
PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE:CAMPOBASSO-ISERNIA 50,1 km;
CAMPOBASSO-TERMOLI 67 km; TERMOLI-ISERNIA 105 km; BOJANO-CAMPOBASSO
23,8 km
VIAGGIO
IN MOLISE
Cartina
Molise
L’estensione
del Molise va dall’Appennino alla costa adriatica, ed
è compreso dal fiume Trigno nella parte settentrionale
e il fiume Fortone nella zona meridionale. Confina a nord con
gli Abruzzi e il Mar Adriatico, a est con la Puglia, a sud con
la Campania e a ovest con il Lazio e un piccolo tratto di Abruzzo.La
combattuta situazione storica di questa Regione ha lasciato
dei profondi segni che il tempo non ha ancora risanato. Nella
storia il Molise fece parte insieme agli Abruzzi ad una regione
romana. Successivamente, questo territorio divenne terra dei
Sanniti; conquistata dai Longobardi, Saraceni, Bizantini, per
finire più tardi terra di Federico II. Fu allora che
il nome Molise prese piede, in quanto tra i diversi feudi nei
quali era divisa, prevalsero i conti Molise. Più tardi
nella Regione si abbatté un crollo economico-sociale,
che continuò anche dopo l’annessione al Regno d’Italia,
dove il Molise insieme agli Abruzzi formarono un’unica
Regione. Nel 1963 il Molise si divise dagli Abruzzi per essere
indipendente. La zona montuosa comprende i Monti della Meta,
nell’ultimo tratto di Appennino Abruzzese e i Monti del
Matese e l’Appennino Sannita che compongono la parte settentrionale
dell’Appennino Campano. Nel Matese le montagne più
elevate sono il Miletto e il Muria. La parte orientale scende
verso il mare con tratti collinosi molto rotondeggianti. Le
montagne e le colline sono molto aride e a causa della composizione
del terreno argilloso, si sono formati profondi solchi. La costa
del Molise è lunga circa 38 km, è molto pianeggiante
ad esclusione della zona del promontorio di Termoli dove è
stato costruito un porto artificiale ora sede della Guardia
Costiera e principale attracco per le isole Tremiti. Il porto
è collegato con la Croazia ed ha un attivissimo cantiere
navale. Il paesaggio è prevalentemente montuoso e collinoso.
Le morbide montagne sono molto arrotondate e sembrano un tutt’uno
con la roccia. Anche nelle pianure coltivate si trova il terreno
roccioso. Caratteristici sono i muretti intorno ai poderi fatti
dai contadini togliendo le pietre dalla terra che lavorano.
I prati dove pascolano le pecore sono molto secchi e rocciosi.
Non si trovano grandi città nella Regione. Le piccole
cittadine si trovano sulle cime dei promontori collinosi. Il
litorale costiero è diventato via la zona più
popolata.
CAMPOBASSO:
Festa Patronale: San Giorgio (23 aprile)
Capoluogo del Molise, sorge tra i bacini del Biferno e del Fortone,
in un pianoro circondato dalle alture, che irradiano dal gruppo
del Matese, scendono verso l’Adriatico. La città
è dominata dal castello che Cola di Monteforte vi costruì
nel 1459; ha pochi edifici notevoli, come le chiese di S. Leonardo
e di S. Bartolomeo del secolo XIII e quella di S. Giorgio del
sec. XII. Nei dintorni si estendono coltivazioni di cereali,
vigneti, frutteti e orti. Fra le sue industrie importanti, sono
quella delle mattonelle di cemento, dei saponi, della coltelleria.
Molto caratteristico, in merito alla visita culturale, è
il Museo Internazionale del Presepio in miniatura, che raccoglie
più di 200 presepi provenienti da tutto il mondo. Campobasso
è nota anche per la cosiddetta “Sagra dei Misteri”,
tipica processione che si svolge in occasione della festa del
Corpus Domini, che vede portare a spalla dai fedeli 12 armature
d’acciaio del 1700.
ISERNIA:
Festa Patronale: San Celestino V (19 maggio)
Cittadina del Molise situata su un colle a 432 m. s.m.; nella
conce sorgentifera del Volturno, alla confluenza dei fiumi Carpino
e Sordo che si uniscono a formare il fiume Cavaliere. E’
la seconda città del Molise per importanza e popolazione.
