sulla laguna,
la magnifica Basilica sorta nel IX secolo per ospitare
le spoglie di S. Marco riportata a casa dall’oriente
la facciata si presenta realizzata in stile romanico
guarnito da influssi bizantini. Risalendo lungo il Canal
Grande vi è la chiesa della Madonna della Salute,
la sfarzosa e lussureggiante reggia del Ca-D’oro
e la sobria e slanciata chiesa di S.Rocco, tutti esempi
di raffinatezza e ricercatezza barocca.
VERONA:
Festa Patronale: San Zeno (21 maggio) e San Pietro Martire
(29 aprile)
Fondata dai romani intorno al 49 a.C., Verona è
nota per essere la città degli Scaligeri e della
più romantica e secolare delle storie d’amore
tra il nostro appassionato Romeo e la cara e sensibile
Giulietta. La città spalleggiata ad ovest dal
lago di Garda potrà offrirci un interessante
piano turistico tra bellezze storico-artistiche, buoni
vini e una deliziosa e corposa tradizione gastronomica.
Dall’arena romana, ad oggi pianamente efficiente,
con una struttura ovoidale con tre file di archi a tutto
sesto sovrapposti, si prosegue verso la casa di Romeo
e Giulietta, l’Arco dei Govi (legato ai fasti
della gen. Gavia), alla Piazza dei Signori. Altri simboli
della città sono il Palazzo Scaglieri, la chiesa
di S.Giorgio, il chiostro di San Zeno e il duomo. Per
una vacanza che si rispetti non potrà mancare
una puntatina della costiera immersi tra natura e relax
oppure tra mille occasioni di svago.
VICENZA:
Festa Patronale: Madonna di Monte Berico (8 settembre),
San Vincenzo di Saragozza, San Gaetano
Anticamente nota con il nome di Vicetia, Vicenza si
è fregiata, nel 1994, dall’esclusivo riconoscimento
dell’UNESCO di città patrimonio mondiale
per bellezza artistica a importanza storica. Per lungo
tempo assoggettata al dominio della serenissima repubblica
di Venezia, la città visse il massimo del suo
splendore nel cinquecento grazie all’infaticabili
e impareggiabili servigi di un suo cittadino, il Palladio.
Il “tour” inizia dalla Basilica sorta sull’antico
Palatuim Vetus intorno alla metà del XVI secolo
proprio ad opera del palladio; ancora sulla scia della
mano del grande artista si ammirerà la Soggetta
palladiana, i Giardini e i palazzi Barbanda Porto e
Chiericati, sede del locale museo civico. Ambizione
e desiderio dei palati più raffinati saranno
le numerose ville sparse tra Vicenza e il suo hinterland
sugli splendidi colli Euganei spiccano villa Caprarotonda,
villa Cordellina e da Parti.
BASSANO
DEL GRAPPA: Festa Patronale: San Bassiano (19
gennaio)
“Sul ponte di Bassano , là ci darem la
mano”, cantavano, pensando alla ragazza, gli alpini
della generazione che fece la guerra 1915-18, per cui
ora il ponte si chiama anche degli Alpini. Si sa per
certo che in sei secoli fu distrutto otto volte, o da
eventi bellici o dalle piene del Brenta. Lo rifcostruirono
sempre di legno, salvo una volta, nel 1524, in cui ci
provarono con la pietra, ma durò solo due anni.
Oltre al ponte è doveroso precisare che la città
è bellissima, per posizione, viste, tessuto architettonico.
Nella centrale Piazza Garibaldi, sovrastata dalla torre
di Ezzelino (sec. XIII) vi è la chiesa romanico
ogivale di S. Francesco con elegante protiro del 1306
(l’Annunciazione a d., forse del Guariento, iconograficamente
interessante perché legata all’eresia di
Valentino, gnostico egiziano del II sec.); all’interno
affreschi quattrocenteschi ed un Crocifisso ligneo dipinto
del Guariento (sec. XV). Nell’antico convento
di S. Francesco è allogato il Museo Civico ,
importante soprattutto per la Pinacoteca. Dei dipinti
di Jacopo Bassano, Fuga in Egitto, Carità di
S. Martino e S. Valentino battezza S. Lucilla, l’ultimo
fu segnalato dal Tiepolo al figlio come un “miracolo”
della pittura; notevole anche la Sepoltura di un frate
del Magnasco.
