PRINCIPALI DISTANZE CHILOMETRICHE: CAGLIARI-NUORO 181 km; CAGLIARI-OLBIA 265 km
OLBIA-SASSARI 103 km; SASSARI-ORISTANO 123 km

VIAGGIO IN SARDEGNA

Cartina Sardegna

 

La Sardegna è caratterizzata da una forma simile ad un rettangolo, con una superficie di 24.083 km' e uno sviluppo costiero complessivo di circa 2.400 km. La morfologia è prevalentemente montuosa, caratterizzata da massicci altopiani e gruppi collinari disposti in maniera irregolare. Il più importante fra i gruppi montuosi è quello del Gennargentu (nella parte centro-orientale dell'isoIa), che culmina nella vetta più alta della regione, la Punta Marmora (1834 m). Più a nord si innalza il massiccio del Sopramonte, mentre a sud-ovest si estendono i monti del Sulcis e dell'Iglesiente. Il vero e proprio patrimonio della Sardegna è pero la sua splendida costa, bagnata da un mare impareggiabile. Le coste sono alte e rocciose a nord, a est e parzialmente a ovest (coste frastagliate soprattutto nei due estremi nord¬orientale e sud-occidentale), mentre tratti di litorale sabbioso si trovano nel perimetro meridionale e in parte di quello occidentale. La presenza umana in Sardegna è molto antica, risale all’età preistorica, dove fiorì una delle civiltà più importanti e originali del mediterraneo. Le prime testimonianze del periodo storico sono dei Fenici che fondarono colonie in Sardegna per sfruttare il mare poco profondo e insenature che permettono l’attracco e la difesa da eventuali nemici. Dopo la guerra di successione spagnola la Sardegna passò allo stato sabaudo (1720), dopo circa un secolo iniziò la riforma albertina (1836-1839) avviare, con l’abolizione delle strutture feudali, un svecchiamento delle strutture statali. Le prima manifestazione di arte in Sardegna risale al Neolitico, con le prime decorazioni sulle ceramiche. Il ricco repertorio degli ornati vascolari e le piccole statuine che raffigurano la "dea madre" (di età neolitica), riprodotte con stili differenti, costituiscono le produzioni artistiche più importanti della preistoria isolana. La tessitura è una delle attività ancora molto diffuse in Sardegna, va dai tappeti agli arazzi, dalle coperti agli asciugamani e ai tipici scialli
I tessuti, creati sempre a mano, con telai verticali, tipici della Barbagia, o con telai orizzontali in legno, assumono diverse funzioni. Il tappeto sardo nasce come oggetto decorativo della cassapanca, che custodiva principalmente il corredo della sposa. Un altro prodotto tipico dell’artigianato sardo le terrecotte che vengono invetriati, con una tonalità giallo-verdognola che si stempera nel colore bruciato della creta.

