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PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE: PALERMO-CATANIA 209 km; PALERMO-MESSINA
223 km;
MESSINA-CATANIA 94 km; MESSINA-SIRACUSA 162 km; SIRACUSA-CATANIA 65
km.
VIAGGIO
IN SICILIA
La
Sicilia è l’isola più grande del Mediterraneo, a
nord si affaccia sul Mar Tirreno, ad est è divisa dall’Italia
dallo stretto di Messina ed è bagnata dal Mar Ionio, a sud-ovest
è separata dall’Africa dal canale di Sicilia. A primo sguardo
la Sicilia ha la caratteristica forma triangolare, ed è proprio
per questo che gli antichi Greci le diedero il nome di Trinacria. I
vertici del triangolo sono costituiti da tre capi: Capo Peloro, o Punta
del Faro, a Messina; Capo Passero a Portopalo a sud, Capo Boeo o Lilibeo
ad occidente, nelle vicinanza di Marsala. L’estremità nord-orientale
è separata dalla penisola della Calabria dallo stretto di Messina,
lungo solo tre silometri. L’estremità meridionale è,
invece, rivolta verso l’Africa, da cui la separa un tratto di
mare largo 140 km: il Mare di Sicilia. La Sicilia è un’isola
ricca di vulcani, i più importanti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
La Sicilia è poco montuosa. Nella Sicilia orientale vi è
un ideale continuazione dell’Appennino Calabro nei monti Peloritani,
Nebrodi e Madonne, invece la Sicilia occidentale e centrale presenta
massicci più isolati. A sud-est si innalzano i Monti Iblei, una
sorta di tavole che scendono sin giù verso il mare ed attraversati
da gole profonde. Ma la montagna più importante ed elevata della
Sicilia è l’Etna (3.263 metri), il maggior vulcano attivo
dotato di 4 crateri sommatali attivi e circa 300 bocche eruttive. I
corsi d’acqua più lunghi sono l’Imera Meridionale
(o il Salso), il più lungo dell’isola che sfocia nel Canale
di Sicilia, e il Simeto, che ha il bacino idrografico più ampio,
che sfocia nel Mar Ionio. In Sicilia vi sono quattro parchi naturali
regionali, molte riserve naturali, aree marine protette e zone umide.
Notevole è la produzione di cereali, tra cui il frumento, in
particolare nella pregiata qualità del grano duro, ottimo per
produrre buona pasta. La pesca è una risorsa importantissima
per la Sicilia che è ricca di porti, i più importanti
sono quelli di Mazara del Vallo, di Sciacca, di Poro Empedocle, di Licata.
Durante il soggiorno il turista potrà deliziare il proprio palato
con le prelibatezze della cucina siciliana,come il pecorino siciliano,
il formaggio Ragusano, il Canestrato, formaggio a pasta dura, il Fiore
Sicano, formaggio a pasta cruda, la provola, la ricotta salata ecc...
.
PALERMO:
Festa Patronale: Santa Rosalia (15 luglio)
Città capoluogo della Sicilia e della provincia omonima. E’
situata sulla costa settentrionale dell’isola nella conca d’oro.
Fondata dai Fenici, assunse grande splendore soprattutto sotto il dominio
degli Arabi e dei Normanni, che vi hanno lasciato importanti monumenti
della loro civiltà. Essa possiede, anche magnifici palazzi di
stile rinascimentale e barocco. Data la posizione, Palermo gode di un
clima tipicamente mediterraneo. Il porto, ben attrezzato ha un movimento
notevole sia di merci sia di passeggieri. L’importanza della città
che si è notevolmente accresciuta nell’ultimo dopoguerra,
anche dal punto di vista politico-amministartivo; dopo l’istituzione
della regione autonoma siciliana, la città ospita il parlamento
siciliano e tutti gli uffici ad esso collegato. Tra i monumenti principali
di Palermo, testimoni di una storia gloriosa merita anzitutto la citazione
la cattedrale a forma di croce latina, con tre navate. Vi sono altre
chiese di notevole interesse artistico e storico: la chiesa di San Giovanni
degli eremiti, con le caratteristiche cupole moresche sovrastanti; la
chiesa di San Domenico considerata il pantheon delle memorie siciliane;
la chiesa di San Cataldo; le catacombe del convento dei Cappuccini.
