PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE: CAGLIARI-NUORO 181 km; CAGLIARI-OLBIA
265 km
OLBIA-SASSARI 103 km; SASSARI-ORISTANO 123 km
VIAGGIO
IN SARDEGNA
Cartina Sardegna
La
Sardegna è caratterizzata da una forma simile ad un rettangolo,
con una superficie di 24.083 km' e uno sviluppo costiero complessivo
di circa 2.400 km. La morfologia è prevalentemente montuosa,
caratterizzata da massicci altopiani e gruppi collinari disposti
in maniera irregolare. Il più importante fra i gruppi
montuosi è quello del Gennargentu (nella parte centro-orientale
dell'isoIa), che culmina nella vetta più alta della regione,
la Punta Marmora (1834 m). Più a nord si innalza il massiccio
del Sopramonte, mentre a sud-ovest si estendono i monti del
Sulcis e dell'Iglesiente. Il vero e proprio patrimonio della
Sardegna è pero la sua splendida costa, bagnata da un
mare impareggiabile. Le coste sono alte e rocciose a nord, a
est e parzialmente a ovest (coste frastagliate soprattutto nei
due estremi nord¬orientale e sud-occidentale), mentre tratti
di litorale sabbioso si trovano nel perimetro meridionale e
in parte di quello occidentale. La presenza umana in Sardegna
è molto antica, risale all’età preistorica,
dove fiorì una delle civiltà più importanti
e originali del mediterraneo. Le prime testimonianze del periodo
storico sono dei Fenici che fondarono colonie in Sardegna per
sfruttare il mare poco profondo e insenature che permettono
l’attracco e la difesa da eventuali nemici. Dopo la guerra
di successione spagnola la Sardegna passò allo stato
sabaudo (1720), dopo circa un secolo iniziò la riforma
albertina (1836-1839) avviare, con l’abolizione delle
strutture feudali, un svecchiamento delle strutture statali.
Le prima manifestazione di arte in Sardegna risale al Neolitico,
con le prime decorazioni sulle ceramiche. Il ricco repertorio
degli ornati vascolari e le piccole statuine che raffigurano
la "dea madre" (di età neolitica), riprodotte
con stili differenti, costituiscono le produzioni artistiche
più importanti della preistoria isolana. La tessitura
è una delle attività ancora molto diffuse in Sardegna,
va dai tappeti agli arazzi, dalle coperti agli asciugamani e
ai tipici scialli
I tessuti, creati sempre a mano, con telai verticali, tipici
della Barbagia, o con telai orizzontali in legno, assumono diverse
funzioni. Il tappeto sardo nasce come oggetto decorativo della
cassapanca, che custodiva principalmente il corredo della sposa.
Un altro prodotto tipico dell’artigianato sardo le terrecotte
che vengono invetriati, con una tonalità giallo-verdognola
che si stempera nel colore bruciato della creta.
CAGLIARI:
Festa Patronale: San Saturnino (30 ottobre)
Situata tra spiagge, colline e lagune interne, Cagliari è
sempre stato un polo dominante del territorio circostante sia
come porto interessato agli scambi e ai commerci sulle principali
rotte del Mediterraneo, sia come struttura fortificata, fulcro
di un sitema militare a largo raggio. Oggi la città,
primo porto, massimo centro economico, guida politica e culturale
della Sardegna, ne rispecchia la sconvolgente, non prevista
trasformazione più traumatica e intensa che altrove.
Del resto, Cagliari ha il ruolo morale di capitale dell’isola.
Sul colle, il rione Castello, la parte più antica della
città, è circondato da spalti e torri di origine
pisana e conserva un’impronta spagnola, anche con qualche
prato fiorito e decorazioni ceramiche del tipo degli azuleios.
Le testimonianze di epoca romana, quando il luogo si chiamava
Kralis (ma il nome è ancora più antico, risale
a una fondazione fenicia), si trovano a nord-ovest di Castello.
Tra Castello e il porto i quartieri sette-ottocenteschi hanno
un certo aspetto ligure-piemontese del tempo del regno di Sardegna.