TREVISO:
Festa Patronale: San Liberale (27 aprile)
Vertice del triangolo che ha per base Padova e Venezia,
nell’estremo nord della regione, antica Tarvisium
sorge oggi tra i fiumi Sila e Cagnan immerse nel verde
e in un clima di pace e serenità estranianti.
Il primo insediamento sorse probabilmente là
dove ora si trova la Chiesa di Sant’Andrea, ancor
prima dell’avvento dei romani; proprio con l’avvento
dell’impero, però, Treviso diventò
un importante centro commerciale, acquisendo la cittadinanza
romana. La storia di Treviso, complessa e travagliata,
è segno di una continua evoluzione socio- politica:
risparmiata da Attila, la città divenne fiorente
sotto i Goti ed i Longobardi, che ne fecero un ducato.
Successivamente, i Carolingi diedero disposizioni per
la costruzione di una zecca che, divenuta fiorente nel
IX secolo, era segno inequivocabile di un rinomato prestigio
che si è protratto sino ad ora. Nel 911,dopo
essere stata devastata dagli Ungheri, la città
iniziò ad elaborare i suoi ordinamenti comunali,
riconosciuti nel 1164 da Federico Barbarossa. Nonostante
essa apparisse favorevole all’impero, aderì
ugualmente sia alla Lega Veronese che a quella Lombarda;
combatté inoltre a Legnano e trattò la
Pace di Costanza, sigillando definitivamente il suo
interesse nel mantenersi socialmente attiva e nell’avere
un ruolo ben definito nello scenario politico. Ebbe
da allora inizio un periodo particolarmente fiorente
per la città di Treviso che, dopo aver esteso
il proprio dominio, si abbellì, diventando una
meta ricercata da parte di poeti e trovatori, che ne
narravano le bellezze ed esaltavano le caratteristiche.
Essa teneva inoltre numerose feste cavalleresche, che
le valsero il nome di “Marca gioiosa et amorosa”.
PADOVA:
Festa Patronale: San Prosdocimo, Sant'Antonio di Padova,
Santa Giustina e San Daniele (13 giugno)
Se Venezia è il diadema di questa regione, Padova
è sicuramente il collier che ben si abbina con
le tradizioni lagunari con tanta bellezza artistica
ed una storia millenaria che affonda le sue radici fin
a 3000 anni addietro. Straordinaria testimonianza di
ciò è rappresentata dalla sua Università,
sorta nel 1222, che ospitò tra i suoi docenti
Galileo Galilei, ancora oggi vanto e gloria di Padova
per la efficienza e la sua capacità di trapassare
i secoli rinnovandosi e restando al passo con le sfide
del mondo moderno. Padova è universalmente nota
anche come la città di sant'Antonio, il famoso
francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che
visse a Padova per alcuni anni e vi morì (il
13 giugno 1231). I resti del Santo sono conservati nella
Basilica di Sant'Antonio, meta di numerosi pellegrini
da tutto il mondo e uno dei monumenti principali della
città. Tra le più significative vestigia
dell'illustre passato di Padova, merita una particolare
menzione la doppia cinta muraria tuttora - almeno in
parte - apprezzabile. Testimonia la struttura medievale
la cinta trecentesca, di cui sono oggi chiaramente ravvisabili
solo quasi la porta Altinate e quella su ponte Molino.
Si tratta di un complesso difensivo risalente in per
lo più alla signoria dei Carraresi. Molto migliore
è lo stato di conservazione della cinta cinquecentesca,
splendido esempio di architettura militare veneziana.
