PRINCIPALI DISTANZE CHILOMETRICHE: ROMA-FROSINONE 82 km; ROMA-LATINA 69 km
LATINA-FROSINONE 100 km; OSTIA-FIUGGI 95 km

VIAGGIO NEL LAZIO

 

Il Lazio si trova nell'Italia centrale e le sue coste sono bagnate dal Mar Tirreno. Il territorio è in maggioranza collinare (54%), montagna (26%) e pianura (20%) hanno rilevanza minore. La vetta più alta, il Monte Gorzano (2458 metri), si trova sul confine con l'Abruzzo. Il fiume principale è il Tevere, terzo fiume italiano, segue in ordine di lunghezza il Liri-Garigliano. Nella regione vi sono alcuni importanti laghi, come quelli di Bolsena e Bracciano, entrambi di origine vulcanica. Lungo il litorale tirrenico sorgono alcune pianure; appartengono al Lazio le isole Ponziane. Roma, oltre ad essere capitale d'Italia e capoluogo regionale, è il comune più esteso e popolato della nostra penisola, con oltre due milioni e mezzo di abitanti. Gli altri centri capoluoghi delle rispettive province sono Latina, Viterbo, Frosinone, Rieti; superano i 50.000 abitanti Guidonia Montecelio, Aprilia, Tivoli, Fiumicino e Civitavecchia. Il territorio è prevalentemente montuoso e collinoso, mentre le pianure si trovano in prossimità dei litorali costieri. Nella parte orientale troviamo una modesta sezione di Appennino, che incastra le zone di confine con l’Umbria, le Marche e gli Abruzzi. Sorgono in questo territorio i bassi e isolati Monti Sabini e i Monti Reatini nei quali sorge il monte più alto: il Terminillo con i suoi 2213 m. Costeggiando il confine con gli Abruzzi, troviamo i Monti Simbruini e i Monti Ernici caratterizzati dalla loro siccità e scarsa vegetazione. Tra gli Ernici e i monti del Preappennino, si trova la valle della Ciociaria, zona molto fertile dove passano i fiumi Liri e Sacco. La zona settentrionale della Regione, tra il Tevere e la costa, è occupata da un serie di monti che sono: i Monti Cimini, i Monti Volsini e i Monti Sabatini. A sud del Tevere c’è il gruppo dei Colli Albani. Ancor prima della nascita di Roma, questo territorio era chiamato Lazio, dal latino Latium, abitato dal popolo dei latini ed era situato nella zona del basso Tevere. Dopo il periodo dell’epoca repubblicana i confini si allargarono e con l’ordinamento di Augusto nell’epoca romana, la Regione comprendeva sia il Lazio che la Campania.

ROMA: Festa Patronale: Santi Pietro e Paolo (29 giugno)
La città capitale d’Italia, fu fondata secondo la legenda, dai due gemelli Romolo e Remo nel 753 a.C.. La storia di Roma antica é tradizionalmente suddivisa in età monarchica ( dal 753, data leggendaria di fondazione, al 509 a.C.), repubblicana (fino al 476, anno di cessazione dell’Impero d’Occidente). Fino al III secolo fu una storia contraddistinta da una serie di successi che trasformarono un insieme di villaggi, formatisi sul Palatino e sui colli circostanti, nella capitale politica e culturale del mondo civile. Dopo questo periodo cominciò una lenta e inarrestabile decadenza che continuò nel VI e VII sec., sotto il potere bizantino, per invertirsi poi, nell’VIII sec., grazie alla protezione dei re franchi che diedero il via alla formazione di uno Stato Pontificio nell’Italia centrale. Roma divenne perciò “Urbe” dei papi e, rimanendo nei secoli quasi immutata nel suo splendore, giunse, nel 1870, in occasione della Breccia di Porta Pia, all’unità d’Italia diventando anche capitale. Dal punto di vista artistico e architettonico, Roma offre ancora oggi al visitatore un’impressionante numero di reperti e monumenti. Nella centralissima via dei Fiori, é possibile ammirare la Colonna Traiana, il maestoso altare della Patria, il Campidoglio (sede del comune), la Scala di Michelangelo, il Marco Aurelio e leggendaria rupe Tarpea. Per non parlare del Palazzo Montecitorio, piazza Popolo, Villa Borghese, il Quirinale, Piazza di Spagna, laFontana di Trevi, il Colosseo, la Trinità dei Monti, il Circo Massimo del II sec. d.C., l’Arco di Costantino, le Terme di Caracalla, Piazza Navona e l’Arca Pacis, mausoleo augusteo. Impossibile non visitare la Basilica di San Giovanni Luterano, S. Paolo, Santa Maria Maggiore, Castel Sant’Angelo, la Basilica di San Pietro, con la sua cupola ed il suo immenso patrimonio artistico. Per non parlare di Piazza Venezia, del Museo dei Conservatori, i Musei Capitolini, con la loro Pinacoteca, e la Galleria Borghese. Elencate tutte le ricchezze appartenenti all’immenso patrimonio artistico di questa splendida città é davvero un’impresa ardua.

