PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE: ROMA-FROSINONE 82 km; ROMA-LATINA
69 km
LATINA-FROSINONE 100 km; OSTIA-FIUGGI 95 km
VIAGGIO
NEL LAZIO
Il Lazio
si trova nell'Italia centrale e le sue coste sono bagnate dal
Mar Tirreno. Il territorio è in maggioranza collinare
(54%), montagna (26%) e pianura (20%) hanno rilevanza minore.
La vetta più alta, il Monte Gorzano (2458 metri), si
trova sul confine con l'Abruzzo. Il fiume principale è
il Tevere, terzo fiume italiano, segue in ordine di lunghezza
il Liri-Garigliano. Nella regione vi sono alcuni importanti
laghi, come quelli di Bolsena e Bracciano, entrambi di origine
vulcanica. Lungo il litorale tirrenico sorgono alcune pianure;
appartengono al Lazio le isole Ponziane. Roma, oltre ad essere
capitale d'Italia e capoluogo regionale, è il comune
più esteso e popolato della nostra penisola, con oltre
due milioni e mezzo di abitanti. Gli altri centri capoluoghi
delle rispettive province sono Latina, Viterbo, Frosinone, Rieti;
superano i 50.000 abitanti Guidonia Montecelio, Aprilia, Tivoli,
Fiumicino e Civitavecchia. Il territorio è prevalentemente
montuoso e collinoso, mentre le pianure si trovano in prossimità
dei litorali costieri. Nella parte orientale troviamo una modesta
sezione di Appennino, che incastra le zone di confine con l’Umbria,
le Marche e gli Abruzzi. Sorgono in questo territorio i bassi
e isolati Monti Sabini e i Monti Reatini nei quali sorge il
monte più alto: il Terminillo con i suoi 2213 m. Costeggiando
il confine con gli Abruzzi, troviamo i Monti Simbruini e i Monti
Ernici caratterizzati dalla loro siccità e scarsa vegetazione.
Tra gli Ernici e i monti del Preappennino, si trova la valle
della Ciociaria, zona molto fertile dove passano i fiumi Liri
e Sacco. La zona settentrionale della Regione, tra il Tevere
e la costa, è occupata da un serie di monti che sono:
i Monti Cimini, i Monti Volsini e i Monti Sabatini. A sud del
Tevere c’è il gruppo dei Colli Albani. Ancor prima
della nascita di Roma, questo territorio era chiamato Lazio,
dal latino Latium, abitato dal popolo dei latini ed era situato
nella zona del basso Tevere. Dopo il periodo dell’epoca
repubblicana i confini si allargarono e con l’ordinamento
di Augusto nell’epoca romana, la Regione comprendeva sia
il Lazio che la Campania.
ROMA:
Festa Patronale: Santi Pietro e Paolo (29 giugno)
La città capitale d’Italia, fu fondata secondo
la legenda, dai due gemelli Romolo e Remo nel 753 a.C.. La storia
di Roma antica é tradizionalmente suddivisa in età
monarchica ( dal 753, data leggendaria di fondazione, al 509
a.C.), repubblicana (fino al 476, anno di cessazione dell’Impero
d’Occidente). Fino al III secolo fu una storia contraddistinta
da una serie di successi che trasformarono un insieme di villaggi,
formatisi sul Palatino e sui colli circostanti, nella capitale
politica e culturale del mondo civile. Dopo questo periodo cominciò
una lenta e inarrestabile decadenza che continuò nel
VI e VII sec., sotto il potere bizantino, per invertirsi poi,
nell’VIII sec., grazie alla protezione dei re franchi
che diedero il via alla formazione di uno Stato Pontificio nell’Italia
centrale. Roma divenne perciò “Urbe” dei
papi e, rimanendo nei secoli quasi immutata nel suo splendore,
giunse, nel 1870, in occasione della Breccia di Porta Pia, all’unità
d’Italia diventando anche capitale. Dal punto di vista
artistico e architettonico, Roma offre ancora oggi al visitatore
un’impressionante numero di reperti e monumenti. Nella