Verso levante, fino al Monte Irpino si trovano alcune antiche
chiese e santuari. La vasta zona industriale si estende a ponente,
oltre gli stagni, presso le saline di Santa Gilla. Sulla caratteristica
p. dell’Arsenale si apre la monumentale prta omonima,
ingresso alla Cittadella dei Musei, sorta sul sito della fortezza
spagnola. Vi trovano posto il Museo Nazionale Archeologico,
la Piunacoteca Nazionale, il Museo Siamese Cardu e la Collezione
delle Cere. Il Museo Nazionale Archeologico (9-19) raccoglie
la collezione più importante dell’isola, fondamentale
per la conoscenza delle culture preromane in Sardegna. Vi sono:
materiali di sepolture preistoriche dalle domus de ianas (letteralmente
case della fate) e dalle tombe dei giganti o da siti dell’età
neolitica ed eneolitica (singolari le cosiddette Veneri); i
ben noti bronzetti nuragici; i rari lingotti di rame con marchi
in caratteri minoici; reperti del periodo delle città
puniche e romane, comprendenti fra l’altro gioielli e
amuleti fenici, punici e romani, vasi greci, bronzi fenicio-punici
ed egiziani e una vasta collezione di vetri romani. La pinacoteca
comprende dipinti pisani, senesi e genovesi, opere di pittori
spagnoli e sardi del sec. XV-XVI e una piccola raccolta etnografica
di costumi e oggetti sardi.
SASSARI:
Festa Patronale: San Nicola (6 dicembre)
La città ha da sempre l’entusiasmo di scoprire,
valorizzare e far vivere le tradizioni. Da visitare il Museo
Sanna, che si compone delle sezioni di archeologia, pinacoteca
ed etnogafia. La prima sezione offre materiale preistorico e
paleontologico, nuragico, punico, greco e romano. Nella pinacoteca
si trovano un trittico pisano del sec. XIV, un Crocifisso sardo
del ‘300, una Madonna di B.Vivarini (1473), la Madonna
dell’Uva attribuita al Mabuse e un Ritratto di dama del
Sustermans. La sezione etnografica offre il folclore isolano
con costumi, tappeti, telai. Il Duomo è una struttura
sorta tra i secoli XIII-XVIII. La facciata a portico ha una
nota esotica nei minuti intagli di gusto coloniale spagnolo.
Nella chiesa S.Maria di Betlem, con facciata romanica duecentesca,
interno gotico e cupola ellittica, sono altari lignei del ‘700
e un gruppo ligneo della Madonna col Bambino del ‘300.
In città si svolgono manifestazioni, tra le quali c’è,
la penultima domenica di maggio, la Cavalcata sarda, dove sfilano
carri, cavalieri giunti da ogni parte della regione, indossando
splendidi costumi tradizionali.
NUORO:
Festa Patronale: Santa Maria della Neve (5 agosto)
Il Duomo, dell’ottocento, racchiude una bella tela con
Cristo morto. Da visitare la casa di Grazia Deledda, tipico
esempio di abitazione nuorese di famiglia agiata del secolo
scorso. Qui sorge il Museo Deleddiano. Il Museo Civico Speleo-Archeologico
raccoglie materiali paleontologici, biospeleologici e archeologici
dal neolitico all’età altomedievale. Sul colle
di S. Onofrio, un bel parco pubblico, il Museo della Vita e
delle Tradizioni popolari sarde, sono introduzione alla cultura
folclorica sarda.
MAMOIADA
(nuovo): Festa Patronale: Sant’Antonio Abate (17
gennaio)
Mamoiada è un comune di 2580 abitanti,situato a 644 m
sul livello del mare nella Barbagia di Ollolai distante 12 km
circa da Nuoro. L’origine del nome è incerta;in
antichi documenti le varianti Mamoiada, Mamoyata e Mamuiata.