1) PALAZZO BARBERINI
Edificato inizialmente dai Colonna intorno al 1050 sulle strutture dell’ultimo livello dell’antico tempio dedicato a Fortuna Primigenia, oggi ospita il Museo Nazionale Archeologico. La residenza fu completamente distrutta una prima volta nel 1298 da papa Bonifacio VIII e, nel 1437 da Eugenio IV. I Colonna la riedificarono alla fine del Quattrocento e vendettero il feudo a papa Urbano VII Barberini.
L’inusuale facciata concava è dovuta al fatto che occupa lo spazio che racchiudeva la cavea teatrale preservata, come scalinata d’accesso. All’interno sono presenti i resti del vecchio portico corinzio che cingeva la cavea. Agli inizi del ‘900 il principe Luigi lo restaurò e vi creò il Museo Barberiniano. Nel 1956 lo Stato ne acquistò e restaurò un’ala per farne l’attuale Museo Nazionale Archeologico. Dal 1994, il museo ospita la celebre Triade Capitolina, gruppo scultoreo raffigurante Giove, Giunone e Minerva, trafugata nel corso di scavi clandestini da una villa di età imperiale, presso Guidonia Montecelio e il mirabile mosaico nilotico, risalente alla fine del II secolo a.C.

2) PALAZZO RUSPOLI
Inizialmente era una semplice costruzione fortificata a picco sul lago, in mano ai Conti di Muscolo.
Il castello si articolava attorno alla Torre Maggiore o Saracena, tuttora esistente. Nel 1572 Nemi venne acquistata da Frangipane che, modificò l’edificio separando il palazzo dal castello. In seguito, fu venduto a Luigi Onesti Braschi che lo fece restaurare da Giuseppe Valadier che costruì la nuova ala di Braschi dietro la torre maggiore, sopraelevando ed ampliando le precedenti costruzioni. Nel 1901 il palazzo fu acquistato dai Ruspali che vi apportarono l’ultima modifica architettonica.
Negli anni ’90 la principessa Ruspali lo vendette ad una società privata, che intraprese enormi lavori di restauro, grazie ai quali la decorazione pittorica è stata in larga parte recuperata.

3) PALAZZO COMUNALE
Il Palazzo Comunale, i cui lavori iniziali di costruzione furono affidati a Giacomo Della Porta, venne ultimato da Filippo Barigioni nel 1720. il palazzo di pianta rettangolare e senza cortile, appare sobrio ed elegante. All’interno, due grandi scaloni salgono per tre piani, a partire dal piano rialzato. Alla fine dell’ Ottocento, il Palazzo Comunale divenne sede di un Museo civico che, fra le diverse opere che espone, ospita il Sarcofago delle fatiche di Ercole, o “Sarcofago di Velletri” (II secolo d.c.), a forma di tempietto e straordinariamente scolpito con il mito di Ercole ed altre scene.