centralissima via dei Fiori, é possibile ammirare la
Colonna Traiana, il maestoso altare della Patria, il Campidoglio
(sede del comune), la Scala di Michelangelo, il Marco Aurelio
e leggendaria rupe Tarpea. Per non parlare del Palazzo Montecitorio,
piazza Popolo, Villa Borghese, il Quirinale, Piazza di Spagna,
laFontana di Trevi, il Colosseo, la Trinità dei Monti,
il Circo Massimo del II sec. d.C., l’Arco di Costantino,
le Terme di Caracalla, Piazza Navona e l’Arca Pacis, mausoleo
augusteo. Impossibile non visitare la Basilica di San Giovanni
Luterano, S. Paolo, Santa Maria Maggiore, Castel Sant’Angelo,
la Basilica di San Pietro, con la sua cupola ed il suo immenso
patrimonio artistico. Per non parlare di Piazza Venezia, del
Museo dei Conservatori, i Musei Capitolini, con la loro Pinacoteca,
e la Galleria Borghese. Elencate tutte le ricchezze appartenenti
all’immenso patrimonio artistico di questa splendida città
é davvero un’impresa ardua.
1)
PALAZZO BARBERINI
Edificato inizialmente dai Colonna intorno al 1050 sulle strutture
dell’ultimo livello dell’antico tempio dedicato
a Fortuna Primigenia, oggi ospita il Museo Nazionale Archeologico.
La residenza fu completamente distrutta una prima volta nel
1298 da papa Bonifacio VIII e, nel 1437 da Eugenio IV. I Colonna
la riedificarono alla fine del Quattrocento e vendettero il
feudo a papa Urbano VII Barberini.
L’inusuale facciata concava è dovuta al fatto che
occupa lo spazio che racchiudeva la cavea teatrale preservata,
come scalinata d’accesso. All’interno sono presenti
i resti del vecchio portico corinzio che cingeva la cavea. Agli
inizi del ‘900 il principe Luigi lo restaurò e
vi creò il Museo Barberiniano. Nel 1956 lo Stato ne acquistò
e restaurò un’ala per farne l’attuale Museo
Nazionale Archeologico. Dal 1994, il museo ospita la celebre
Triade Capitolina, gruppo scultoreo raffigurante Giove, Giunone
e Minerva, trafugata nel corso di scavi clandestini da una villa
di età imperiale, presso Guidonia Montecelio e il mirabile
mosaico nilotico, risalente alla fine del II secolo a.C.
2)
PALAZZO RUSPOLI
Inizialmente era una semplice costruzione fortificata a picco
sul lago, in mano ai Conti di Muscolo.
Il castello si articolava attorno alla Torre Maggiore o Saracena,
tuttora esistente. Nel 1572 Nemi venne acquistata da Frangipane
che, modificò l’edificio separando il palazzo dal
castello. In seguito, fu venduto a Luigi Onesti Braschi che
lo fece restaurare da Giuseppe Valadier che costruì la
nuova ala di Braschi dietro la torre maggiore, sopraelevando
ed ampliando le precedenti costruzioni. Nel 1901 il palazzo
fu acquistato dai Ruspali che vi apportarono l’ultima
modifica architettonica.
Negli anni ’90 la principessa Ruspali lo vendette ad una
società privata, che intraprese enormi lavori di restauro,
grazie ai quali la decorazione pittorica è stata in larga
parte recuperata.
3)
PALAZZO COMUNALE
Il Palazzo Comunale, i cui lavori iniziali di costruzione furono
affidati a Giacomo Della Porta, venne ultimato da Filippo Barigioni
nel 1720. il palazzo di pianta rettangolare e senza cortile,
appare sobrio ed elegante. All’interno, due grandi scaloni
salgono per tre piani, a partire dal piano rialzato. Alla fine
dell’ Ottocento, il Palazzo Comunale divenne sede di un
Museo civico che, fra le diverse opere che espone, ospita il
Sarcofago delle fatiche di Ercole, o “Sarcofago di Velletri”
(II secolo d.c.), a forma di tempietto e straordinariamente
scolpito con il mito di Ercole ed altre scene.