Circondata dai filari di vite e da boschi secolari è
famosa nel mondo per il suo carnevale. La ricchezza di sorgenti
naturali e corsi d’acqua del territorio di Mamoiada ha
trovato insediamento umani fin dal neolitico e pre-neolitico,
con una varietà di tracce archeologiche e antropologiche
significative. Mamoiada è presente in varie opere della
Deledda. Un chiesa importante è quella della Madonna
di Loreto edificata nel XVII secolo,l’imponente edificio,sito
al centro del paese, ha la base a forma circolare,mentre la
cupola termina ad esagono. Accanto alla chiesa vi è un
edificio che funge da sacrestia. Altri luoghi da visitare sono
le Necropoli Ipogeica di Istevene,comprende 6 tombe ipogeiche
scavate nel granito,due delle quali a cielo aperto. La sepoltura
più importante presenta un atrio d’accesso sulle
pareti del quale si aprono due portelli che conducono a due
cellette comunicanti fra loro. Le Stele di Boeli rinvenuta nel
1997 in seguito a scavi praticati dai proprietari del terreno,vi
sono rappresentati cerchi concentrici,di varie dimensioni. Questi
simboli sono da ricondurre ai culti incentrati sulla fertilità
e sul ciclo della morte e rinascita di età Neolitica.
Il Santuario campestre di SS. Cosma e Damiano costruito nel
1600 sulle rovine di templi pagani,sorge sull’altopiano
di San Cosimo. La struttura architettonica,che ricalca modelli
bizantini, è situata al centro di un vasto cortile al
quale si accede da due cancelli in ferro.
OLIENA
(nuovo): Festa Patronale: Sant’Ignazio di Loyola
(31 gennaio)
Oliena è un comune di 7604 abitanti,posto a 379 m sul
livello del mare. Il paese è adagiato sotto il massiccio
calcareo del Monte Corrasi e sorge nel centro della Barbagia
di Ollolai a 10 km da Nuoro. In tutto il territorio sono presenti
tracce dell’uomo fin dall’età neolitica,con
una forte presenza di villaggi nuragici. Numerosi sono difatti
i ritrovamenti avvenuti presso la Valle di Lanaitto e le zone
circostanti l’attuale centro abitato. Il primo insediamento
abitativo di Oliena risale all’età romana. Oliena
ha avuto importanti personaggi di spicco come Raimondo Congiu(1762-1813)autore
de:Su Triunfu de Sardigna,composto in occasione della sconfitta
che i francesi riportarono in Sardegna nel 1792-93, e Mario
Massaiu (1942-1994), scrittore,poeta,critico letterario,giornalista,autore
di La Sardegna di Grazia Deledda,che gli valse nel 1971 il premio
Grazia Deledda per la saggistica. Oliena viene definito dalla
Deledda come “uno dei villaggi più caratteristici
del Nuorese”, la scrittrice fa riferimento al bellissimo
Monte Corrasi,una montagna calcarea. Il paese viene paragonato,
per il suo aspetto, ad un villaggio medioevale. Tra i luoghi
da visitare troviamo il Complesso Nuragico di Sa Sedda e Sos
Carros: gli scavi del villaggio nuragico hanno portato alla
luce diversi ambienti che si affacciano su un unico piazzale
centrale:si tratta quindi di un isolato. Altro luogo da visitare
è Valle di Lanaitto: situata nel Supramonte di Oliena
a circa 7 km dal paese, riveste una notevole importanza archeologica
oltre che paesaggistica e speleologica. Si aprono su questa
suggestiva vallata grotte come quelle di Sa Oche e di Su Bentu,che
presentano cavità lunghe anche qualche chilometro e alte
sino ad un centinaio di metri,arricchite da stalatiti e stalagmiti.
OROSEI
(nuovo): Festa Patronale: San Giacomo Apostolo (25 luglio)
Orosei è un comune di 5878 abitanti posto lungo la costa
orientale della Sardegna, a circa 2 km dal mare(Marina di Orosei).