La città conserva anche gli edifici civili di grande interesse,
quali il palazzo dei Normanni, il palazzo Tribunali, il palazzo Sclafani:
sede oggi del Parlamento della regione siciliana. Il turista non potrà
perdere infine un’entusiasmante visita all’Orto botanico,
uno dei più importanti a livello europeo. Numerose sono le manifestazioni
folcloristiche a Palermo; la più importante è la festa
religiosa della patrona Santa Rosalia. Il cosiddetto “festinu”
si svolge dal 10 al 15 luglio, con gare sportive, sfilate dal carro
tipico.
CATANIA:
Festa Patronale: Sant'Agata, Sant'Euplio (5 febbraio)
Adagiata a piedi dell’Etna, pur essendo stata fondata dai Greci,
ha un aspetto più moderno. Sorge ai margini di una pianura fertilissima,
ricca di agrumenti, uliveti e orti, e gode di un clima alquanto temperato
in inverno e caldo d’estate. Ha importanza come centro di commercio
agricolo come centro industriale, oltre che come porto. E’ pure
sede di importanti istituti culturali, 4 università, biblioteche,
osservatorio astronomico e vulcanologico. Lo sviluppo della città
è stato particolarmente intenso dalla metà del secolo
scorso in poi. L’abitato è adorno di belle piazze, di giardini,
con molti monumenti (Bellini, Cavour, Mazzini, Vittorio Emanuele II),
di strade magnifiche. Degni di nota sono la cattedrale eretta nel 1092
“in stile gotico-romano”, più volte rimanegggiata
ed ora in stile barocco, e davanti ad essa la fontana dell’elefante
in lava; il castello Ursino; le chiese di San Nicola della colleggiata
e di Santa Maria di Gesù; il barocco palazzo Biscari. Interessante
anche il museo belliniano, allestito nella casa natale di Bellini. Il
tono generale dell’architettura catanese è il barocco lussureggiante.
Caratteristica è la processione della festa si S. Agata, con
i tipici ceri detti “cannelore”, nella quale, i fedeli indossano
il rituale sacco bianco e tirano con due lunghe corde il fercolo con
reliquie della santa.
ZAFFERANA
ETNEA (nuovo): Festa Patronale: Maria Santissima della Provvidenza
(seconda domenica di agosto)
Zafferana Etnea è una delle più caratteristiche località
del Parco dell’Etna,essa è una cittadina dal clima mite
e dall’aria salubre. Il panorama è unico:ad est la costiera
jonica che spazia dal golfo siracusano a quello di Taormina;ad ovest
il più alto vulcano attivo in Europa,l’Etna,ammantato dai
ricchi boschi di castagno e faggio. Il suo nome sembra derivi dall’arabo
“Zaufanah”, che, per alcuni, indica il giallo delle ginestre
che impera tra le rocce laviche del suo territorio; per altri significa
“fischio del vento”. In seguito, nel 1811, fu aggiunta la
denominazione Etnea con l’intento di evitare l’ambiguità
con altre due località siciliane. Le sue origini sono legate
all’insediamento, fra il XII e il XVII secolo, nella valla San
Giacomo di un gruppo di frati Benedettini. La Chiesa Madre, oggi, è
il risultato dell’opera di ricostruzione effettuata dopo il terremoto
del 1818. La facciata, con due campanili gemelli, si caratterizza per
lo stile barocco e la pietra bianca che contrasta con il nero della
pietra lavica di cui sono costituiti i gradoni della scalinata. Nella
parte superiore del prospetto principale sono ubicate tre finestre cieche,in
quella centrale è ospitata la statua di S.M. della Provvidenza
a cui la chiesa è dedicata. Nel suo interno si conservano una
pala di altare che ritrae “S. Giuseppe col Bambino”, un’opera
giovanile del pittore zafferanese Giuseppe Sciuti, e la splendida tela
della Madonna della Provvidenza di G. Rapisarda. Altra meta da visitare
è il Palazzo Municipale, sito nella piazza principale. La costruzione
del Palazzo, in stile Liberty, risale alla fine dell’ottocento.