4)
VILLA MONDRAGONE (MONTEPORZIO CATONE)
Ai piedi dei colli del Tuscolo sorge la più grande villa
barocca dell’area romana. Nel 1567 il cardinale Marco
Sittico Altemps, nipote di Pio IV, acquistala piccola villa
Angelina e, in seguito fece costruire una nuova villa chiamata
Mondragone, in onore del suo amico cardinale Ugo Boncompagni.
La villa con i suoi tre palazzi era in grado di accogliere sia
la corte del cardinale che quella del pontefice. Alla morte
del cardinale, Altemps vendette tutti i suoi possedimenti al
cardinale Scipione Borghese. Il complesso venne risistemato
da Visanzio, così che i due palazzi principali vennero
uniti da una nuova ala da un lato e da una galleria dall’altro.
In questo modo si ottenne un unico, enorme edificio con un immenso
cortile interno. Vesanzio costruì anche una secondaloggia
che divise in due il giardino originario, chiuso da un teatro
d’acqua. Il cardinale Scipione riempì poi il palazzo
con affreschi ed opere d’arte. Nel 1633 Mondragone fu
spogliata di tutti i suoi preziosi tesori da Camillo Borghese
e, nel 1981 il complesso è divenuto sede di rappresentanza
e centro congressi dell’ Università degli studi
di Roma Tor Vergata.
4)
VILLA SORA (FRASCATI)
Lungo la via Tuscolana, circondata da un ampio giardino si erge
Villa Sora, oggi divenuta un istituto scolastico retto dai padri
Salesiani. La sua realizzazione risale intorno al 1570 quando,
conte Giulio Moroni, acquistò il fondo detto “la
Torricella” e, trasformando l’edificio preesistente
in una villa tanto raffinata da potervi ospitare Papa Gregorio
XIII Boncompagni.
Nel 1600 la proprietà fu acquistata dal figlio naturale
di Gregorio XIII, Giovanni Boncompagni, duca di Sora, da cui
il nuovo nome della villa. A questo periodo risalgono affreschi
raffiguranti Apollo e le nove muse, eseguiti da Cesare Rossetti
della bottega del Cavalier D’Arpino. Accanto alla sala
si trova la cappella privata, dedicata a S. Carlo Borromeo e
affrescata nella seconda metà del Settecento.
5)
PALAZZO COLONNA
La storia del palazzo, edificato nell’XI secolo, è
legata alla famiglia Colonna.
Ottone Colonna modificò il castello medievale arricchendolo
con finestre rinascimentali a croce guelfa. Successivamente
l’edificio, appartenente anche ai Borgia, fu trasformato
da castello a palazzo signorile grazie all’aggiunta di
raffinate logge e portici. Dal lato Sud, l’edificio è
collegato al centro dell’abitato da un ponte ad arco unico
che scavalca un profondo fossato, e dal lato Nord da un ponte
di recente costruzione che ha sostituito quello che una volta
univa il palazzo ai giardini.
Il cortile è impreziosito da una fontana seicentesca
e da una loggia a due ordini di arcate a tutto sesto su colonne
n marmo, progettata dall’architetto Antonio Del Grande.
Dal 1969 il palazzo è di proprietà del comune
di Genazzano, oggi sede del Polo Internazionale di Arte Contemporanea.
TIVOLI:
Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto)
La città di Tivoli, è nata probabilmente in seguito
all’unione di alcuni insediamenti latini, nel VI secolo
a.C. Tibur (questo fu il suo primo nome) venne sottomessa da
Roma nel 338 a.C., a partire dalla fine della Repubblica. Numerosi
uomini politici e imperatori, fra i quali Orazio, Mecenate e
Adriano, vi costruirono altrettante numerose ed imponenti ville.