4) VILLA MONDRAGONE (MONTEPORZIO CATONE)
Ai piedi dei colli del Tuscolo sorge la più grande villa barocca dell’area romana. Nel 1567 il cardinale Marco Sittico Altemps, nipote di Pio IV, acquistala piccola villa Angelina e, in seguito fece costruire una nuova villa chiamata Mondragone, in onore del suo amico cardinale Ugo Boncompagni. La villa con i suoi tre palazzi era in grado di accogliere sia la corte del cardinale che quella del pontefice. Alla morte del cardinale, Altemps vendette tutti i suoi possedimenti al cardinale Scipione Borghese. Il complesso venne risistemato da Visanzio, così che i due palazzi principali vennero uniti da una nuova ala da un lato e da una galleria dall’altro. In questo modo si ottenne un unico, enorme edificio con un immenso cortile interno. Vesanzio costruì anche una secondaloggia che divise in due il giardino originario, chiuso da un teatro d’acqua. Il cardinale Scipione riempì poi il palazzo con affreschi ed opere d’arte. Nel 1633 Mondragone fu spogliata di tutti i suoi preziosi tesori da Camillo Borghese e, nel 1981 il complesso è divenuto sede di rappresentanza e centro congressi dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.

4) VILLA SORA (FRASCATI)
Lungo la via Tuscolana, circondata da un ampio giardino si erge Villa Sora, oggi divenuta un istituto scolastico retto dai padri Salesiani. La sua realizzazione risale intorno al 1570 quando, conte Giulio Moroni, acquistò il fondo detto “la Torricella” e, trasformando l’edificio preesistente in una villa tanto raffinata da potervi ospitare Papa Gregorio XIII Boncompagni.
Nel 1600 la proprietà fu acquistata dal figlio naturale di Gregorio XIII, Giovanni Boncompagni, duca di Sora, da cui il nuovo nome della villa. A questo periodo risalgono affreschi raffiguranti Apollo e le nove muse, eseguiti da Cesare Rossetti della bottega del Cavalier D’Arpino. Accanto alla sala si trova la cappella privata, dedicata a S. Carlo Borromeo e affrescata nella seconda metà del Settecento.

5) PALAZZO COLONNA
La storia del palazzo, edificato nell’XI secolo, è legata alla famiglia Colonna.
Ottone Colonna modificò il castello medievale arricchendolo con finestre rinascimentali a croce guelfa. Successivamente l’edificio, appartenente anche ai Borgia, fu trasformato da castello a palazzo signorile grazie all’aggiunta di raffinate logge e portici. Dal lato Sud, l’edificio è collegato al centro dell’abitato da un ponte ad arco unico che scavalca un profondo fossato, e dal lato Nord da un ponte di recente costruzione che ha sostituito quello che una volta univa il palazzo ai giardini.
Il cortile è impreziosito da una fontana seicentesca e da una loggia a due ordini di arcate a tutto sesto su colonne n marmo, progettata dall’architetto Antonio Del Grande. Dal 1969 il palazzo è di proprietà del comune di Genazzano, oggi sede del Polo Internazionale di Arte Contemporanea.