Attorno a tali mura - che avvicinano esteticamente Padova
a Treviso - si snoda un tracciato viario che fino a
qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione",
ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un
profilo strettamente etimologico (circum + vallum -
attorno alle mura), poiché in realtà è
attualmente fagocitato dalla congestione complessiva
del traffico urbano
ROVIGO: Festa Patronale:
San Bellino Vescovo (26 novembre)
Adagiata nella val Polesine in un incantevole e suggestivo
paesaggio naturale l’antica Rovigum è un’altra
piccola e vezzeggiativa bellezza artistica tutta da
scoprire. Per risvegliare i nostri sogni più
fanciulleschi potremo andare alla riscoperta del medievale
castello cittadino, oppure alla sorverchiante Porta
San Bartolomeo, alle torri Don e mozza. Ridondante nelle
forme e poi il duomo databile al 1696. Nella città
lavorarono nel corso di più secoli; tra 400 e
700; numerosi e celebrati artisti tra i quali Dosso
Dossi, G. Piepolo; Desiderio da Settignano o ancora
il Piezzatta. A voi lasciamo il gusto di degustare la
cucina e la gastronimia locale.
BELLUNO:
Festa Patronale: San Martino (11 novembre)
Su una terrazza naturale è la città di
Belluno, con piazze e vie pittoresche, scorci improvvisi
sul fiume o sulle montagne, molti portici secondo la
consuetudine veneta, case gotiche, fontane antiche e
frequenti palazzetti rinascimentali di ispirazione veneziana.
Un giardino, su cui si allinea il neoclassico Palazzo
Cappellari della Colomba, ovvero la piazza dei Martiri
è l’animato centro della città e
nello stesso tempo l’ingresso alla parte più
antica. La piazza del Duomo è la più bella
scena urbana. Il Duomo fu ricostruito al principio del
’500 su disegno di Tullio Lombardo; sulla facciata
grezza, due monofore gotiche; il campanile è
stato disegnato da F. Juvarra (1743). Nell’interno,
dipinti di maestri veneti, agli altari, e un polittico
riminese del XV sec. nella cripta (all’altare,
che è un’arca sepolcrale trecentesca).
Il Palazzo dei Rettori (iniziato nel 1491) è
il monumento più noto della città. Sul
portico, la facciata allinea eleganti finestre binate
ai lati della loggia: è una bella pagina di rinascimento
veneziano. Il Museo Civico accoglie una pinacoteca con
dipinti veneti, bronzetti, medaglie e placchette del
rinascimento. Dalla pittoresca piazza delle Erbe, con
edifici rinascimentali porticati e una bella fontana
al centro, parte la via Mezzaterra, che segue l’antico
cardo maximus dell’insediamento romano; la fiancheggiano
palazzetti di tipo veneto.
CORTINA
D’AMPEZZO: Festa Patronale: Santi Filippo
e Giacomo (3 maggio)
Il campanile sullo sfondo delle rocce dolomitiche delle
Tofane è, da decenni, forse la più nota
immagine al mondo che evochi le attrattive concesse
dalla montagna alla vita moderna: tonificante villeggiatura,
passeggiate in meravigliosi panorami, alpinismo di ogni
grado, sport invernali di ogni possibile specialità.
È il centro maggiore di quella parte delle Dolomiti
che è compresa nei limiti amministrativi del
Veneto e la posizione, in una conca ondulata della valle
del Bóite in Cadore, la mette nel punto focale
di uno stupefacente scenario di montagne, con le Tofane,
il Pomagagnon, il Cristallo, il Sorapis, le Cinque Torri,
la Croda da Lago che la incorniciano da ogni parte.
Il prestigio del nome, l’eleganza sofisticata
della frequentazione, la molteplicità delle attrezzature
e le condizioni dell’ospitalità non richiedono
commenti.Le sue fortune cominciarono timidamente alla
metà del sec. scorso e già nel 1902 vi
si svolse la prima gara sciistica d’Italia; la
cittadina, tutta lungo il corso Italia (in buona parte
chiuso al traffico e riservato al passeggio), è
moderna, anche con interessanti soluzioni architettoniche,
brillante e vivace. La parrocchiale, settecentesca,
ha un tabernacolo ligneo di A. Brustolon (1724) e una
pala del 1679; panorama dall’alto del campanile.
Nella Ciasa de ra Regoles (Casa delle Regole o delle
comunità familiari ampezzane) in v. Parco 1,
sono il Museo geologico, mineralogico e delle tradizioni
della conca ampezzana e la Collezione Rimoldi, di arte
moderna italiana con opere di importanti pittori.