Nei 15 km di costa del suo territorio si alternano spiagge(Marina
di Orosei,Su Barone,Osala,Cala Ginepro,Sas Linnas Siccas,Sa
Curcurica) e spioventi alture rocciose. Il paese gode di un
clima assai mite in inverno (è assai frequente la fioritura
dei mandorli agli inizi di Gennaio),mentre in estate la temperatura
piuttosto alta viene smorzata dalla brezza marina. La provenienza
etimologica del vocabolo Orosei è da attribuire agli
Esaronensi, una delle principali tribù nuragiche, che
popolavano la Sardegna. Ci sono molte testimonianze di un insediamento
nuragico nella zona Nurache. L’attuale borgo fu fondato
verso il II secolo d.C. ad opera di un generale romano che lo
scelse per la posizione strategica. La scrittrice Grazia Deledda
nel capolavoro Canne al Vento,descrive la festa di Nostra Signora
del Rimedio,che ha luogo dal 1700 nel santuario omonimo,ispirata
alla mescolanza di sacro e profano. La festa si svolge la seconda
Domenica di Settembre e si protrae per tre giorni durante i
quali sono numerose le funzioni religiose sacre,tutte annunciate
da un rintocco della campana. Il Santuario di Nostra Signora
del Rimedio,situato nella periferia di Orosei e risalente al
Cinquecento,è stato modificato e ampliato a fine Ottocento.
Si trova al centro di un imponente complesso di cumbessias,locali
nei quali trovano rifugio i partecipanti alla tradizionale festa
che qui si tiene. Tra le figure di grande spicco del panorama
culturale ricordiamo il poeta Salvatore Cabras(1933),Su Gologone,Cantos
de Barbigia,autore di particolare forza espressiva e Giacinto
Satta(1851-1912),giornalista ,scrittore e pittore,autore di
numerose opere tra cui un romanzo storico dal titolo Il Tesoro
degli Angioini (1907) al qual con molta probabilità la
Deledda si è ispirata per il personaggio di Giacinto
di Canne al Vento. Tra i luoghi da visitare troviamo il Quartiere
di Palatos Betzos:è costituito di un complesso di strade
che si estende al centro del paese attorno alla torre,unico
avanzo del castello costruito dai giudici di Gallura;la Chiesa
di Sant’Antonio Abate:edificata nel XIV secolo in forme
tardo romaniche,al suo interno si possono ammirare affreschi,restaurati,che
rappresentano scene della vita di Gesù; la Chiesa di
Santa Maria de Mare:recentemente restaurata,costruita nel XII
secolo in forme romaniche presso il fiume Cedrino da una colonia
di mercanti pisani;il ; il Museo Comunale Don Nanni Guiso:situato
in un palazzo del Seicento nel rione di Palatos Betzos è
dedicato alla famiglia Guiso(feudatari del paese). Contiene
una esposizione di teatrini del ‘700 che provengono da
tutta l’Europa ed abiti di scena indossati da personaggi
celebri.
ALGHERO:
Festa Patronale: San Michele Arcangelo (29 settembre)
Da antica fortezza affacciata al mare limpido della costa occidentale,
scheggia dell’impero marittimo
aragonese, è diventata la quarta città dell’isola.
I catalani vi si insediarono nel XIV sec. e se ne conserva gelosamente
la lingua. dalla Torre Sulis alla Porta a Mare affacciata al
porto, una passeggiata sul mare segue gli antichi bastioni cinquecenteschi
spagnoli. il sapore antico si coglie soprattutto nella città
vecchia. in via Principe Umberto, di aspetto intatto, si incontra
la Casa Doria del ‘500, con finestre gotiche catalane
e bel portale rinascimentale. il campanile ottagonale e la parte
absidale sono quanto resta della costruzione di gusto tardogotico
catalano (sec. XVI) della Cattedrale, poi rimaneggiata. Nell’interno
della chiesa di S. Francesco, dei sec. XIV-XV, il presbiterio
gotico a volta stellare e un Cristo alla colonna del XVII sec.;
il campanile ottagonale è visibile dal chiostrino annesso.
OLBIA:
Festa Patronale: San Simplicio (15 maggio)
Nel 1939 la città riacquista il suo antico nome: Olbia.