TIVOLI: Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto)
La città di Tivoli, è nata probabilmente in seguito all’unione di alcuni insediamenti latini, nel VI secolo a.C. Tibur (questo fu il suo primo nome) venne sottomessa da Roma nel 338 a.C., a partire dalla fine della Repubblica. Numerosi uomini politici e imperatori, fra i quali Orazio, Mecenate e Adriano, vi costruirono altrettante numerose ed imponenti ville. Dopo la dominazione degli ostrogoti, divenne il capoluogo di ducato bizantino, quindi libero Comune e, dal 1259 al 1816, capoluogo di provincia. Dal 1443 divenne stabile possedimento dello stato della Chiesa e ne seguì le sorti. Nel 1826, in seguito ad una grande piena, l’Aniene venne deviato per la regolamentazione delle acque mediante lo scavo del traforo gregoriano (papa Gregorio XVI, nel 1835), che creò la celebre Grande cascata, alta 160 m, a lato della verde Villa Gregoriana con numerose grotte e cascatelle. Dal punto di vista artistico e architettonico, numerosi sono i luoghi d’interesse. Il centro storico è ricco di palazzi e palazzetti cinquecenteschi e di case del periodo medievale. Vi si trovano notevoli ruderi romani e monumenti fra i quali il piccolo tempio circolare detto di Vesta, il tempio Tiburno, e i resti dell’Anfiteatro del II secolo d.C.; la chiesa di San Pietro alla Carità; il Duomo, dall’interno settecentesco che conserva una deposizione lignea e un trittico del XII (nei pressi si trova anche la Mensa ponderaria, pesa pubblica romana); la Rocca Pia, con quattro torri angolari, voluta da papa Pio II (1461); la Villa d’Este, ideata, nel cinquecento da Pirro Ligorio per il Cardinale Ippolito d’Este, il cui celebre giardino a terrazze su vari livelli è ornato da fontane e innumerevoli giochi d’acqua.

MARINO (nuovo): Festa Patronale: San Barnaba Apostolo (11 giugno)
Marino, oltre ad essere compresa nel Parco Regionale dell’Appia Antica,fa parte anche del territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani. Tutta l’area, come pure l’intero sottosuolo di Roma,trae origine dai depositi di lava,tufo e pozzolana del sistema vulcanico dei Colli Albani. Dominati dal Monte Cavo,i castelli Romani,il cui nome deriva dai centri fortificati creati nell’alto medioevo dalle famiglie baronali. Tutti i paesi del Parco sono caratterizzati dalla presenza di una fitta macchia,di boschi di castagno e quercia,mentre la selva Ferentana di Marino è ricca di lecci,olmi,tigli e agrifogli. È’ proprio in questo habitat ideale che crescono la vite e l’olivo, principali protagonisti della tradizione gastronomica,altra forte attrattiva di questa zona. Tra i monumenti più importanti di Marino troviamo l’antico Palazzo Colonna,sede della casa comunale. Si ritiene che sia stato progettato nel 1532 dall’architetto Antonio da San Gallo che iniziò i lavori ripresi poi da Marcantonio II Colonna nel 1560. L’ingresso più famoso del paese è quello su Piazza Matteotti su cui troneggia la Fontana dei Mori,simbolo di Marino,Palazzo Matteotti e Palazzo Castagna con due torrioni risalenti al 1200,resti delle antiche cinta fortificate del Castello Frangipane. Ci sono due importanti fontane come quella degli Schiavi,opera dello scultore marinese Pompeo Castiglia e dello scalpellino Pietro Taccia e quella di Nettuno. Nota quest’ultima come la Fontana del Cavallo,scolpita dall’artista siciliano Michele Tripisciano nel 1889 e raffigura il Tritone che trattiene per le redini un cavallo marino. Uno dei monumenti più famosi è il Mitreo,di epoca romana,esso è uno dei siti più suggestivi della città. Tra le altre testimonianze del passato ricordiamo:la Torre di Guardia e l’antico Fontanile d’Ammonte.Tra i luoghi di culto troviamo la Basilca Collegiata di San Barnaba Apostolo risalente al XVII secolo e si trova nei pressi del Palazzo Comunale,la facciata è barocca come anche l’interno, la chiesa della Santissima Trinità,Santa Lucia,la chiesa di San Rocco,la Casa delle Monache Camporesi edificio realizzato in stile gotico romanico,Il Santuario della Madonna dell’Acqua Santa,Santa Maria delle Grazie è una delle più antiche chiese di Marino risalente al XV secolo e infine la Chiesa del SS. Rosario.