Dopo la dominazione degli ostrogoti, divenne il capoluogo di
ducato bizantino, quindi libero Comune e, dal 1259 al 1816,
capoluogo di provincia. Dal 1443 divenne stabile possedimento
dello stato della Chiesa e ne seguì le sorti. Nel 1826,
in seguito ad una grande piena, l’Aniene venne deviato
per la regolamentazione delle acque mediante lo scavo del traforo
gregoriano (papa Gregorio XVI, nel 1835), che creò la
celebre Grande cascata, alta 160 m, a lato della verde Villa
Gregoriana con numerose grotte e cascatelle. Dal punto di vista
artistico e architettonico, numerosi sono i luoghi d’interesse.
Il centro storico è ricco di palazzi e palazzetti cinquecenteschi
e di case del periodo medievale. Vi si trovano notevoli ruderi
romani e monumenti fra i quali il piccolo tempio circolare detto
di Vesta, il tempio Tiburno, e i resti dell’Anfiteatro
del II secolo d.C.; la chiesa di San Pietro alla Carità;
il Duomo, dall’interno settecentesco che conserva una
deposizione lignea e un trittico del XII (nei pressi si trova
anche la Mensa ponderaria, pesa pubblica romana); la Rocca Pia,
con quattro torri angolari, voluta da papa Pio II (1461); la
Villa d’Este, ideata, nel cinquecento da Pirro Ligorio
per il Cardinale Ippolito d’Este, il cui celebre giardino
a terrazze su vari livelli è ornato da fontane e innumerevoli
giochi d’acqua.
MARINO
(nuovo): Festa Patronale: San Barnaba
Apostolo (11 giugno)
Marino, oltre ad essere compresa nel Parco Regionale dell’Appia
Antica,fa parte anche del territorio del Parco Regionale dei
Castelli Romani. Tutta l’area, come pure l’intero
sottosuolo di Roma,trae origine dai depositi di lava,tufo e
pozzolana del sistema vulcanico dei Colli Albani. Dominati dal
Monte Cavo,i castelli Romani,il cui nome deriva dai centri fortificati
creati nell’alto medioevo dalle famiglie baronali. Tutti
i paesi del Parco sono caratterizzati dalla presenza di una
fitta macchia,di boschi di castagno e quercia,mentre la selva
Ferentana di Marino è ricca di lecci,olmi,tigli e agrifogli.
È’ proprio in questo habitat ideale che crescono
la vite e l’olivo, principali protagonisti della tradizione
gastronomica,altra forte attrattiva di questa zona. Tra i monumenti
più importanti di Marino troviamo l’antico Palazzo
Colonna,sede della casa comunale. Si ritiene che sia stato progettato
nel 1532 dall’architetto Antonio da San Gallo che iniziò
i lavori ripresi poi da Marcantonio II Colonna nel 1560. L’ingresso
più famoso del paese è quello su Piazza Matteotti
su cui troneggia la Fontana dei Mori,simbolo di Marino,Palazzo
Matteotti e Palazzo Castagna con due torrioni risalenti al 1200,resti
delle antiche cinta fortificate del Castello Frangipane. Ci
sono due importanti fontane come quella degli Schiavi,opera
dello scultore marinese Pompeo Castiglia e dello scalpellino
Pietro Taccia e quella di Nettuno. Nota quest’ultima come
la Fontana del Cavallo,scolpita dall’artista siciliano
Michele Tripisciano nel 1889 e raffigura il Tritone che trattiene
per le redini un cavallo marino. Uno dei monumenti più
famosi è il Mitreo,di epoca romana,esso è uno
dei siti più suggestivi della città. Tra le altre
testimonianze del passato ricordiamo:la Torre di Guardia e l’antico
Fontanile d’Ammonte.Tra i luoghi di culto troviamo la
Basilca Collegiata di San Barnaba Apostolo risalente al XVII
secolo e si trova nei pressi del Palazzo Comunale,la facciata
è barocca come anche l’interno, la chiesa della
Santissima Trinità,Santa Lucia,la chiesa di San Rocco,la
Casa delle Monache Camporesi edificio realizzato in stile gotico
romanico,Il Santuario della Madonna dell’Acqua Santa,Santa
Maria delle Grazie è una delle più antiche chiese
di Marino risalente al XV secolo e infine la Chiesa del SS.