L’edificio si sviluppa su due piani e l’apertura centrale
dei prospetto è sormontato dallo stemma della cittadina. All’interno
del Palazzo si trovano due pregevoli tele dello Sciuti;una raffigurante
l’eruzione del 1852 che minacciò seriamente il centro abitato;
l’altra, posta nella sala consiliare, è un dipinto allegorico
dal titolo “Il Benessere e le Arti”. Zafferana possiede
anche uno splendido Parco Comunale che contiene molti esemplari della
flora mediterranea e da alberi secolari di alto fusto come: camelie
e magnolie delle varietà più pregiate. A poca distanza
da Parco c’è la Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie,costruita
nel 1914,quando il paese fu colpito da un terremoto.
MESSINA:
Festa Patronale: Madonna della Lettera (3 giugno e 15 agosto)
E’ la porta di ingresso della Sicilia e sorge sul luogo di una
colonia greca (Zancle). Essa fu completamente distrutta nel 1908 da
un terremoto, ma fu subito ricostruita con perfetta pianta geometrica.
La vita economica della città verte, oltre che su alcune attività
industriali, principalmente sul movimento portuale e sulle funzioni
commerciali, ai cui effetti ha un notevole peso la fiera campionaria
Internazionale che si svolge ogni anno in agosto. Monumenti degni di
nota sono: il Duomo, quasi completamente ricostruito ma che conserva
le linee originarie della struttura medievale, con tre ricchi portali
gotici e un interno con tre navate; le chiese duecentesche dell’Annunziata
dei Catalani e di San Francesco d’Assissi e la fontana di Nettuno.
Presenta inoltre grade interesse il Museo Nazionale, specie per alcune
opere di Antonello di Messina e di Caravaggio. Tra le feste tradizionali
che ancora oggi si svolgono in molte ricorrenze dell’anno con
caratteristiche processioni, va ricordata la processione della “Vara”,
il 15 Agosto. A breve distanza, vale la pena visitare il museo archeologico
di Naxos, con reperti proveniente dagli scavi dell’antica Naxos
(VII-VI sec. a. C.)
TRAPANI:
Festa Patronale: Sant’Alberto degli Abati (7 agosto)
Il nome di un villaggio sicano sito nell’entroterra che in greco
suona Drepanon, o falce, viene ora ritenuto allusivo della forma lievemente
falcata dello stretto e piatto promontorio su cui è distesa la
città attuale, di aspetto prevalentemente moderno; in realtà
in antico il promontorio era un piccolo arcipelago. Il corso, Vittorio
Emanuele, fiancheggiato da edifici barocchi, è l’arteria
principale della città vecchia. In S. Maria del Gesù,
della prima metà del ‘ 500, è custodita sotto un
baldacchino marmoreo di Antonello Gagini (1521) la Madonna degli Angeli,
terracotta smaltata di Andrea della Robbia. Il principale monumento
della città, il Santuario dell’Annunziata, ha l’antica
facciata trecentesca con portale gotico e rosone, mentre il campanile
è barocco: nell’interno, a unica navata settecentesca,
le cappelle dei Pescatori (XV sec.) e dei Marinai (XVI sec.) ricordano
le tradizioni marittime del luogo; la Madonna di Trapani nella fastosa
cappella della Madonna, dietro l’altar maggiore, è opera
di Nino Pisano (o della bottega). Nell’ex convento dell’Annunziata
(XVIII sec.) con un bel chiostro (XVI – XVI sec.) , è sistemato
il Museo Regionale Pepoli (9-13.30 mar. e gio. anche 15-18; dom. e festivi
anche 9-12.30), con raccolte di archeologia, pittura, scultura e arti
minori ( con lavori in corallo, che a Trapani hanno antica tradizione);
emergono il S. Giacomo di Antonello Gagini (1522), una Pietà
di Roberto Oderisi nella sala dei dipinti del ‘300 e del ‘400
e il S. Francesco che riceve la stimmate di Tiziano.
SIRACUSA:
Festa Patronale: Santa Lucia da Siracusa (13 dicembre)
Fino all’età romana fu la più potente e splendida
città della Sicilia. Oggi il luogo offre meravigliosi esempi
del tardo barocco in cui fu ricostruita dopo il terribile terremoto
del 1963 e delle antiche pietre classiche, in un insuperabile paesaggio
di mare, roccia, vegetazione mediterranea, limpido, e mite cielo. La
recente espansione moderna è avvenuta lungo l’asse per
Catania. L’isola di Ortigia è il sito del primo insediamento
greco, oggi pittoresco intrico di viuzze; nel centro dell’isola
si apre la piazza Archimede, con la moderna fontana di Artemide. La
piazza del Duomo è un vivace complesso architettonico barocco.