ALBANO LAZIALE (nuovo): Festa Patronale: San Pancrazio Martire (12 maggio)
Le origini della città di Albano Laziale risalgono al paleolitico,fra i 300.000 e i 100.000 anni fa e si sono estese fino al neolitico. Solo dopo lo spostamento del popolo degli Albani sulle rive del lago Albano vi fu un vero popolamento della zona,che portò alla fondazione della mitica Albalonga,città principale dei Latini e progenitrice di Roma. Nel periodo repubblicano molti aristocratici romani si stabilirono ad Albano,i ritrovamenti archeologici fanno intuire che,durante il periodo arcaico,la zona fosse occupata da boschi sacri,templi e luoghi di culto. Tra le ville fiorite nel periodo repubblicano la più degna di nota è quella di Pompeo Magno,edificio che passò successivamente nelle mani di altri personaggi di spicco quali Augusto,Tiberio,Caligola e Nerone. Tra i luoghi di culto più importanti troviamo:la Cattedrale sorta sulla rovine della basilica fatta erigere dall’Imperatore Costantino,nella cripta si possono ancora oggi ammirare i capitelli di stile ionico della precedente basilica paleocristiana,fatta erigere da papa Leone III (795-815),all’interno di essa ci sono magnifici monumenti; il convento e la Chiesa dei Cappuccini costruita nel 1619,essa presenta un’unica navata,presenta due importanti tele provenienti dalla scuola del Bernini;il Convento e Chiesa di S. Paolo eretti nel 1282 dal Cardinale Giacomo Savelli,lo stile è baroccheggiante,presenta numerose tele; il Convento e Chiesa di S. Maria della Stella edificati nella metà del XVI sec. realizzata in stile barocco ed ornato da marmi policromi posti nel settecento;la Chiesa si S. Maria della Rotonda consacrata nel 1060 subì diverse trasformazioni,l’opera più importante è l’antica icona della Madonna col Bambino;la Chiesa di S. Pietro Apostolo voluta dal Papa Ormisda (514-523 d.C.) ricavata da una grande sala delle terme romane fatte edificare dall’imperatore Caracalla. Altri monumenti come il Palazzo Savelli,attualmente sede comunale,costruito nel medioevo all’interno sono da notare la grande scalinata che porta al piano nobile e la Sala Nobile;il Sepolcro degli Orazi e Curiazi edificato in epoca repubblicana è un monumento realizzato in grandi parallelepipedi,su basamento quadrangolare;le Catacombe di S. Senatore situate sulla via Appia sorte tra la fine del III e l’inizio del IV sec. d.C. all’interno di esse ci sono affreschi raffigurante quello di Cristo insieme ad alcuni Santi come S. Senatore;I Cisternoni fatto costruire dagli architetti della II Legione Partica per garantire il rifornimento idrico per tutto l’accampamento.

VITERBO: Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto); Santa Rosa (4 settembre)
Capoluogo di provincia del Lazio é situata alle falde settentrionali dei monti Cimini. Di probabile origine etrusca, divenne in seguito un villaggio romano chiamato Vicuc Elbii, e quindi un centro fortificato (Castum Viterbii), che si sviluppò rapidamente, divenendo libero comune alla fine dell’XI secolo. Nel 1240 la città passò sotto il dominio dell’imperatore Federico II di Svevia e uno dei soggiorni preferiti dai papi, molti dei quali furono eletti a Viterbo, dove si tenevano i conclavi. La presenza della corte papale fino al 1281, fece di questa città un’importante centro commerciale e culturale, arricchito da notevoli edifici. Dopo una parentesi napoleonica, tornò alla Chiesa e fu occupata dalle truppe italiane il 12 settembre 1870. La città, mantiene ancora oggi, entro le mura, quasi intatte, la struttura urbanistica medievale e possiede un suggestivo e integro quartiere duecentesco attraversato da via San Pellegrino, lungo la quale si affacciano case costruite in scura pietra vulcanica e il Palazzo degli Alessandri. Nel centro storico, inoltre, si trova il santuario di Santa Rosa, edificato nel XVII secolo e rifatto nel XIX secolo. Ogni anno, si organizza una processione in onore della santa patrona, la cui statua viene fatta sfilare in una enorme costruzione di cartapesta nota come la “macchina di S. Rosa”, custodita per il resto dell’anno nella Chiesa della Pace costruita in stile barocco. Notevoli sono inoltre il gotico Palazzo dei Papi (costruito fra il 1255 e il 1267); le chiese romaniche di Santa Maria Nuova (1080) con numerose opere di pittura locale del XIV-XVI, di San Sisto (IX-XIII secolo; ricostruita dopo l’ultima guerra) e di San Maria della Verità (nelle vicinanze si trova anche il Museo civico, con una sezione archeologica e la Pinacoteca); la Cattedrale, del XII secolo, con facciata rinascimentale e campanile gotico; l’originale Fontana Grande, duecentesca (la più antica di Viterbo), divenuta ormai quasi simbolo della città; il Palazzo Comunale, iniziato nel 1460; la Rocca, sede del Museo Archeologico Nazionale dove sono conservate decorazioni e suppellettili della casa etrusca. Dal punto di vista economico, la città é il principale mercato agricolo del territorio circostante, con industrie alimentari e attività turistiche. Sviluppate le coltivazioni di cereali, viti, ulivi, nocciole, ortaggi, frutta, allevamento di bovini e suini, con colture specializzate di barbabietole da zucchero nella Maremma.