CAGLIARI: Festa Patronale: San Saturnino (30 ottobre)
Situata tra spiagge, colline e lagune interne, Cagliari è sempre stato un polo dominante del territorio circostante sia come porto interessato agli scambi e ai commerci sulle principali rotte del Mediterraneo, sia come struttura fortificata, fulcro di un sitema militare a largo raggio. Oggi la città, primo porto, massimo centro economico, guida politica e culturale della Sardegna, ne rispecchia la sconvolgente, non prevista trasformazione più traumatica e intensa che altrove. Del resto, Cagliari ha il ruolo morale di capitale dell’isola. Sul colle, il rione Castello, la parte più antica della città, è circondato da spalti e torri di origine pisana e conserva un’impronta spagnola, anche con qualche prato fiorito e decorazioni ceramiche del tipo degli azuleios. Le testimonianze di epoca romana, quando il luogo si chiamava Kralis (ma il nome è ancora più antico, risale a una fondazione fenicia), si trovano a nord-ovest di Castello. Tra Castello e il porto i quartieri sette-ottocenteschi hanno un certo aspetto ligure-piemontese del tempo del regno di Sardegna. Verso levante, fino al Monte Irpino si trovano alcune antiche chiese e santuari. La vasta zona industriale si estende a ponente, oltre gli stagni, presso le saline di Santa Gilla. Sulla caratteristica p. dell’Arsenale si apre la monumentale prta omonima, ingresso alla Cittadella dei Musei, sorta sul sito della fortezza spagnola. Vi trovano posto il Museo Nazionale Archeologico, la Piunacoteca Nazionale, il Museo Siamese Cardu e la Collezione delle Cere. Il Museo Nazionale Archeologico (9-19) raccoglie la collezione più importante dell’isola, fondamentale per la conoscenza delle culture preromane in Sardegna. Vi sono: materiali di sepolture preistoriche dalle domus de ianas (letteralmente case della fate) e dalle tombe dei giganti o da siti dell’età neolitica ed eneolitica (singolari le cosiddette Veneri); i ben noti bronzetti nuragici; i rari lingotti di rame con marchi in caratteri minoici; reperti del periodo delle città puniche e romane, comprendenti fra l’altro gioielli e amuleti fenici, punici e romani, vasi greci, bronzi fenicio-punici ed egiziani e una vasta collezione di vetri romani. La pinacoteca comprende dipinti pisani, senesi e genovesi, opere di pittori spagnoli e sardi del sec. XV-XVI e una piccola raccolta etnografica di costumi e oggetti sardi.

SASSARI: Festa Patronale: San Nicola (6 dicembre)
La città ha da sempre l’entusiasmo di scoprire, valorizzare e far vivere le tradizioni. Da visitare il Museo Sanna, che si compone delle sezioni di archeologia, pinacoteca ed etnogafia. La prima sezione offre materiale preistorico e paleontologico, nuragico, punico, greco e romano. Nella pinacoteca si trovano un trittico pisano del sec. XIV, un Crocifisso sardo del ‘300, una Madonna di B.Vivarini (1473), la Madonna dell’Uva attribuita al Mabuse e un Ritratto di dama del Sustermans. La sezione etnografica offre il folclore isolano con costumi, tappeti, telai. Il Duomo è una struttura sorta tra i secoli XIII-XVIII. La facciata a portico ha una nota esotica nei minuti intagli di gusto coloniale spagnolo. Nella chiesa S.Maria di Betlem, con facciata romanica duecentesca, interno gotico e cupola ellittica, sono altari lignei del ‘700 e un gruppo ligneo della Madonna col Bambino del ‘300. In città si svolgono manifestazioni, tra le quali c’è, la penultima domenica di maggio, la Cavalcata sarda, dove sfilano carri, cavalieri giunti da ogni parte della regione, indossando splendidi costumi tradizionali.

NUORO: Festa Patronale: Santa Maria della Neve (5 agosto)
Il Duomo, dell’ottocento, racchiude una bella tela con Cristo morto. Da visitare la casa di Grazia Deledda, tipico esempio di abitazione nuorese di famiglia agiata del secolo scorso. Qui sorge il Museo Deleddiano. Il Museo Civico Speleo-Archeologico raccoglie materiali paleontologici, biospeleologici e archeologici dal neolitico all’età altomedievale. Sul colle di S. Onofrio, un bel parco pubblico, il Museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde, sono introduzione alla cultura folclorica sarda.