La sua rinascita ruota, ancora una volta, intorno al porto e
al commercio di formaggi, bestiame e pesci. funzionano a pieno
ritmo numerosi caseifici mentre la miticoltura è una
delle attività più importanti per l’economia
locale. Olbia diventa polo di attrazione per consistenti lusi
di immigrati da altre zone della Sardegna e anche dalla penisola.
Dagli anni ‘50 ad oggi il numero dei residenti è
triplicato. Nel 1951 si contavano ad Olbia 14.745 abitanti.
sono diventati 45.322 secondo il dato ufficiale del 30/11/2001
ma, a questo numero bisogna certamente aggiungere diverse migliaia
di persone che lavorano e vivono in città pur non essendovi
ufficialmente residenti. L’esplosione demografica, inarrestabile
dagli Anni Sessanta, ha trovato la sua principale spinta nel
boom turistico ed edilizio. Oggi Olbia occupa una superficie
di circa 500 ettari, superiore a quella del capoluogo di provincia,
Sassari; è il primo porto passeggeri in Italia ed è
sempre più importante il suo aeroporto “Cosat Smeralda”,
completamente ristrutturato ed ampliato. Olbia si avvia a diventare
provincia ed ha tutte le carte in regola per realizzare questa
legittima aspettativa in tempi brevi. e proprio nel momento
in cui la città appare più proiettata nel futuro,
il volto trasformato grazie alle grandi opere pubbliche in corso
di realizzazione, sono emerse le testimonianze più importanti
della sua storia munga 2500 anni, caratterizzata da molte cadute
ed altrettante resurrezioni. Ma, oggi, finalmente la città
di Olbia sembra aver acquistato un bene prezioso: l’orgoglio
del suo passato. Non più da seppellire in tutta fretta
per le esigenze del nuovo che avanza a tutti i costi e malgrado
tutto, ma da valorizzare quanto più è possibile,
come una grande risorsa per il futuro della città felice.
PORTO
TORRES: Festa Patronale: San Gavino (30 maggio)
Un mosaico pavimentale nel foro delle corporazioni a Ostia Antica
ricorda i navicularii turritani, gli armatori che trasportavano
a Roma il grano della pianura della Nurra. Porto Torres era
allora la colonia romana di Turris Libisonis (o Libyssonis)
e la sua funzione di scalo portuale, il maggiore della Sardegna
settentrionale, si è più volte rinnovato. Le vestigia
romane sono visibili nel cosiddetto palazzo di re Barbaro, rovine
di un edificio termale circondato da strade lastricate e altre
costruzioni; in sito l’Antiquarium espone una scelta del
materiale romano rinvenuto. Sul rio Turritano vi è un
ponte romano a sette archi; altri ruderi romani sono venuti
in luce in via Ponte Romano. Il monumento più importante
della città e uno dei più considerevoli dell’isola
è la basilica di S. Gavino, eretta nell’XI sec.
da maestranze pisane; presenta la rara struttura a due absidi
contrapposte alle estremità della navata centrale, divisa
dalle laterali da archeggiature su colonne e capitelli in gran
parte romani; sarcofagi romani (sec. III-IV) sono nella cripta;
sui fianchi si aprono tre portali gotico-catalani (di cui uno
genuino) del sec. XV e uno con notevoli bassorilievi romanici
ricomposti.
ARZACHENA:
Festa Patronale: Madonna della Neve (9 settembre)
Se ci si trova in Sardegna non si può fare a meno di
visitare un luogo in cui vento e pioggia hanno eroso e modellato
il "fungo di Arzachena", una roccia della collina
che sovrasta questo paese della Gallura, steso sul pendio. Il
golfo che ne prende il nome intaglia profondamente la costa
settentrionale dell'isola, a nord-est del borgo, di fronte a
Caprera. È qui che trova le sue fondamenta la chiesa
campestre di Santa Maria, fondata nel 1776. Nei dintorni, resti
nuragici e prenuragici, tra cui, a km 1 verso Olbia, il nuraghe
Albucciu o Malchittu. È anche molto interessare a km
5 a ovest lungo la strada per Luogosanto, la tomba di Gigante
di Capichera o Lu Coddu Vecchiu. Il sepolcro collettivo nuragico
è costituito da una stele e da un'esedra di grandi lastre.