LATINA: Festa Patronale: San Marco (25 aprile); Santa Maria Goretti (7 luglio)
Latina è la prima delle quattro “città nuove” edificate tra il 1932 ed il 1937, nata con il nome di Littoria. Inizialmente fu abitata da coloni immigrati provenienti dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dall’Abruzzo e da altri centri del Lazio. Nata come centro rurale, ha trasformato la propria economia sotto la spinta dello sviluppo dell’industria, del commercio e la creazione di strutture per la cultura, i servizi e il turismo: L’Università Pontina, il Teatro ed il Palazzo Cultura, la grande area mussale di Piana delle Orme, strutture ricreative e sportive. Il territorio presenta diverse vestigia storiche: le stazioni di Tripontium e di Forum Appii, ricordate nella V satira di Orazio, scritte e dediche romane su ponti e spallette, ed i segni della bonifica di Papa Pio VI, come la bella chiesetta settecentesca di S. Paolo a Tor Tre Ponti. La sua area turistica si sviluppa sul fronte marittimo, dalla foce del fiume Astura alla foce di Rio Martino. La parte orientale ricade nel comprensorio del Parco Nazionale del Circeo, dove è racchiusa la famosa oasi di Fogliano, l’orto botanico e le strutture per l’animazione naturalistica e lo studio dell’ambiente.

ANZIO: Festa Patronale: Sant’Antonio da Padova (13 giugno)
Nell’antichità Antium fu per un lungo periodo capitale dei Volsci, fino a quando non venne assorbita dalla stato romano. Qui nacquero gli imperatori Caligola e Nerone. Quest’ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti. Resti delle ville romane sono visibili lungo tutta la costa: opere d’arte come La Fanciulla D?Anzio, L’Apollo del Belvedere sono state rinvenute nelle dimore dell’antica Antium. Fra queste, la più celebre è quella di Nerone, anche se non con precisione, collocata nei pressi del cosiddetto Arco Muto. Tuttavia l’antica Antium, o la maggior parte del su territorio si trovava dove ora sorge Nettuno (citato da Orazio nelle Odi),; infatti secondo gli storici molti nobili romani possedevano ville vicino il fiume Loracina, oggi Loricina, ecco perché nell’attuale Nettuno sono stati rinvenuti molti più reperti che in Anzio.