MAMOIADA (nuovo): Festa Patronale: Sant’Antonio Abate (17 gennaio)
Mamoiada è un comune di 2580 abitanti,situato a 644 m sul livello del mare nella Barbagia di Ollolai distante 12 km circa da Nuoro. L’origine del nome è incerta;in antichi documenti le varianti Mamoiada, Mamoyata e Mamuiata. Circondata dai filari di vite e da boschi secolari è famosa nel mondo per il suo carnevale. La ricchezza di sorgenti naturali e corsi d’acqua del territorio di Mamoiada ha trovato insediamento umani fin dal neolitico e pre-neolitico, con una varietà di tracce archeologiche e antropologiche significative. Mamoiada è presente in varie opere della Deledda. Un chiesa importante è quella della Madonna di Loreto edificata nel XVII secolo,l’imponente edificio,sito al centro del paese, ha la base a forma circolare,mentre la cupola termina ad esagono. Accanto alla chiesa vi è un edificio che funge da sacrestia. Altri luoghi da visitare sono le Necropoli Ipogeica di Istevene,comprende 6 tombe ipogeiche scavate nel granito,due delle quali a cielo aperto. La sepoltura più importante presenta un atrio d’accesso sulle pareti del quale si aprono due portelli che conducono a due cellette comunicanti fra loro. Le Stele di Boeli rinvenuta nel 1997 in seguito a scavi praticati dai proprietari del terreno,vi sono rappresentati cerchi concentrici,di varie dimensioni. Questi simboli sono da ricondurre ai culti incentrati sulla fertilità e sul ciclo della morte e rinascita di età Neolitica. Il Santuario campestre di SS. Cosma e Damiano costruito nel 1600 sulle rovine di templi pagani,sorge sull’altopiano di San Cosimo. La struttura architettonica,che ricalca modelli bizantini, è situata al centro di un vasto cortile al quale si accede da due cancelli in ferro.

OLIENA (nuovo): Festa Patronale: Sant’Ignazio di Loyola (31 gennaio)
Oliena è un comune di 7604 abitanti,posto a 379 m sul livello del mare. Il paese è adagiato sotto il massiccio calcareo del Monte Corrasi e sorge nel centro della Barbagia di Ollolai a 10 km da Nuoro. In tutto il territorio sono presenti tracce dell’uomo fin dall’età neolitica,con una forte presenza di villaggi nuragici. Numerosi sono difatti i ritrovamenti avvenuti presso la Valle di Lanaitto e le zone circostanti l’attuale centro abitato. Il primo insediamento abitativo di Oliena risale all’età romana. Oliena ha avuto importanti personaggi di spicco come Raimondo Congiu(1762-1813)autore de:Su Triunfu de Sardigna,composto in occasione della sconfitta che i francesi riportarono in Sardegna nel 1792-93, e Mario Massaiu (1942-1994), scrittore,poeta,critico letterario,giornalista,autore di La Sardegna di Grazia Deledda,che gli valse nel 1971 il premio Grazia Deledda per la saggistica. Oliena viene definito dalla Deledda come “uno dei villaggi più caratteristici del Nuorese”, la scrittrice fa riferimento al bellissimo Monte Corrasi,una montagna calcarea. Il paese viene paragonato, per il suo aspetto, ad un villaggio medioevale. Tra i luoghi da visitare troviamo il Complesso Nuragico di Sa Sedda e Sos Carros: gli scavi del villaggio nuragico hanno portato alla luce diversi ambienti che si affacciano su un unico piazzale centrale:si tratta quindi di un isolato. Altro luogo da visitare è Valle di Lanaitto: situata nel Supramonte di Oliena a circa 7 km dal paese, riveste una notevole importanza archeologica oltre che paesaggistica e speleologica. Si aprono su questa suggestiva vallata grotte come quelle di Sa Oche e di Su Bentu,che presentano cavità lunghe anche qualche chilometro e alte sino ad un centinaio di metri,arricchite da stalatiti e stalagmiti.