Rosario.
ALBANO
LAZIALE (nuovo): Festa Patronale: San Pancrazio Martire
(12 maggio)
Le origini della città di Albano Laziale risalgono al
paleolitico,fra i 300.000 e i 100.000 anni fa e si sono estese
fino al neolitico. Solo dopo lo spostamento del popolo degli
Albani sulle rive del lago Albano vi fu un vero popolamento
della zona,che portò alla fondazione della mitica Albalonga,città
principale dei Latini e progenitrice di Roma. Nel periodo repubblicano
molti aristocratici romani si stabilirono ad Albano,i ritrovamenti
archeologici fanno intuire che,durante il periodo arcaico,la
zona fosse occupata da boschi sacri,templi e luoghi di culto.
Tra le ville fiorite nel periodo repubblicano la più
degna di nota è quella di Pompeo Magno,edificio che passò
successivamente nelle mani di altri personaggi di spicco quali
Augusto,Tiberio,Caligola e Nerone. Tra i luoghi di culto più
importanti troviamo:la Cattedrale sorta sulla rovine della basilica
fatta erigere dall’Imperatore Costantino,nella cripta
si possono ancora oggi ammirare i capitelli di stile ionico
della precedente basilica paleocristiana,fatta erigere da papa
Leone III (795-815),all’interno di essa ci sono magnifici
monumenti; il convento e la Chiesa dei Cappuccini costruita
nel 1619,essa presenta un’unica navata,presenta due importanti
tele provenienti dalla scuola del Bernini;il Convento e Chiesa
di S. Paolo eretti nel 1282 dal Cardinale Giacomo Savelli,lo
stile è baroccheggiante,presenta numerose tele; il Convento
e Chiesa di S. Maria della Stella edificati nella metà
del XVI sec. realizzata in stile barocco ed ornato da marmi
policromi posti nel settecento;la Chiesa si S. Maria della Rotonda
consacrata nel 1060 subì diverse trasformazioni,l’opera
più importante è l’antica icona della Madonna
col Bambino;la Chiesa di S. Pietro Apostolo voluta dal Papa
Ormisda (514-523 d.C.) ricavata da una grande sala delle terme
romane fatte edificare dall’imperatore Caracalla. Altri
monumenti come il Palazzo Savelli,attualmente sede comunale,costruito
nel medioevo all’interno sono da notare la grande scalinata
che porta al piano nobile e la Sala Nobile;il Sepolcro degli
Orazi e Curiazi edificato in epoca repubblicana è un
monumento realizzato in grandi parallelepipedi,su basamento
quadrangolare;le Catacombe di S. Senatore situate sulla via
Appia sorte tra la fine del III e l’inizio del IV sec.
d.C. all’interno di esse ci sono affreschi raffigurante
quello di Cristo insieme ad alcuni Santi come S. Senatore;I
Cisternoni fatto costruire dagli architetti della II Legione
Partica per garantire il rifornimento idrico per tutto l’accampamento.
VITERBO:
Festa Patronale: San Lorenzo (10 agosto); Santa Rosa (4 settembre)
Capoluogo di provincia del Lazio é situata alle falde
settentrionali dei monti Cimini. Di probabile origine etrusca,
divenne in seguito un villaggio romano chiamato Vicuc Elbii,
e quindi un centro fortificato (Castum Viterbii), che si sviluppò
rapidamente, divenendo libero comune alla fine dell’XI
secolo. Nel 1240 la città passò sotto il dominio
dell’imperatore Federico II di Svevia e uno dei soggiorni
preferiti dai papi, molti dei quali furono eletti a Viterbo,
dove si tenevano i conclavi. La presenza della corte papale
fino al 1281, fece di questa città un’importante
centro commerciale e culturale, arricchito da notevoli edifici.