Il Duomo si presenta con la chiaroscurata fronte barocca settecentesca
di A. Palma (1728-54), ma è stato costruito adattando integro
il colonnato periferico del tempio dorico di Athena (V sec. a.C.; capitelli
e fusti delle colonne si vedono sporgere dal muro laterale in via Minerva);
la navata centrale della chiesa è la cella del tempio ; fra gli
arredi sono significativi il fonte battesimale, fatto di un cratere
ellenistico, sorretto da duecenteschi leoncini di bronzo, il S. Zosimo,
attribuito ad Antonello da Messina (ora precauzionalmente rimosso),
la Madonna delle Neve e la S. Lucia di Antonello Gagini (XVI sec.).
I papiri ornano la fonte Aretusa che sgorga in un bacino nella piazza
affacciata al mare; è un luogo romanticamente celebre per il
mito che vuole la ninfa Aretusa gettarsi in mare, dalle rive dell’Elide,
per sfuggire ad Alfeo e ricomparire come fonte, e Alfeo mutarsi in fiume
sottomarino e, inseguendola, mescolare le due acque; la polla di acqua
dolce dell’’’occhio della Zillica”, sgorgante
nel porto, è Alfeo.
RAGUSA:
Festa Patronale: San Giorgio e San Giovanni Battista (29 agosto)
Ragusa superiore e Ragusa Ibla formano due entità che dal 1865
al 1926 furono addirittura due comuni diversi. Ragusa superiore, impiantata
su una regolare scacchiera, è di aspetto moderno; Ragusa Ibla,
che si vuole occupi il luogo della sicula Hybla Heraia, è pittoresca,
di accidentata planimetria e in gran parte barocca. In Ragusa superiore,
la Cattedrale (1706-1760) domina sulla centrale piazza S. Giovanni,
che si apre a terrazza, recinta da una balaustrata; il suo largo prospetto
è fiancheggiato dall’alto campanile. Il Museo Archeologico
Ibleo ( 9-14 e 15-18; festivi 9-13 15-18) raccoglie reperti di scavi
del ragusano divisi in 6 sezioni: prestoistorica, greca, ellenistica,
dei siti indigeni, tardoromana e, infine, l’ultima sezione, con
reperti da collezione di acquisto. Una bella vista sulla cava di S.
Domenico si ha dal lungo ponte dei Cappuccini, che la scavalca. Ai piedi
della chiesa di S. Maria delle Scale (242 gradini) scendono a rampe
a Ibla; a loro termine, la chiesa di S. Maria dell’Idria e due
palazzi barocchi. A Ragusa Ibla la facciata barocca di San Giorgio,
a tre ordini nella parte centrale, in cima a una scalinata che la pone
come sfondo della p. del Duomo, è un formidabile episodio dal
barocco settecentesco isolano; la chiesa è stata eretta (1738-75)
su disegno del siracusano Rosario Gagliardi e terminata con una cupola
neoclassica. Il Giardino Ibleo consente un bel panorama sulla città;
a d dell’ingresso, la diruta chiesa di S. Gregorio Vecchio con
un portale gotico-catalano (XV sec.). A 16 km Comiso presents, oltre
alle terme romane e ad alcune chiese di degna architettura, un interessante
battistero bizantino con affreschi del XIV sec.
NOTO:
Festa Patronale: San Corrado Gonfalonieri (19 febbraio)
Noto è un territorio unico ed incontaminato,sul quale insistono
due riserve naturali,ed un area marina protetta, con numerosi edifici
in stile tardo barocco ottenendo il riconoscimento di “Patrimonio
dell’umanità”. Noto,con le sue unicità,risorse
e peculiarità,rappresenta un nuovo ed imitato modello di sviluppo
ecosostenibile su cui basare le economie di un’intera comunità.
Essa non è soltanto “Barocco”,ma ha un vasto territorio
tra alture, colline, pianure e coste nelle quali insistono insediamenti
di interesse archeologico e naturalistico. La città di Noto è
ricca di molti monumenti storici come: Porta Reale, detta anche “Ferdinandea”
perché fatta costruire in occasione della visita del Re Ferdinando
II di Borbone. L’interno a navata unica, è riccamente decorato
con stucchi, nell’altare maggiore domina la statua dell’Immacolata
Concezione. Presenta pregevoli tele che rappresentano “La predica
di Sant’Antonio ai pesci” e “L’estasi di San
Francesco".