Ha molte industrie: lanifici, cartiere, terraglie, fabbriche
alimentari, distillerie, cordami, frutta. Nei pressi a km 3,5
a N, si trovano sorgenti solferose e ferriginose. Avanzi della
città antica sono le mura ciclopiche, l’acquedotto
sannita-romano, i ponti romani. Interesse artistico hanno le
chiese di S. Pietro (cattedrale neoclassica); di S. Francesco,
del 1267, con portale gotico-romano; dell’Assunta, romanica;
semidistrutta nel 1943; il palazzo vescovile, con portale del
1767; e la costruzione romanica della Fontana Fraterna a sei
archi. degno di menzione è il Viadotto ferroviario di
S. Spirito della linea Sulmona-Caianello.
TERMOLI:
Festa Patronale: San Basso e San Timoteo (4 agosto)
La cittadina, che è dotata di un attivo porto, si compone
di due parti nettamente distinte di cui la più antica,
medievale, arrampicata sul promontorio, è un vero e proprio
dedalo di vie e viuzze. Il Duomo, eretto forse nel VI sec. sulle
rovine di un preesistente tempio romano, fu ricostruito in forme
romaniche pisano-pugliesi nel XII sec. e successivamente ancora
rimaneggiato; nella cripta, interessanti mosaici pavimentali
d’ispirazione orientale (sec. X-XI). Delle poderose fortificazioni
fatte erigere a difesa del porto da Federico II nel 1247, resta
il Castello.
BOJANO:
Festa Patronale: San Bartolomeo Apostolo (25 agosto)
Il nome ricorda il mito della fondazione: si fermò qui,
palesando la volontà di Marte, il toro che guidò
la migrazione dalla Sabina delle genti che poi furono sannite.
La cattedrale, eretta nel 1080 per volere dei conti normanni
di Bojano, ha una moderna facciata in pietra con portale e rosone
risalenti al sec. XIII. nei pressi sorge la chiesa di S.Erasmo,
con portale gotico e tre bifore; nel cortile della chiesa sono
murati stemmi e lapidi romane e altomedievali. All’ingresso
dell’abitato, la settecentesca chiesa di S.Maria conserva
del preesistente edificio il portale ogivale (sec. XIV). Dintorni:
la Civita Superiore, a km 4 a sud, avanzi di mura megalitiche
e resti del castello di età longobarda. Campochiaro,
a km 10 a sud-est, è un piccolo borgo medievale raccolto
sul colle; poco fuori dell’abitato, in località
Civitella, si erge un santuario italico risalente al sec. II
a.C., con area sacra limitata da una terrazza in opera poligonale.
CAROVILLI:
Festa Patronale: Santo Stefano del Lupo (19 luglio)
Molte sono state nel corso degli anni le interpretazioni che
si sono date del nome di questo Comune. La più fondata
di queste è sicuramente quella fornita da alcuni storici
locali secondo i quali la voce “Carovilli” ripeta
semplicemente il nome del console Spurio Carvillo, cioè
“Carvilius”, di cui parla Livio nel libro X. Nell’epoca
longobarda Carovilli era feudo dei Borrello, e lo si rileva
da un diploma del 1068 col quale Borrello Conte di Pietrabbondante
fece una donazione di beni al Monastero di S. Pietro Apostolo
(detto poi “S. Pietro del Tasso”). Verso i primi
anni del ‘700 il paese di Carovilli passò in dote
ad Anna Maria Marchesano, che aveva sposato Giuseppe d’Alessandro,
duca di Pescolanciano. Ella morì nel 1729 e le fu successore
per Carovilli suo figlio Ettore d’Alessandro, nella cui
discendenza il feudo rimase fino alla scomparsa della feudalità.
Carovilli è stato sempre pertinente al Contado del Molise.
Nel 1799 il paese fu compreso nel Dipartimento del Sangro e
nel Cantone di Agnone.
LARINO:
Festa Patronale: San Pardo e San Primiano (26 maggio)
La cattedrale di Larino, consacrata il 30 Luglio 1319 (data
scolpita sull'architrave del portale), dedicata al Patrono della
città ed all'Assunta, và considerata come uno
degli edifici più importanti dell'architettura religiosa
dei secoli XIII e XIV dell' ltalia centrale. La sua importanza
deriva non solo dal suo alto valore artistico, ma riguarda anche
una raffinata concezione progettuale dell'intero organismo.
Cosi, come nell'ormai storicamente consolidata tradizione dell'architettura
italiana di quei secoli, che vede il netto rifiuto dei modelli
d'oltralpe, anche la cattedrale di Larino presenta una struttura
spaziale tipicamente romanica nella quale si innestano alcuni
elementi formali tipici della corrente culturale del gotico,
di cui l'arco ogivale rappresenta l'elemento più tipico.