Nei pressi sono il nuraghe Capichera e, proseguendo per km 1
circa, poco prima della necropoli di Li Muri (le tombe neolitiche
a circolo di pietra presentano una cassetta - cista - al centro),
la tomba di Gigante di Li Lolghi, pure con stele ed esedra.
SANT'ANTIOCO:
Festa Patronale: Sant’Antioco (il lunedì, il quindicesimo
giorno dopo la Pasqua)
L'isola di Sant'Antioco, situata nella parte sud-occidentale,
è la più vasta tra le isole minori della Sardegna.
È immersa in un mare di ineguagliabile bellezza ed avvolta
dal profumo di una natura tutt'ora incontaminata. La parte orientale
dell'isola è adornata da suggestive calette come Portixeddu
e Portixeddu Accuau, proseguendo si incontra la caratteristica
Turri dalle acque blu cobalto e Capo Sperone, un magnifico angolo
di mondo per chi ama la tranquillità e la pace. Da qui
spettacolari litorali rocciosi e grotte di inestimabile bellezza
regnano incontrastati, Portu Sciusciau, la Grotta delle sirene,
Cala Sapone e la fantastica Cala Lunga. Con l'ausilio di un'imbarcazione
è possibile visitare l'arcipelago sulcitano con i suoi
gioielli, le isole della Vacca e del Toro, un vero paradiso
per gli amanti della pesca subacquea. Le testimonianze di un
glorioso passato possono essere documentate dagli innumerevoli
monumenti come: Domus de Janas, Tombe dei Giganti, Nuraghi e
la cospicua presenza di resti Fenicio-Punici e Romani. Di estremo
interesse storico è l'area archeologica con il Museo,
la Necropoli ed il Tophet, un'area sacra di origine semitica.
La gastronomia locale, a base di arrosti di pesce, carne e crostacei,
è un'altro dei fiori all'occhiello dell'isola, squisito
il celebre vino Carignano del Sulcis, un'ulteriore segno indelebile
nel cuore di chi ha avuto la fortuna di visitare questo meraviglioso
angolo di mondo.
SAN
TEODORO: Festa Patronale: San Teodoro (terza settimana
di giugno)
Il paese di San Teodoro è situato sulla costa nord-orientale
della Sardegna. Essa si estende per ben 37 km ed è considerata
tra le più belle ed interessanti di tutta l'isola poichè
vanta la presenza di paesaggi da favola e di un mare incantevole.
Il paese vero e proprio è composto da poche case, tutte
raccolte intorno alla pittoresca Chiesa Parrocchiale di San
Teodoro e all'antistante Piazza Gallura, luogo di ritrovo estivo
per centinaia di turisti. Intorno al paese e nelle campagne
circostanti sorgono diverse ville, ristoranti, alberghi, campeggi
e villaggi turistici. L'edilizia teodorina è caratterizzata
da costruzioni gradevoli con un massimo di due piani, un abbondante
uso di pietra a vista, dei tetti di tegole e coloratissimi giardinetti
antistanti le abitazioni. Uno dei tratti di costa più
importanti della zona di San Teodoro è sicuramente la
Punta Molara. Una volta raggiunta la periferia del paese, in
campagna, si potrà imboccare via Lu Pitrali e, proseguendo
verso ovest, si arriverà alla Punta. Si tratta di una
splendida terrazza che si affaccia sul mare, di fronte a una
meravigliosa vista sull'isola di Tavolara. La strada da percorrere
è particolarmente ripida, ma vale proprio la pena seguirla
per poter ammirare un paesaggio caratteristico, tipicamente
mediterraneo, ricco di rocce granitiche e macchia.