OROSEI (nuovo): Festa Patronale: San Giacomo Apostolo (25 luglio)
Orosei è un comune di 5878 abitanti posto lungo la costa orientale della Sardegna, a circa 2 km dal mare(Marina di Orosei). Nei 15 km di costa del suo territorio si alternano spiagge(Marina di Orosei,Su Barone,Osala,Cala Ginepro,Sas Linnas Siccas,Sa Curcurica) e spioventi alture rocciose. Il paese gode di un clima assai mite in inverno (è assai frequente la fioritura dei mandorli agli inizi di Gennaio),mentre in estate la temperatura piuttosto alta viene smorzata dalla brezza marina. La provenienza etimologica del vocabolo Orosei è da attribuire agli Esaronensi, una delle principali tribù nuragiche, che popolavano la Sardegna. Ci sono molte testimonianze di un insediamento nuragico nella zona Nurache. L’attuale borgo fu fondato verso il II secolo d.C. ad opera di un generale romano che lo scelse per la posizione strategica. La scrittrice Grazia Deledda nel capolavoro Canne al Vento,descrive la festa di Nostra Signora del Rimedio,che ha luogo dal 1700 nel santuario omonimo,ispirata alla mescolanza di sacro e profano. La festa si svolge la seconda Domenica di Settembre e si protrae per tre giorni durante i quali sono numerose le funzioni religiose sacre,tutte annunciate da un rintocco della campana. Il Santuario di Nostra Signora del Rimedio,situato nella periferia di Orosei e risalente al Cinquecento,è stato modificato e ampliato a fine Ottocento. Si trova al centro di un imponente complesso di cumbessias,locali nei quali trovano rifugio i partecipanti alla tradizionale festa che qui si tiene. Tra le figure di grande spicco del panorama culturale ricordiamo il poeta Salvatore Cabras(1933),Su Gologone,Cantos de Barbigia,autore di particolare forza espressiva e Giacinto Satta(1851-1912),giornalista ,scrittore e pittore,autore di numerose opere tra cui un romanzo storico dal titolo Il Tesoro degli Angioini (1907) al qual con molta probabilità la Deledda si è ispirata per il personaggio di Giacinto di Canne al Vento. Tra i luoghi da visitare troviamo il Quartiere di Palatos Betzos:è costituito di un complesso di strade che si estende al centro del paese attorno alla torre,unico avanzo del castello costruito dai giudici di Gallura;la Chiesa di Sant’Antonio Abate:edificata nel XIV secolo in forme tardo romaniche,al suo interno si possono ammirare affreschi,restaurati,che rappresentano scene della vita di Gesù; la Chiesa di Santa Maria de Mare:recentemente restaurata,costruita nel XII secolo in forme romaniche presso il fiume Cedrino da una colonia di mercanti pisani;il ; il Museo Comunale Don Nanni Guiso:situato in un palazzo del Seicento nel rione di Palatos Betzos è dedicato alla famiglia Guiso(feudatari del paese). Contiene una esposizione di teatrini del ‘700 che provengono da tutta l’Europa ed abiti di scena indossati da personaggi celebri.

ALGHERO: Festa Patronale: San Michele Arcangelo (29 settembre)
Da antica fortezza affacciata al mare limpido della costa occidentale, scheggia dell’impero marittimo
aragonese, è diventata la quarta città dell’isola. I catalani vi si insediarono nel XIV sec. e se ne conserva gelosamente la lingua. dalla Torre Sulis alla Porta a Mare affacciata al porto, una passeggiata sul mare segue gli antichi bastioni cinquecenteschi spagnoli. il sapore antico si coglie soprattutto nella città vecchia. in via Principe Umberto, di aspetto intatto, si incontra la Casa Doria del ‘500, con finestre gotiche catalane e bel portale rinascimentale. il campanile ottagonale e la parte absidale sono quanto resta della costruzione di gusto tardogotico catalano (sec. XVI) della Cattedrale, poi rimaneggiata. Nell’interno della chiesa di S. Francesco, dei sec. XIV-XV, il presbiterio gotico a volta stellare e un Cristo alla colonna del XVII sec.; il campanile ottagonale è visibile dal chiostrino annesso.