Gli studi attuali concordano nel ritenere l'organismo realizzato
in due tempi diversi. Al primo dovrebbero risalire le uniche
tre coppie di pilastri corrispondenti specularmente, al secondo,
probabilmente in seguito ad un cambiamento di programma, il
resto della chiesa caratterizzata da sostegni asimmetrici {complessivamente
5 a sinistra e 6 a destra dell'ingresso), da una differente
ampiezza delle navate laterali (coperte con volte costolonate)
e dalla posizione della facciata fortemente inclinata rispetto
all'asse longitudinale della chiesa.
CAMPOMARINO:
Festa Patronale: Santa Cristina (24 luglio)
Come monumenti da visitare segnaliamo: la Chiesa dedicata a
Santa Cristina, festeggiata il 24 luglio; la Chiesa dei SS.
Pietro e Paolo, voluta dagli immigrati; la Chiesa di Santa Maria
a Mare con la famosa Cripta; il Palazzo Baronale; il Samnium.
Tra il paleolitico e l'età dei metalli le conoscenze
sul popolamento umano in Molise sono affidate esclusivamente
a reperti isolati. Il recente rinvenimento di alcune sepolture
a Larino e soprattutto di un villaggio nella zona costiera,
a Campomarino, apre nuove problematiche per il periodo compreso
tra l'età del Bronzo Finale e la prima età del
Ferro. Il villaggio di Campomarino si estende sulla zona adriatica,
difeso naturalmente su due lati; su un terzo lato si rinvengono
tracce di un muro, di una robusta palizzata e di un fossato
ampio ma poco profondo. Non tutto lo spazio sul terrazzo è
occupato da capanne; queste si distribuiscono in due nuclei
principali; lo spazio intermedio doveva essere utilizzato per
attività e servizi comuni. Le capanne sono a pianta rettangolare
absidata; la loro struttura viene evidenziata dagli incavi per
pali nel terreno vergine e, nei livelli superiori, dal crollo
degli elementi dell'alzato: (intelaiature di pali e canne rivestite
da uno spesso strato di intonaco), dai resti dei pavimenti e
dagli strati di pietrisco, ossa di animali e frammenti ceramici
negli immediati esterni. Per la particolare concentrazione di
alcuni manufatti in alcune capanne, si può pensare a
spazi con funzione specializzata.
CASACALENDA:
Festa Patronale: Sant’Onofrio (12 giugno)
Dalla sua fondazione, avvenuta circa cinquecento anni prima
di Cristo, la cittadina ha avuto svariati nomi; da Polibio essa
venne indicata con il nome di Kalene. La cittadina di Casacalenda
cominciò ad acquistare una certa importanza nell'epoca
romana e precisamente durante la seconda guerra punica,quando
i romani vi si stanziarono per sfruttarla come avamposto nella
guerra contro Annibale. Nel periodo medioevale,successivo all’
anno mille, il casato più importante che controllava
il territorio del feudo che comprendeva Casacalenda fu quello
dei Caracciolo di Capua. Con il declino della dinastia angioina,
la cittadina venne a far parte della contea di Montagano e in
seguito, intorno al 1510, fu venduta alla casata spagnola degli
Armentano. Agli Armentano seguirono i Sangro, signori feudali
molto potenti che godevano di titoli nobiliari a Napoli in tutta
la campania ma anche in Puglia.
CAPRACOTTA:
Festa Patronale: San Sebastiano
Capracotta è un comune di 987 abitanti della provincia
di Isernia che si trova nei pressi del confine con l'Abruzzo.
Con i suoi 1421 metri sul livello del mare è il comune
più alto dell'Appennino e il terzo d'Italia. La più
antica attestazione della presenza umana nel territorio del
Comune di Capracotta risale al XI secolo a.C. Alcuni indagini
archeologiche, svolte su iniziativa della Soprintendenza per
i Beni archeologici del Molise, hanno riportato alla luce nei
pressi della Fonte del Romito un insediamento umano. I saggi
di scavo hanno attestato una vitalità del sito di circa
mille anni: dal XI secolo a.C. al primo dell'età volgare.
Si parte con alcune capanne circolari e si arriva a edifici
in marmo collocati in un contesto urbano ben pianificato. Molto
intensa è l'attività culturale. Il Comune edita
ogni tre mesi un periodico cartaceo, "Voria". Ogni
anno, poi, viene pubblicato il "Diario di Capracotta: fatti
e curiosità di un anno", una rivista che raccoglie
i principali avvenimenti accaduti nel periodo compreso tra il
mese di luglio e di giugno dell'anno successivo. Nel territorio
comunale passa un tratturo tra i più importanti d'Italia.