RIETI: Festa Patronale: Santa Barbara (4 dicembre)
Città e capoluogo di provincia del Lazio, si estende ai piedi di alcune alture, dominate dal monte Terminillo, lungo le rive del fiume Velino. La città fu fondata dai sabini con il nome di Reate, e nel 290 a.c. passò sotto l’influenza dei romani (che effettuano operazioni di bonifica), divenendo poi municipio nel periodo imperiale. Dopo essere stata annessa al Ducato di Spoleto, nel IX e X secolo fu devastata dai saraceni e nel 1149 dall’esercito di Ruggero II il Normanno. A partire dal 1198 fu comune guelfo e ospitò numerosi papi, fino alla cattività avignonese. Venne infine governata dallo Stato della Chiesa (eccezion fatta per il periodo napoleonico) e fu annessa al Regno d’Italia nel 1860. Ancora oggi, il centro storico conserva notevoli monumenti, fra i quali: il Palazzo Vescovile e l’adiacente Arco del vescovo, della fine del XII secolo; il Duomo, rinnovato nel Seicento, con portico del Quattrocento e campanile romano (nell’antico Battistero è ospitato il Museo diocesano); i palazzi Vecchiarelli, di Carlo Maderno (del XVI-XVII secolo), e dalla Prefettura. Il Palazzo Comunale ospita il museo civico, con sezioni di archeologia e di arti figurative (dipinti e sculture appartenenti al XIV-XX secolo). L’economia locale si basa sul commercio, sull’agricoltura e soprattutto sul turismo religioso (grazie alla presenza di quattro importanti conventi testimonianti la vita di San Francesco, tra cui quello di Greccio, sui monti attorno la città. Ricco è anche il turismo sportivo, specie invernale, grazie alla vicinanza degli impianti sciistici del Terminillo.

FIUGGI: Festa Patronale: San Biagio (3 febbraio)
Sorta su un vasto colle dei monti Ernici, la città di Fiuggi permette di godere di panorami meravigliosi. Caratteristico è il centro storico medievale, arroccato sulla collina, con i suoi vicoli, le piazzette, ripide scalinate e le casette costruite una sull’altra. Degne di attenzione sono la Colleggiata di San Pietro, la Chiesa di Santo Stefano (XV sec), la Chiesa della Madonna della Vittoria e la chiesa di San Biagion patrono di Fiuggi (Xii sec). A valle sorge una delle più importanti stazioni termali d’Europa, nel verde dei boschi dei castagni, pini e querce. Apprezzata da Bonifacio VIII e lodata da Michelangelo, l’acqua che sgorga dalla sorgente Bonifacio VIII e dalla Fonte Articolana, oltre ad avere proprietà diuretiche, ha la capacità di sciogliere ed espellere i calcoli renali e a prevenirne la formazione. Fiuggi è un centro estremamente attivo e vivace con la sua arte, la storia, gli spettacoli e lo sport. Le terme, infatti, offrono non solo la possibilità di curarsi, respirando aria purissima e godendo di stupendi ed incontaminati paesaggi, ma anche l’opportunità di divertirsi, usufruendo dei campi da tennis, campi da bocce, minigolf, ping pong, un vasto spazio per i giochi dei bambini. Un’orchestra, inoltre, anima la pista da ballo e spettacoli con personaggi di rilievo nazionale e internazionale, vengono organizzati all’interno del parco. La città fa parte della cosiddetta Ciociaria, che offre numerose attrattive per gli amanti della natura: le oasi naturalistiche della Selva di Paliano e del lago di Posta Fibreno, i laghi di Canterno e Cardito, la Cascata di Isola del Liri, l’interessante Arpino. Da visitare sono anche le Grotte di Pastena, che costituiscono uno dei patrimoni speleologici più interessanti d’Italia.

GAETA: Festa Patronale: Santi Erasmo e Marciano (2 giugno)
Mitico ed avvolto da leggende è l'origine del nome di Gaeta (Caieta). Virgilio (Eneide, VII) vi fece morire la nutrice di Enea, che avrebbe dato il nome al luogo. E Dante, quasi a significare la storicità del poema virgiliano, confermò l'avvenimento (Inferno, XXVI). Secondo il geografo Strabone, invece, il nome sarebbe derivato dalla voce dorica "Kaietas", con il significato d'insenatura, già approdo di navigatori fenici e greci. Nell'età romana Gaeta divenne un rinomato luogo di villeggiatura di vari imperatori e, come nota Cicerone, un porto di notevole importanza. Sin dall'ultimo secolo della repubblica, sulle circostanti colline, luogo della lunata spiaggia della rada di Gaeta, e su tutta la costiera verso Sperlonga, sorsero grandiose ville con giardini e piscine, ninfei, templi e mausolei di cui restano ovunque imponenti testimonianza. Ancor oggi ammiriamo le tombe dei consoli Lucio Munazio Planco, sulla sommità di Monte Orlando, e di Lucio Sempronio Atratino, sul versante settentrionale dell'omonimo colle.