CONEGLIANO
VENETO: Festa Patronale: San Leonardo di Noblac
(6 novembre)
La città ha vie a portici, case affrescate, palazzetti
di dignitosa architettura veneta (sec. XV-XVIII), una
scenografica piazza (p. G.B. Cima). Il Duomo, con portico
gotico (sec. XIV-XV) e campanile del 1497, conserva,
all’altar maggiore del trecentesco interno, la
splendida pala con la Madonna in trono e santi* del
grande Cima da Conegliano (1493). La soprastante Sala
dei Battuti (rivolgersi al sagrestano), della fine del
’300, è tutta decorata di affreschi del
primo ’500. Nella Casa di Cima da Conegliano (v.
Cima 24; estate sab. e dom. 16-18; inverno 15-17) documenti,
memorie del pittore e reperti archeologici. Nella spianata
del Castello, in alto (panorama*), resti di mura e torri
del medievale Castelvecchio. Nella torre della campana
è allogato il Museo (estate 9-12 e 15.30-19;
inverno 14-17.30; ch. lun.) con lapidario, monete, affreschi
staccati, dipinti, sculture, memorie storiche.
SOLIGO
(frazione di FARRA di SOLIGO):
Festa Patronale: Santi Pietro e Paolo
Soligo conta poco più di 2200 abitanti. Il suo
territorio è delimitato a nord da una catena
di colli, verso sud si estende in pianura e verso est
è lambito dal fiume da cui trae appunto il suo
nome, il Soligo. Questa località è stata
sede di una importante signoria: i Caminesi.
FARRA
DI SOLIGO: Festa Patronale: Santo Stefano (26
dicembre)
Farra di Soligo è un comune di circa 8500 abitanti,
situato all’estremità settentrionale della
provincia di Treviso, quasi al confine con la provincia
di Bellunom e a 50 km a nord di Venezia. Il comune comprende
due frazioni: il paese di Soligo ad est, Col San Martino
ad ovest. La Chiesa è dedicata a Santo Stefano
Protomartire, Patrono del paese , ed è divenuta
Parrocchiale probabilmente nel XIV secolo. Il Toponimo
“ Farra” ha origini longobarde: le “fare”
erano i gruppi parentali su cui si fondava il popolo
longobardo ed il termine andò poi ad indicare
anche il territorio su cui questi gruppi si insediarono.
VALDOBBIADENE:
Festa Patronale: San Gregorio Magno (secondo lunedì
di marzo)
Si presenta come un pendio che digrada verde ai piedi
della Prealpe bellunese, dal monte Cesèn al largo
greto del Piave. È luogo di industrie e soprattutto
mercato vinicolo: i vigneti intorno sono quelli che
danno il Cartizze, apprezzato spumante. La Parrocchiale
dei sec. XVII-XVIII, dalla facciata neoclassica e con
alto campanile isolato di Francesco Maria Preti (1775),
conserva nell’interno dipinti di scuola veneta,
tra cui una tela di Palma il Giovane, al primo altare
destro. Simbolo di una tradizione che non sfiorisce
mai è la Mostra nazionale dello Spumante a settembre.
Da visitare nei dintorni è Pianezze m 1150, km
11.5 a nord per strada panoramica, villeggiatura sul
versante meridionale del monte Cesèn frequentata
per gli sport invernali; da qui una seggiovia sale al
monte Barbarìa m 1464 (esteso panorama dal Montello
al Piave e alla pianura veneta), mentre una strada di
km 6 e poi un sentiero conducono alla cima del monte
Cesèn m 1570.
ODERZO:
Festa Patronale: San Tiziano (16 gennaio) e Santa Maria
Maddalena (22 luglio)
Il Museo dell'Apicoltura di Oderzo è un museo
unico nel suo genere in Italia. Il Museo dell'Apicoltura
di Oderzo ha sede a Piavon presso l'Istituto Agrario
Cerletti. Sono da ricordare le chiese parrocchiali di
Oderzo e gli altri edifici di culto nelle frazioni comunali
di Oderzo. Le frazioni di Oderzo sono: Faè, Camino,
Rustignè, Piavon, Colfrancui, Rustignè,
Fratta. La Chiesetta del Beato Bernardino Tomitano di
Oderzo si trova in pieno centro storico. La Chiesetta
del Beato Bernardino Tomitano di Oderzo ospita una lapide
dedicata ai caduti di tutte le guerre. La chiesa della
Madonna della Salute di Oderzo si trova nella borgata
di Spinè, vicino alla rive del Monticano. La
Chiesa di san Giuseppe di Oderzo si trova al centro
della borgata omonima. All'interno della Chiesa di san
Giuseppe di Oderzo trova posto un presepio di età
settecentesca. La Chiesa di Santa Maria Maddalena di
Oderzo era di pertinenza di un monastero soppresso da
napoleone. La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Oderzo
viene chiamata "il pantheon degli opitergini"
per le tombe di illustri cittadini contenute al suo
interno.