OLBIA: Festa Patronale: San Simplicio (15 maggio)
Nel 1939 la città riacquista il suo antico nome: Olbia. La sua rinascita ruota, ancora una volta, intorno al porto e al commercio di formaggi, bestiame e pesci. funzionano a pieno ritmo numerosi caseifici mentre la miticoltura è una delle attività più importanti per l’economia locale. Olbia diventa polo di attrazione per consistenti lusi di immigrati da altre zone della Sardegna e anche dalla penisola. Dagli anni ‘50 ad oggi il numero dei residenti è triplicato. Nel 1951 si contavano ad Olbia 14.745 abitanti. sono diventati 45.322 secondo il dato ufficiale del 30/11/2001 ma, a questo numero bisogna certamente aggiungere diverse migliaia di persone che lavorano e vivono in città pur non essendovi ufficialmente residenti. L’esplosione demografica, inarrestabile dagli Anni Sessanta, ha trovato la sua principale spinta nel boom turistico ed edilizio. Oggi Olbia occupa una superficie di circa 500 ettari, superiore a quella del capoluogo di provincia, Sassari; è il primo porto passeggeri in Italia ed è sempre più importante il suo aeroporto “Cosat Smeralda”, completamente ristrutturato ed ampliato. Olbia si avvia a diventare provincia ed ha tutte le carte in regola per realizzare questa legittima aspettativa in tempi brevi. e proprio nel momento in cui la città appare più proiettata nel futuro, il volto trasformato grazie alle grandi opere pubbliche in corso di realizzazione, sono emerse le testimonianze più importanti della sua storia munga 2500 anni, caratterizzata da molte cadute ed altrettante resurrezioni. Ma, oggi, finalmente la città di Olbia sembra aver acquistato un bene prezioso: l’orgoglio del suo passato. Non più da seppellire in tutta fretta per le esigenze del nuovo che avanza a tutti i costi e malgrado tutto, ma da valorizzare quanto più è possibile, come una grande risorsa per il futuro della città felice.

PORTO TORRES: Festa Patronale: San Gavino (30 maggio)
Un mosaico pavimentale nel foro delle corporazioni a Ostia Antica ricorda i navicularii turritani, gli armatori che trasportavano a Roma il grano della pianura della Nurra. Porto Torres era allora la colonia romana di Turris Libisonis (o Libyssonis) e la sua funzione di scalo portuale, il maggiore della Sardegna settentrionale, si è più volte rinnovato. Le vestigia romane sono visibili nel cosiddetto palazzo di re Barbaro, rovine di un edificio termale circondato da strade lastricate e altre costruzioni; in sito l’Antiquarium espone una scelta del materiale romano rinvenuto. Sul rio Turritano vi è un ponte romano a sette archi; altri ruderi romani sono venuti in luce in via Ponte Romano. Il monumento più importante della città e uno dei più considerevoli dell’isola è la basilica di S. Gavino, eretta nell’XI sec. da maestranze pisane; presenta la rara struttura a due absidi contrapposte alle estremità della navata centrale, divisa dalle laterali da archeggiature su colonne e capitelli in gran parte romani; sarcofagi romani (sec. III-IV) sono nella cripta; sui fianchi si aprono tre portali gotico-catalani (di cui uno genuino) del sec. XV e uno con notevoli bassorilievi romanici ricomposti.

ARZACHENA: Festa Patronale: Madonna della Neve (9 settembre)
Se ci si trova in Sardegna non si può fare a meno di visitare un luogo in cui vento e pioggia hanno eroso e modellato il "fungo di Arzachena", una roccia della collina che sovrasta questo paese della Gallura, steso sul pendio. Il golfo che ne prende il nome intaglia profondamente la costa settentrionale dell'isola, a nord-est del borgo, di fronte a Caprera. È qui che trova le sue fondamenta la chiesa campestre di Santa Maria, fondata nel 1776. Nei dintorni, resti nuragici e prenuragici, tra cui, a km 1 verso Olbia, il nuraghe Albucciu o Malchittu. È anche molto interessare a km 5 a ovest lungo la strada per Luogosanto, la tomba di Gigante di Capichera o Lu Coddu Vecchiu. Il sepolcro collettivo nuragico è costituito da una stele e da un'esedra di grandi lastre. Nei pressi sono il nuraghe Capichera e, proseguendo per km 1 circa, poco prima della necropoli di Li Muri (le tombe neolitiche a circolo di pietra presentano una cassetta - cista - al centro), la tomba di Gigante di Li Lolghi, pure con stele ed esedra.