AGRIGENTO:
Festa Patronale: San Gerlando e San Calogero (25 febbraio)
Fondata nel 581 a.C. dai coloni Rodi e Cretesi della vicina Gela, Akragas
divenne in breve tempo una delle più importanti città
della Magna Grecia, in Sicilia seconda solo a Siracusa. L’area
urbana aveva un’ampiezza di 456 ettari ed era circondata da mura
di fortificazione con nove porte d’ingresso. La popolazione era
di circa 300.000 abitanti ed era considerata “la più bella
città dei mortali”. Nel 210 a.C. venne saccheggiata dai
Romani e assoggettata all’impero ma conobbe nei secoli successivi,
l’invasione e la riedificazione da parte degli Arabi che la ricostruirono
sulla cima della collina in cui oggi si ammira il centro storico, con
le sue piccole viuzze e cortili che convergono verso la Via Atenea,
che e’ da considerare anche oggi la più importante arteria
della città. La Via Atenea da Porta di Ponte, attraversa il centro
storico e su di essa si affacciano bellissimi palazzi e numerose chiese
con diversi stili che contengono all’interno dei veri e propri
tesori di arte sacra. Tra questi,all’interno delle chiese, si
possono visionare numerose opere del Serpotta e del Gagini.Tra le altre
chiese troviamo quella dell’Addolorata e di San Francesco di Paola,
ubicate nel popolare quartiere Rabato, di San Giuseppe , San Domenico,
Dell’Itria o Sant’Alfonso, dell’Immacolata e di S.Maria
dei Greci costruita sui resti di un tempio greco. Oggi Agrigento si
estende su una superficie di 254 Kmq a 230 metri dal livello del mare
e conta 55.424 abitanti. Un’altra opera di grande importanza e’
la Cattedrale di Agrigento. I primi lavori per la realizzazione cominciarono
prima dell’anno 1100 per volontà del vescovo Gerlando.
Ma soltanto 200 anni dopo, durante il periodo di vescovato di Bertoldo
De Labro, la chiesa realizzata venne intitolata a San Gerlando, patrono
della città dei Templi. Con il passare degli anni e dei secoli,
altre costruzioni vennero aggiunte all’originaria. Ciò
ha provocato una varietà di stili non indifferente cha ancora
oggi si possono ammirare all’interno del Duomo. Si va da quello
normanno a quello gotico-chiaramontano, da quello rinascimentale a quello
barocco. All’interno si possono ammirare affreschi e sculture
di grande pregio artistico.
CALTANISSETTA:
Festa Patronale: San Michele Arcangelo (29 settembre)
Caltanissetta (Cartanissetta o Cartanisetta in siciliano) è un
comune italiano di 60.355 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia.
L’etimologia deriva dall’arabo Q’al’at Nissa,
che significa “Castello dele donne”, piccolo vilaggio sicano,
sorto nella zona di Sabucina. Di origine antica, addirittura pre-greca,
sicuramente sicana, situata nella zona del monte Gebel Habib (“la
montagna felice”);venne conquistata dai Romani, guidati dal console
Lucio Petilio, che fondò una colonia chiamata in suo onore “Petiliana”.
Successivamente arrivarono gli Arabi, intorno all’831 d.C., che
giunsero all’originario nome il prefisso Q’al’at (castello)
da cui Qalat-an-Nissa, il castello delle donne. Nel 1087 divenne possedimento
di Ruggero I di Sicilia normanno, la città, comincia a chiamarsi
Calatanesat, successivamente modificato in Caltanixettum, viene trasformata
in feudo per vari membri della sua famiglia. Condivise le sorti della
Sicilia e particolarmente nel periodo spagnolo durante il quale soffrì
spesso la carestia. Nel 1407 passò ai Moncada di Paternò
e ad essi rimase fino alla soppressione della feudalità in Sicilia,
nel 1812. Nel 1718 Caltanissetta fu uno dei centri della rivolta antisavoiarda
in Sicilia, costringendo l’esercito sabaudo ad abbandonare la
città. Nel 1818, in pieno periodo borbonico, Caltanissetta fu
elevata a capoluogo di provincia. Nel 1820 si rifiutò di partecipare
ai moti siciliani, subendo per ciò le rappresaglie degli insorti.