ORISTANO:
Festa Patronale: Sant’Archelao (13 febbraio)
Oristano è situata al centro della vasta pianura del
Campidano Oristanese ed al centro della Sardegna lungo la costa
occidentale. Il suo territorio offre una notevole varietà
paesaggistica,dalle spiagge sabbiose agli altopiani basaltici
ai ripidi dirupi del Montiferru. Il territorio ha origine vulcanica
riconoscibile facilmente dalla presenza di rocce laviche e di
fenomeni termali presenti in molti luoghi,il suolo è
sabbioso e leggero adatto ad ogni tipo di cultura. Oltre a queste
attrattive Oristano insieme alla sua provincia presentano numerose
testimonianze storiche. Le tracce più antiche risalgono
al VI millennio a.C. quando alcune comunità si insediarono
nella zona. Del neolitico sono invece i dolmen (un tipo do sepoltura
megalitica) e le domus de janas (sepolcri ipogeii). Un importante
esempio del primo tipo è il complesso Is Cirquittus ,
vicino Laconi ed alle culture di Filigosa e Abealzu. Esemi di
domus invece sono quelle di Chirisconis vicino a Suni, e quella
di “Genn e Xabisi” a villa Sant’Antonio,considerate
le più importanti della Sardegna. Nel IX secolo iniziarono
i primi sbarchi dei mercanti fenici alla ricerca di comodi approdi,infatti
in questi luoghi si trovava quella che fu la progenitrice di
Oristano:la città fenicia di Tharros importante centro
si scambi commerciali abitata da pescatori e contadini,fu anche
importante per i Cartaginesi e Romani. Nel 534 d.C. i Bizantini
occuparono la Sardegna facendone una loro provincia;nel medioevo
all’esterno del “Portu” esistevano cinque
sobborghi:la Maddalena,Nono,Ponticiello, San Lazzaro e Vasai;
Tra il XIII e il XV secolo si formarono in Sardegna quattro
importanti Giudicati:Calari,Torres,Gallura e Arborea.
BUDONI:
Festa Patronale: San Giovanni Battista (29 agosto)
E’ un comune di oltre 4.000 abitanti della provincia di
Olbia-Tempio, situato nella zona nord-est dell’isola tra
i due comuni di San Teodoro a nord e Poseda a sud, sulla s.s
125, la lunghissima arteria stradale che costeggia la parte
orientale della Sardegna da Cagliari ad Olbia. In epoca romana
poco distante l'attuale Budoni sorgeva lo scalo di Augustus
Populus, oggi conosciuta come Agrustos, una piccola borgata
vicino al nucleo principale del paese. In età giudicale
(1000 - 1420 ca.) l'agro di Budoni appartenne al giudicato di
Gallura (curatoria di Posada) passato poi sotto il dominio pisano.
Nel "Liber Fondachi" - registro dei beni posseduti
nell'isola dalla città di Pisa - sono ricordate la villa
di Sortinissa e quella di Tamarispa come tributarie del fisco
pisano. Nel 1958 il piccolo centro divenne comune autonomo iniziando
un nuovo capitolo della sua storia. Con un patrimonio di 18
km di coste che si affacciano sul Mar Tirreno, Budoni è
principalmente una località balneare che d’ estate
raggiunge un afflusso di circa 70.000 persone. Le belle spiagge
sabbiose e circondate da pareti di roccia,unite alla limpidezza
e al colore turchese dei fondali marini consentono di godere
di un paesaggio incantevole, inoltre si caratterizzano per un’
attenzione particolare alle esigenze del turista essendo servite
da aree di parcheggio, bar, servizi, affitto di surf e pedalò,
e campeggi vicini.
PORTO
CERVO
E' una frazione del comune di Arzachena, in provincia di Olbia-Tempio
nella Sardegna nord-orientale, regione storico-geografica conosciuta
col nome di Gallura. E’ il principale centro della Costa
Smeralda ed ha una popolazione residente inferiore ai 200 abitanti.