SANT'ANTIOCO: Festa Patronale: Sant’Antioco (il lunedì, il quindicesimo giorno dopo la Pasqua)
L'isola di Sant'Antioco, situata nella parte sud-occidentale, è la più vasta tra le isole minori della Sardegna. È immersa in un mare di ineguagliabile bellezza ed avvolta dal profumo di una natura tutt'ora incontaminata. La parte orientale dell'isola è adornata da suggestive calette come Portixeddu e Portixeddu Accuau, proseguendo si incontra la caratteristica Turri dalle acque blu cobalto e Capo Sperone, un magnifico angolo di mondo per chi ama la tranquillità e la pace. Da qui spettacolari litorali rocciosi e grotte di inestimabile bellezza regnano incontrastati, Portu Sciusciau, la Grotta delle sirene, Cala Sapone e la fantastica Cala Lunga. Con l'ausilio di un'imbarcazione è possibile visitare l'arcipelago sulcitano con i suoi gioielli, le isole della Vacca e del Toro, un vero paradiso per gli amanti della pesca subacquea. Le testimonianze di un glorioso passato possono essere documentate dagli innumerevoli monumenti come: Domus de Janas, Tombe dei Giganti, Nuraghi e la cospicua presenza di resti Fenicio-Punici e Romani. Di estremo interesse storico è l'area archeologica con il Museo, la Necropoli ed il Tophet, un'area sacra di origine semitica. La gastronomia locale, a base di arrosti di pesce, carne e crostacei, è un'altro dei fiori all'occhiello dell'isola, squisito il celebre vino Carignano del Sulcis, un'ulteriore segno indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di visitare questo meraviglioso angolo di mondo.

SAN TEODORO: Festa Patronale: San Teodoro (terza settimana di giugno)
Il paese di San Teodoro è situato sulla costa nord-orientale della Sardegna. Essa si estende per ben 37 km ed è considerata tra le più belle ed interessanti di tutta l'isola poichè vanta la presenza di paesaggi da favola e di un mare incantevole. Il paese vero e proprio è composto da poche case, tutte raccolte intorno alla pittoresca Chiesa Parrocchiale di San Teodoro e all'antistante Piazza Gallura, luogo di ritrovo estivo per centinaia di turisti. Intorno al paese e nelle campagne circostanti sorgono diverse ville, ristoranti, alberghi, campeggi e villaggi turistici. L'edilizia teodorina è caratterizzata da costruzioni gradevoli con un massimo di due piani, un abbondante uso di pietra a vista, dei tetti di tegole e coloratissimi giardinetti antistanti le abitazioni. Uno dei tratti di costa più importanti della zona di San Teodoro è sicuramente la Punta Molara. Una volta raggiunta la periferia del paese, in campagna, si potrà imboccare via Lu Pitrali e, proseguendo verso ovest, si arriverà alla Punta. Si tratta di una splendida terrazza che si affaccia sul mare, di fronte a una meravigliosa vista sull'isola di Tavolara. La strada da percorrere è particolarmente ripida, ma vale proprio la pena seguirla per poter ammirare un paesaggio caratteristico, tipicamente mediterraneo, ricco di rocce granitiche e macchia.