FROSINONE: Festa Patronale: San Silverio e Sant’Ormisda (20 giugno)
Già nel 1914 il Comune di Frosinone aveva aderito al consorzio per le biblioteche popolari costituitosi a Roma. Nel 1937 il Cav. Antonio Turriziani donò al Comune la casa natia del figlio, Norberto, deceduto durante la prima guerra mondiale, purché fosse destinata ad ospitare la sede della biblioteca comunale. Due anni dopo, con delibera n. 109 del 15 giugno 1939, fu istituita la Biblioteca Comunale di Frosinone, denominata Norberto Turriziani ed ubicata nell'omonimo e centrale Palazzo sito in Corso Vittorio Emanuele (successivamente della Repubblica). Attualmente, la biblioteca comunale di Frosinone ha riacquistato autonomia gestionale ed esercita la propria attività dislocata nelle due sedi di via De Mattias, (dove continua a gestire il servizio insieme alla biblioteca provinciale) e nello storico Palazzo Turriziani, inaugurato nel mese di maggio del 2002. Molto poco rimane attualmente della città romana, circondata da mura almeno dalla fine del III sec. a.C., come si ricava da Livio che le menziona per l'anno 202 e attraversata dalla via Latina, che doveva superare il Cosa passando sul ponte in località Mola Nuova, dove, tra la fine del I e l’inizio del II sec. d.C., si colloca l’anfiteatro. Le strutture superstiti del monumento, gravemente alterato da interventi moderni e di cui il Museo espone un plastico ricostruttivo, appartengono alla sostruzione della cavea, la parte destinata agli spettatori forse costituita, a Frosinone, da un unico ordine di gradinate. Alle estremità dell'asse maggiore dell'edificio, dalla tipica forma ellittica, si aprivano gli ingressi principali all'arena, lo spazio centrale in cui si svolgevano i munera (lotte tra gladiatori) e le venationes (combattimenti con fiere). La realizzazione dell'anfiteatro e le altre testimonianze archeologiche pervenuteci, come la tomba in località S. Angelo e le sculture in marmo trovate presso piazza Garibaldi, sono indici dello svolgersi di impegnative attività a carattere edilizio e ornamentale. Tali attività, sia pubbliche che private, dimostrano che Frusino, ricordata in una delle satire di Giovenale come luogo tranquillo e gradevole, dovette mantenere una certa vitalità ancora in epoca imperiale.

OSTIA: Festa Patronale: Sant’Agostino
Il nuovo Porto sorge presso la foce del Tevere, il fiume di Roma,in una vasta area finora scarsamente utilizzata, il progetto in attuazione prevede, alle spalle della struttura portuale, la realizzazione di un grande parco naturalistico ecologico, destinato al ripopolamento faunistico e vegetazionale. La salvaguardia ambientale si sposa qui con la rivalutazione di un area dalle molte potenzialità, offrendo così, ai dipartisti di tutto il mondo, l’occasione unica di "sbarcare" a Roma, avendo a disposizione oltre ai musei, le piazze, i monumenti di una fra le città più belle del mondo le spiagge, i parchi, i locali notturni del litorale, senza dimenticare le tante isole a poche miglia dalla costa. Progettato per raccogliere barche di tutte le dimensioni, il Porto offre un bacino portuale di profondità variabile: dai 5 metri dell’imboccatura dell’avamporto ai 4,50 metri del bacino settentrionale, destinato alle barche più grandi,fino ad un minimo di 3,50 metri per il bacino meridionale, riservato alle barche più piccole. I due moli garantiscono la protezione delle imbarcazioni, anche in caso di mareggiate violente.




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