Dopo una parentesi napoleonica, tornò alla Chiesa e fu
occupata dalle truppe italiane il 12 settembre 1870. La città,
mantiene ancora oggi, entro le mura, quasi intatte, la struttura
urbanistica medievale e possiede un suggestivo e integro quartiere
duecentesco attraversato da via San Pellegrino, lungo la quale
si affacciano case costruite in scura pietra vulcanica e il
Palazzo degli Alessandri. Nel centro storico, inoltre, si trova
il santuario di Santa Rosa, edificato nel XVII secolo e rifatto
nel XIX secolo. Ogni anno, si organizza una processione in onore
della santa patrona, la cui statua viene fatta sfilare in una
enorme costruzione di cartapesta nota come la “macchina
di S. Rosa”, custodita per il resto dell’anno nella
Chiesa della Pace costruita in stile barocco. Notevoli sono
inoltre il gotico Palazzo dei Papi (costruito fra il 1255 e
il 1267); le chiese romaniche di Santa Maria Nuova (1080) con
numerose opere di pittura locale del XIV-XVI, di San Sisto (IX-XIII
secolo; ricostruita dopo l’ultima guerra) e di San Maria
della Verità (nelle vicinanze si trova anche il Museo
civico, con una sezione archeologica e la Pinacoteca); la Cattedrale,
del XII secolo, con facciata rinascimentale e campanile gotico;
l’originale Fontana Grande, duecentesca (la più
antica di Viterbo), divenuta ormai quasi simbolo della città;
il Palazzo Comunale, iniziato nel 1460; la Rocca, sede del Museo
Archeologico Nazionale dove sono conservate decorazioni e suppellettili
della casa etrusca. Dal punto di vista economico, la città
é il principale mercato agricolo del territorio circostante,
con industrie alimentari e attività turistiche. Sviluppate
le coltivazioni di cereali, viti, ulivi, nocciole, ortaggi,
frutta, allevamento di bovini e suini, con colture specializzate
di barbabietole da zucchero nella Maremma.
LATINA:
Festa Patronale: San Marco (25 aprile); Santa Maria Goretti
(7 luglio)
Latina è la prima delle quattro “città nuove”
edificate tra il 1932 ed il 1937, nata con il nome di Littoria.
Inizialmente fu abitata da coloni immigrati provenienti dal
Veneto, dall’Emilia Romagna, dall’Abruzzo e da altri
centri del Lazio. Nata come centro rurale, ha trasformato la
propria economia sotto la spinta dello sviluppo dell’industria,
del commercio e la creazione di strutture per la cultura, i
servizi e il turismo: L’Università Pontina, il
Teatro ed il Palazzo Cultura, la grande area mussale di Piana
delle Orme, strutture ricreative e sportive. Il territorio presenta
diverse vestigia storiche: le stazioni di Tripontium e di Forum
Appii, ricordate nella V satira di Orazio, scritte e dediche
romane su ponti e spallette, ed i segni della bonifica di Papa
Pio VI, come la bella chiesetta settecentesca di S. Paolo a
Tor Tre Ponti. La sua area turistica si sviluppa sul fronte
marittimo, dalla foce del fiume Astura alla foce di Rio Martino.
La parte orientale ricade nel comprensorio del Parco Nazionale
del Circeo, dove è racchiusa la famosa oasi di Fogliano,
l’orto botanico e le strutture per l’animazione
naturalistica e lo studio dell’ambiente.
ANZIO:
Festa Patronale: Sant’Antonio da Padova (13 giugno)
Nell’antichità Antium fu per un lungo periodo capitale
dei Volsci, fino a quando non venne assorbita dalla stato romano.