ORISTANO: Festa Patronale: Sant’Archelao (13 febbraio)
Oristano è situata al centro della vasta pianura del Campidano Oristanese ed al centro della Sardegna lungo la costa occidentale. Il suo territorio offre una notevole varietà paesaggistica,dalle spiagge sabbiose agli altopiani basaltici ai ripidi dirupi del Montiferru. Il territorio ha origine vulcanica riconoscibile facilmente dalla presenza di rocce laviche e di fenomeni termali presenti in molti luoghi,il suolo è sabbioso e leggero adatto ad ogni tipo di cultura. Oltre a queste attrattive Oristano insieme alla sua provincia presentano numerose testimonianze storiche. Le tracce più antiche risalgono al VI millennio a.C. quando alcune comunità si insediarono nella zona. Del neolitico sono invece i dolmen (un tipo do sepoltura megalitica) e le domus de janas (sepolcri ipogeii). Un importante esempio del primo tipo è il complesso Is Cirquittus , vicino Laconi ed alle culture di Filigosa e Abealzu. Esemi di domus invece sono quelle di Chirisconis vicino a Suni, e quella di “Genn e Xabisi” a villa Sant’Antonio,considerate le più importanti della Sardegna. Nel IX secolo iniziarono i primi sbarchi dei mercanti fenici alla ricerca di comodi approdi,infatti in questi luoghi si trovava quella che fu la progenitrice di Oristano:la città fenicia di Tharros importante centro si scambi commerciali abitata da pescatori e contadini,fu anche importante per i Cartaginesi e Romani. Nel 534 d.C. i Bizantini occuparono la Sardegna facendone una loro provincia;nel medioevo all’esterno del “Portu” esistevano cinque sobborghi:la Maddalena,Nono,Ponticiello, San Lazzaro e Vasai; Tra il XIII e il XV secolo si formarono in Sardegna quattro importanti Giudicati:Calari,Torres,Gallura e Arborea.

BUDONI: Festa Patronale: San Giovanni Battista (29 agosto)
E’ un comune di oltre 4.000 abitanti della provincia di Olbia-Tempio, situato nella zona nord-est dell’isola tra i due comuni di San Teodoro a nord e Poseda a sud, sulla s.s 125, la lunghissima arteria stradale che costeggia la parte orientale della Sardegna da Cagliari ad Olbia. In epoca romana poco distante l'attuale Budoni sorgeva lo scalo di Augustus Populus, oggi conosciuta come Agrustos, una piccola borgata vicino al nucleo principale del paese. In età giudicale (1000 - 1420 ca.) l'agro di Budoni appartenne al giudicato di Gallura (curatoria di Posada) passato poi sotto il dominio pisano. Nel "Liber Fondachi" - registro dei beni posseduti nell'isola dalla città di Pisa - sono ricordate la villa di Sortinissa e quella di Tamarispa come tributarie del fisco pisano. Nel 1958 il piccolo centro divenne comune autonomo iniziando un nuovo capitolo della sua storia. Con un patrimonio di 18 km di coste che si affacciano sul Mar Tirreno, Budoni è principalmente una località balneare che d’ estate raggiunge un afflusso di circa 70.000 persone. Le belle spiagge sabbiose e circondate da pareti di roccia,unite alla limpidezza e al colore turchese dei fondali marini consentono di godere di un paesaggio incantevole, inoltre si caratterizzano per un’ attenzione particolare alle esigenze del turista essendo servite da aree di parcheggio, bar, servizi, affitto di surf e pedalò, e campeggi vicini.