ABANO
TERME: Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto)
Abano Terme, principale centro delle Terme Euganee,
è situato nella provincia di Padova,ai piedi
dei Colli Euganei. La città viene citata dai
più importanti scrittori latini come Plinio il
Vecchio,Marziale,Tito Livio,Svetonio,Cassiodoro e Claudiano
con la denominazione di “Acquae Patavinorum”.
Oltre a Livio,qui sono nati anche i poeti Gaio Valerio
Flacco ed Arrunzio Stella. Si fa ricondurre l’origine
del nome ad Aponus, il dio delle acque termali, che
a sua volta risalirebbe ad una radice indo-europea “Ap”
che significa “acqua”. Le antiche terme
occupavano una vasta area sul versante orientale dei
Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore in
età imperiale. Intorno al IX secolo, l’antico
centro termale cominciò a sdoppiarsi ed il termine
Aponus indicò il territorio dell’odierna
Abano Terme. Abano ebbe nuova fioritura a partire dal
‘500,quando le grandi famiglie padovane (Cittadella-Vigodarzete-Dondi
dall’Orologio) e veneziane (Mocenigo-Malipiero-Morosini
e Todeschini) alcune delle quali qui insediatisi diedero
grandissimo impulso all’agricoltura ed alle cure
termali. Queste famiglie investirono forti capitali
per migliorare le ricettività termo –alberghiera
e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle proprietà
terapeutiche delle acque termali. Abano Terme fu anche
sede del Comando Supremo dell’Esercito Italiano,ospitando
molte personalità dell’epoca:Armando Diaz
,Luigi Cadorna,Pietro Badoglio e Gaetano Giardino.
ASIAGO:
Festa Patronale: San Matteo (21 settembre)
Già capoluogo della storica Federazione dei Sette
Comuni, è il principale centro dell’Altopiano
dei sette comuni. I primi insediamenti umani risalgono
al periodo paleolitico e mesolitico e i primi abitanti
stabili appartengono all’epoca preromana. Nella
lingua e nella tradizione cimbra,sono stati rilevati
anche indizi che sono ricondotti ai Goti o ad altre
popolazioni “barbare”,quindi un’influenza
longobarda. Oggi il cimbro è parlato e conosciuto
ancora da alcune persone. Dal 1310 al 1087 si costituì
uno dei primi governi autonomi e democratici della storia,la
Spettabile Reggenza dei Sette Comuni,con moneta e milizia
proprie. Agli inizi del XIII secolo gli insediamenti
tedeschi, che daranno in seguito vita ai Sette Comuni,
dovettero organizzarsi militarmente per difendersi dalle
mire espansionistiche dei vicini:come il potente signorotto
di Castel Ivano della Valsugana. Nel 1310 venne definito
lo statuto della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni;l’insegna
che lo sosteneva recitava il motto:”Dise saint
Siben, Alte Komeun, Prudere Liben”,(Questi sono
i Sette Antichi Comuni,Fratelli Cari). Nel 1327 la Federazione
dei Sette Comuni passò sotto l’ala protettiva
degli Scaligeri di Verona e, nel 1387, sotto quella
dei Visconti di Milano. La Reggenza dei Sette Comuni
cessa di esistere il 29 giugno 1087,per volere di Napoleone
Bonaparte. Nel 1866,assieme al Veneto,alla provincia
di Mantova e al Friuli venne annesso al Regno d’Italia.
La città di Asiago,come tutti gli altri paesi
dell’Altopiano,è stata interessata dagli
eventi della Prima Guerra Mondiale