Qui nacquero gli imperatori Caligola e Nerone. Quest’ultimo
fondò una colonia di veterani in città e costruì
un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti. Resti
delle ville romane sono visibili lungo tutta la costa: opere
d’arte come La Fanciulla D?Anzio, L’Apollo del Belvedere
sono state rinvenute nelle dimore dell’antica Antium.
Fra queste, la più celebre è quella di Nerone,
anche se non con precisione, collocata nei pressi del cosiddetto
Arco Muto. Tuttavia l’antica Antium, o la maggior parte
del su territorio si trovava dove ora sorge Nettuno (citato
da Orazio nelle Odi),; infatti secondo gli storici molti nobili
romani possedevano ville vicino il fiume Loracina, oggi Loricina,
ecco perché nell’attuale Nettuno sono stati rinvenuti
molti più reperti che in Anzio.
RIETI:
Festa Patronale: Santa Barbara (4 dicembre)
Città e capoluogo di provincia del Lazio, si estende
ai piedi di alcune alture, dominate dal monte Terminillo, lungo
le rive del fiume Velino. La città fu fondata dai sabini
con il nome di Reate, e nel 290 a.c. passò sotto l’influenza
dei romani (che effettuano operazioni di bonifica), divenendo
poi municipio nel periodo imperiale. Dopo essere stata annessa
al Ducato di Spoleto, nel IX e X secolo fu devastata dai saraceni
e nel 1149 dall’esercito di Ruggero II il Normanno. A
partire dal 1198 fu comune guelfo e ospitò numerosi papi,
fino alla cattività avignonese. Venne infine governata
dallo Stato della Chiesa (eccezion fatta per il periodo napoleonico)
e fu annessa al Regno d’Italia nel 1860. Ancora oggi,
il centro storico conserva notevoli monumenti, fra i quali:
il Palazzo Vescovile e l’adiacente Arco del vescovo, della
fine del XII secolo; il Duomo, rinnovato nel Seicento, con portico
del Quattrocento e campanile romano (nell’antico Battistero
è ospitato il Museo diocesano); i palazzi Vecchiarelli,
di Carlo Maderno (del XVI-XVII secolo), e dalla Prefettura.
Il Palazzo Comunale ospita il museo civico, con sezioni di archeologia
e di arti figurative (dipinti e sculture appartenenti al XIV-XX
secolo). L’economia locale si basa sul commercio, sull’agricoltura
e soprattutto sul turismo religioso (grazie alla presenza di
quattro importanti conventi testimonianti la vita di San Francesco,
tra cui quello di Greccio, sui monti attorno la città.
Ricco è anche il turismo sportivo, specie invernale,
grazie alla vicinanza degli impianti sciistici del Terminillo.
FIUGGI:
Festa Patronale: San Biagio (3 febbraio)
Sorta su un vasto colle dei monti Ernici, la città di
Fiuggi permette di godere di panorami meravigliosi. Caratteristico
è il centro storico medievale, arroccato sulla collina,
con i suoi vicoli, le piazzette, ripide scalinate e le casette
costruite una sull’altra. Degne di attenzione sono la
Colleggiata di San Pietro, la Chiesa di Santo Stefano (XV sec),
la Chiesa della Madonna della Vittoria e la chiesa di San Biagion
patrono di Fiuggi (Xii sec). A valle sorge una delle più
importanti stazioni termali d’Europa, nel verde dei boschi
dei castagni, pini e querce. Apprezzata da Bonifacio VIII e
lodata da Michelangelo, l’acqua che sgorga dalla sorgente
Bonifacio VIII e dalla Fonte Articolana, oltre ad avere proprietà
diuretiche, ha la capacità di sciogliere ed espellere
i calcoli renali e a prevenirne la formazione. Fiuggi è
un centro estremamente attivo e vivace con la sua arte, la storia,
gli spettacoli e lo sport. Le terme, infatti, offrono non solo
la possibilità di curarsi, respirando aria purissima
e godendo di stupendi ed incontaminati paesaggi, ma anche l’opportunità
di divertirsi, usufruendo dei campi da tennis, campi da bocce,
minigolf, ping pong, un vasto spazio per i giochi dei bambini.