Rinomato luogo di villeggiatura è edificato attorno al
profondo porto naturale, la cui forma ricorda quella di un cervo
e domina i promontori sul mare, la curva del porto e le ville
sparse, immerse nel verde. Il centro è costruito su di
un piano rialzato rispetto al porto, con la sua famosissima
piazzetta, i negozi, le buotique, mentre attorno i ristoranti,
gli alberghi, i locali notturni e le ville si arrampicano fin
sulle colline circostanti. Il Porto Vecchio, risale agli anni
'60, quando il principe Karim Aga Khan IV, affascinato dalla
bellezza di questo tratto di costa, decide di comprare le poverissime
terre di quest'angolo di Gallura e assieme ai più grandi
architetti dell'epoca, tra i quali spicca Luigi Vietti di dare
vita al paradiso del turismo internazionale d'elite che conosciamo
oggi. Negli anni '80, iniziarono i lavori per la costruzione
del nuovo porto, assai più capiente ed attrezzato. Al
momento della sua progettazione, il principe ed i suoi architetti
decisero di creare un'architettura che mantenesse il più
possibile la continuità con quella tipica gallurese,
dall'aspetto povero e rudimentale ma perfettamente inserita
nell'ambiente circostante e questa fu la chiave del successo.
Questo tipo di architettura si diffuse in tutta la costa nord-orientale
ed è ancora oggi attuale e imitata. Il porto nuovo di
Porto Cervo è uno dei meglio attrezzati del Mediterraneo,
ha una capienza di 700 posti e camminando sulle banchine si
possono ammirare le più belle barche, i panfili e gli
yacht di proprietà di ricchi personaggi famosi. Al centro
di Porto Cervo la passeggiata, la piazzetta delle Chiacchiere,
il Sottopiazza è un insieme di strette viuzze, finestre
e balconcini multicolori, costruiti nel tipico stile della Costa
Smeralda. La periferia ospita invece i locali notturni più
alla moda e i ristoranti più prestigiosi, il vero centro
della vita notturna della costa
CAPOTERRA:
Festa Patronale: Sant’Efisio (15 gennaio)
Capoterra si trova nella Sardegna occidentale a circa 20 km
da Cagliari. In sardo Cabudèrra è un comune di
22.839 abitanti situato in una posizione strategica tra mare,
montagna e laguna a pochi minuti di auto dai principali centri
turistici del sud Sardegna: Cagliari, Pula e le località
balneari di maggior prestigio, Santa Margherita di Pula, Chia,
Capo Spartivento. La ridente cittadina vi offre il giusto compromesso
tra relax e divertimento ad un costo più accessibile
rispetto alle mete turistiche più blasonate. Con il suo
clima temperato di circa 18°C di media annua e 25°Cd’estate,
Capoterra è l’ideale per trascorrere una tranquilla
vacanza in Sardegna. Mare, montagna e laguna cingono Capoterra
per renderla meta ideale per trascorrere una vacanza rilassante
a contatto con la natura. Inoltre i resti degli insediamenti
e le testimonianze della Capoterra medievale presenti nelle
chiese campestri di San Gerolamo e di Santa Barbara e nella
torre spagnola di Su Loi sono mete obbligate per chi ama passeggiare
nei ricordi della storia.
OGLIASTRA
L’Ogliastra è una nuova provincia della Sardegna
che conta 23 comuni. Si trova nella zona centro orientale della
regione e si affaccia sul mar Tirreno. Uno stupendo territorio
incontaminato e selvaggio racchiuso tra il mare e la montagna.
E’ proprio questa la sua caratteristica che lo rende un
territorio suggestivo. Il nome Ogliastra deriva dalla particolarità
della zona ricca di olivastri millenari, per alcuni però
deriva da "Agugliastra", uno enorme scoglio sul mare.
L’entroterra dell’Ogliastra si snoda in svariati
sentieri percorribili a piedi, in bicicletta o in fuoristrada
che richiamano i più esperti escursionisti, che portarono
al Supramonte e al Gennarentu. Interessanti gli itinerari che
dall’altopiano del Golfo raggiungono spiagge d’incontaminata
bellezza come Cala Goloritzè. Peculiari anche i percorsi
dell’arrampicata dove il Parco dei Tacchi ci offre un
paesaggio spettacolare: mare cristallino, distese di spiagge
o piccole insenature e scogliere, altipiani, pianure, laghi
e boschi, nuraghi, domus de janas, tombe dei giganti, menhir
e tanta ospitalità.