Ma nel 1848-1849 aderì alla rivoluzione, seguì le sorti
della Sicilia, e venne annessa al Regno d’Italia nel 1860, quando
fu interessata da un grande boom economico dovuto soprattutto ad un’intensa
attività mineraria. Una delle tradizioni più importanti
di Caltanissetta è la Settimana Santa. Durante la settimana che
precede la Pasqua, si svolge per le vie del centro storico della città
la manifestazione denominata “A Simana Santa“ (La Settimana
Santa).
CARINI:
Festa Patronale: San Vito (14 settembre)
Carini è un comune di 28.733 abitanti della provincia di Palermo.
Sorge su una collina a 162 metri sul livello del mare, all’interno
della catena dei monti Ericini che dalla punta Lilibeo vanno fino a
Capo Gallo. Distante circa 26 Km da Palermo, il suo territorio si estende
fino al mare. L’etimologia del nome deriverebbe dai pesci (Hyccas
= pesci re)che popolano le acque antistanti la cittadina. Interessanti
dal punto di vista monumentale sono il Castello, la Chiesa di San Vincenzo,
la pittoresca Piazza del Duomo con la fontana all’interno, la
Chiesa di San Vito, la Chiesa Madre e l’Oratorio della Compagnia
del Santissimo Sacramento. Un personaggio legato a questa città
risulta essere la Baronessa di Crini, donna Laura Lanza, moglie di don
Vincenzo La Grua, uccisa il 4 dicembre 1563 dal padre di lei per motivi
di onore. La città è legata a vicende ed eventi che si
svolgono ogni anno.
Tradizionale e caratteristica è la grande festa del Santissimo
Crocifisso che dura tre giorni (12-13-14 Settembre) nonostante il patrono
di Carini sia San Vito. Ogni anno, durante la Domenica delle Palme,
per le strade di Carini si svolge la Via Crucis, spettacolo fatto dai
semplici cittadini (e non da attori) che fa rivivere le ultime ore di
vita di Gesù (dall’Ultima Cena alla crocifissione). A Pasqua,
il Venerdì Santo, si svolge una delle più belle e suggestive
processioni:l’urna con il Cristo Morto e la statua della Madonna
Addolorata vengono portate a spalla dai Confratelli della Congregazione
dei 33, i quali curano anche tutti i riti connessi alla Settimana Santa.
Ogni anno, nel mese di luglio (le date variano di anno in anno), si
svolge in paese il “Festival tra Medioevo e Rinascenza”,un
evento della durata di due giorni, dove le più importanti città
medievali (le città cambiano di anno in anno) si mettono a confronto
tra loro tramite sbandieratori e culture. Durante le festività
natalizie, presso il Castello di Carini, si inscena il presepe vivente,
fatto dai cittadini della città. Una delle vicende che colpì
la città di Carini fu lo schianto aereo su Montagna Longa il
5 maggio 1972, dove morirono 108 persone. Famoso fu anche il gruppo
musicale degli anni Sessanta “Nico e i Gabbiani".
CEFALÙ:
Festa Patronale: San Salvatore (dal 2 al 6 agosto)
La nascita di Cefalù affonda le sue radici nel fertile terreno
del Mito che vorrebbe la Città popolata, per la prima volta dai
Giganti, discendenti da Noè, o fondata dai Sicani (tra il 3.000
e 2.700 a.C.) o da Fenici, questi ultimi la avrebbero chiamata Ras Melkart.
Dalla più antica frequentazione umana di Cefalù si trovano
tracce preistoriche in due grotte sul versante settentrionale della
rocca. Nel 396 a.C. Imilcone, Generale Cartaginese si allea con gli
abitanti di Cefalù. Nel 307 a.C. la città venne conquistata
dai Siracusani. Nel 254 a.C. viene presa, con l’inganno, dai Romani
diventando, poi, Città Decumana: Cephaloedium il nome latino.