PORTO CERVO
E' una frazione del comune di Arzachena, in provincia di Olbia-Tempio nella Sardegna nord-orientale, regione storico-geografica conosciuta col nome di Gallura. E’ il principale centro della Costa Smeralda ed ha una popolazione residente inferiore ai 200 abitanti. Rinomato luogo di villeggiatura è edificato attorno al profondo porto naturale, la cui forma ricorda quella di un cervo e domina i promontori sul mare, la curva del porto e le ville sparse, immerse nel verde. Il centro è costruito su di un piano rialzato rispetto al porto, con la sua famosissima piazzetta, i negozi, le buotique, mentre attorno i ristoranti, gli alberghi, i locali notturni e le ville si arrampicano fin sulle colline circostanti. Il Porto Vecchio, risale agli anni '60, quando il principe Karim Aga Khan IV, affascinato dalla bellezza di questo tratto di costa, decide di comprare le poverissime terre di quest'angolo di Gallura e assieme ai più grandi architetti dell'epoca, tra i quali spicca Luigi Vietti di dare vita al paradiso del turismo internazionale d'elite che conosciamo oggi. Negli anni '80, iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo porto, assai più capiente ed attrezzato. Al momento della sua progettazione, il principe ed i suoi architetti decisero di creare un'architettura che mantenesse il più possibile la continuità con quella tipica gallurese, dall'aspetto povero e rudimentale ma perfettamente inserita nell'ambiente circostante e questa fu la chiave del successo. Questo tipo di architettura si diffuse in tutta la costa nord-orientale ed è ancora oggi attuale e imitata. Il porto nuovo di Porto Cervo è uno dei meglio attrezzati del Mediterraneo, ha una capienza di 700 posti e camminando sulle banchine si possono ammirare le più belle barche, i panfili e gli yacht di proprietà di ricchi personaggi famosi. Al centro di Porto Cervo la passeggiata, la piazzetta delle Chiacchiere, il Sottopiazza è un insieme di strette viuzze, finestre e balconcini multicolori, costruiti nel tipico stile della Costa Smeralda. La periferia ospita invece i locali notturni più alla moda e i ristoranti più prestigiosi, il vero centro della vita notturna della costa

CAPOTERRA: Festa Patronale: Sant’Efisio (15 gennaio)
Capoterra si trova nella Sardegna occidentale a circa 20 km da Cagliari. In sardo Cabudèrra è un comune di 22.839 abitanti situato in una posizione strategica tra mare, montagna e laguna a pochi minuti di auto dai principali centri turistici del sud Sardegna: Cagliari, Pula e le località balneari di maggior prestigio, Santa Margherita di Pula, Chia, Capo Spartivento. La ridente cittadina vi offre il giusto compromesso tra relax e divertimento ad un costo più accessibile rispetto alle mete turistiche più blasonate. Con il suo clima temperato di circa 18°C di media annua e 25°Cd’estate, Capoterra è l’ideale per trascorrere una tranquilla vacanza in Sardegna. Mare, montagna e laguna cingono Capoterra per renderla meta ideale per trascorrere una vacanza rilassante a contatto con la natura. Inoltre i resti degli insediamenti e le testimonianze della Capoterra medievale presenti nelle chiese campestri di San Gerolamo e di Santa Barbara e nella torre spagnola di Su Loi sono mete obbligate per chi ama passeggiare nei ricordi della storia.

OGLIASTRA
L’Ogliastra è una nuova provincia della Sardegna che conta 23 comuni. Si trova nella zona centro orientale della regione e si affaccia sul mar Tirreno. Uno stupendo territorio incontaminato e selvaggio racchiuso tra il mare e la montagna. E’ proprio questa la sua caratteristica che lo rende un territorio suggestivo. Il nome Ogliastra deriva dalla particolarità della zona ricca di olivastri millenari, per alcuni però deriva da "Agugliastra", uno enorme scoglio sul mare. L’entroterra dell’Ogliastra si snoda in svariati sentieri percorribili a piedi, in bicicletta o in fuoristrada che richiamano i più esperti escursionisti, che portarono al Supramonte e al Gennarentu. Interessanti gli itinerari che dall’altopiano del Golfo raggiungono spiagge d’incontaminata bellezza come Cala Goloritzè. Peculiari anche i percorsi dell’arrampicata dove il Parco dei Tacchi ci offre un paesaggio spettacolare: mare cristallino, distese di spiagge o piccole insenature e scogliere, altipiani, pianure, laghi e boschi, nuraghi, domus de janas, tombe dei giganti, menhir e tanta ospitalità.





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