Poche le tracce lasciate dai Bizantini (alcuni resti di fortificazioni);
nell’858 la città viene conquistata dagli Arabi prendendo
il nome di Glafudi ; successivamente occupata dai Normanni . Cefalù
passa da un feudatario all’altro, fino a quando viene riscattata
dal vescovo; Nel 1742 nascono i Consolati di Commercio, quelli di Francia,Danimarca,
Svezia, Norvegia e Paesi Bassi. La città si apre all’Europa
e comincia ad essere meta dei viaggiatori del Grand Tour. Il 5 luglio
del 1862 Giuseppe Garibaldi fa visita a Cefalù dove tiene un
discorso dal balcone della Casa Comunale. Cefalù è ricca
di monumenti importanti: Palazzo Maria (Piazza del Duomo), l’Osterio
Magno (Corso Ruggero) esso è un complesso monumentale del XIII
secolo residenza della famiglia Ventimiglia Marchesi di Geraci, essa
svolse un ruolo molto importante in Città. Ai Ventimiglia si
devono molte importanti costruzioni come: la Torre di Porta Ossuta e
la chiesa di S.Antonio di Padova. La Cattedrale, del XIII secolo, essa
si divide in tre navate con copertura lignea, è arricchito da
un fonte battesimale Romanico con vasca di lumachella grigia. All’interno
di Essa troviamo due importanti reliquiari: quello della Santa Croce
e quello delle Sante Spine. Altro complesso da visitare è il
Museo Mandralisca che contiene una pregevole collezione archeologica,
una Pinacoteca della quale fa parte il “Ritratto d’Ignoto”
capolavoro di Antonello da Messina, una collezione Malacologia e una
Biblioteca Storica. Altra chiesa da vedere è quella di San Biagio,
all’interno di essa si possono ammirare gli affreschi del XIII
secolo. Cefalù è stata anche set cinematografico dove
hanno girato il film “Vacanze d’Amore” (1954), ma
non solo è stata anche luogo di importanti manifestazioni sportive
e culturali come il “VI Rally del Cinema”, ha ospitato le
selezioni di “Miss Europa” (1960).
LICATA:
Festa Patronale: Sant’Angelo (5 maggio)
Licata è un comune di 39.016 abitanti della provincia di Agrigento.
Le sue origini risalgono alla preistoria; il nome di Licata appare già
in età normanna. Nel museo archeologico della città, il
Museo Archeologico della Badia, sono presenti numerosi documenti dell’antica
storia di Licata. Licata è divisa ad est dal comune di Butera
dal torrente Cantigaglione, che sfocia in località Punta Due
Rocche. Il centro abitato è posizionato al limite occidentale
del Golfo di Gela. Fra gli episodi storici avvenuti nel territorio di
Licata, si ricordano: la Battaglia sull’Imera avvenuta nel 310
a.C. ; la Battaglia navale di Capo Ecnomo 256 a.C., svoltosi nella prima
guerra punica; durante la seconda guerra mondiale, sulle coste di Licata
ha avuto luogo lo sbarco degli alleati. Numerosi sono i ritrovamenti
archeologici risalenti al Paleolitico, il Mesolitico e il Neolitico.
Tra questi abbiamo l’ipogeo “Stagnone Pontillo”, la
Necropoli a grotte artificiali di Monte Petrulla, la Grangela (opera
idraulica di epoca preellenistica), il Frourion di Falaride (fortezza
di epoca greca). Tra i monumenti troviamo: Castel Sant’Angelo,
un fortino di avvistamento spagnolo risalente alla fine del XVI; la
Chiesa di Santa Maria La Nova del 400 con rifacimenti di epoca barocca;
la Chiesa di Santa Maria La Vetere nel quartiere di Santa Maria, è
la chiesa più antica di Licata di origine due-trecentesche,all’interno
di essa si possono ammirare i dipinti più antichi del territorio,
due dipinti di santi, un santo prete e un santo vescovo, forse San Gregorio
Magno o San Gregorio Agrigentino. Di particolare pregio la Madonna con
Bambino tra Santi che si trova in una grotta sulle pendici di Monte
Sole, pregevoli statue lignee, tra le quali si distingue quella di San
Michele Arcangelo;il Carmine un complesso duecentesco, formato dalla
chiesa e dal convento; il Palazzo di Città, tipica espressione
del liberty siciliano, realizzato su progetto di Ernesto Basile; le
Ville Liberty, costruite sulla collina che si erge sulla città.
A Licata è presente inoltre l’Osservatorio Avifaunistico
Foce dl Salso. Le feste più importanti di Licata sono la festa
patronale di Sant’Angelo festeggiato il 5 maggio di ogni anno,il
Venerdì Santo e la festa della Madonna Addolorata (Chiesa di
Sant’Agostino).
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