Un’orchestra, inoltre, anima la pista da ballo e spettacoli
con personaggi di rilievo nazionale e internazionale, vengono
organizzati all’interno del parco. La città fa
parte della cosiddetta Ciociaria, che offre numerose attrattive
per gli amanti della natura: le oasi naturalistiche della Selva
di Paliano e del lago di Posta Fibreno, i laghi di Canterno
e Cardito, la Cascata di Isola del Liri, l’interessante
Arpino. Da visitare sono anche le Grotte di Pastena, che costituiscono
uno dei patrimoni speleologici più interessanti d’Italia.
GAETA:
Festa Patronale: Santi Erasmo e Marciano (2 giugno)
Mitico ed avvolto da leggende è l'origine del nome di
Gaeta (Caieta). Virgilio (Eneide, VII) vi fece morire la nutrice
di Enea, che avrebbe dato il nome al luogo. E Dante, quasi a
significare la storicità del poema virgiliano, confermò
l'avvenimento (Inferno, XXVI). Secondo il geografo Strabone,
invece, il nome sarebbe derivato dalla voce dorica "Kaietas",
con il significato d'insenatura, già approdo di navigatori
fenici e greci. Nell'età romana Gaeta divenne un rinomato
luogo di villeggiatura di vari imperatori e, come nota Cicerone,
un porto di notevole importanza. Sin dall'ultimo secolo della
repubblica, sulle circostanti colline, luogo della lunata spiaggia
della rada di Gaeta, e su tutta la costiera verso Sperlonga,
sorsero grandiose ville con giardini e piscine, ninfei, templi
e mausolei di cui restano ovunque imponenti testimonianza. Ancor
oggi ammiriamo le tombe dei consoli Lucio Munazio Planco, sulla
sommità di Monte Orlando, e di Lucio Sempronio Atratino,
sul versante settentrionale dell'omonimo colle.
FROSINONE:
Festa Patronale: San Silverio e Sant’Ormisda (20 giugno)
Già nel 1914 il Comune di Frosinone aveva aderito al
consorzio per le biblioteche popolari costituitosi a Roma. Nel
1937 il Cav. Antonio Turriziani donò al Comune la casa
natia del figlio, Norberto, deceduto durante la prima guerra
mondiale, purché fosse destinata ad ospitare la sede
della biblioteca comunale. Due anni dopo, con delibera n. 109
del 15 giugno 1939, fu istituita la Biblioteca Comunale di Frosinone,
denominata Norberto Turriziani ed ubicata nell'omonimo e centrale
Palazzo sito in Corso Vittorio Emanuele (successivamente della
Repubblica). Attualmente, la biblioteca comunale di Frosinone
ha riacquistato autonomia gestionale ed esercita la propria
attività dislocata nelle due sedi di via De Mattias,
(dove continua a gestire il servizio insieme alla biblioteca
provinciale) e nello storico Palazzo Turriziani, inaugurato
nel mese di maggio del 2002. Molto poco rimane attualmente della
città romana, circondata da mura almeno dalla fine del
III sec. a.C., come si ricava da Livio che le menziona per l'anno
202 e attraversata dalla via Latina, che doveva superare il
Cosa passando sul ponte in località Mola Nuova, dove,
tra la fine del I e l’inizio del II sec. d.C., si colloca
l’anfiteatro. Le strutture superstiti del monumento, gravemente
alterato da interventi moderni e di cui il Museo espone un plastico
ricostruttivo, appartengono alla sostruzione della cavea, la
parte destinata agli spettatori forse costituita, a Frosinone,
da un unico ordine di gradinate. Alle estremità dell'asse
maggiore dell'edificio, dalla tipica forma ellittica, si aprivano
gli ingressi principali all'arena, lo spazio centrale in cui
si svolgevano i munera (lotte tra gladiatori) e le venationes
(combattimenti con fiere). La realizzazione dell'anfiteatro
e le altre testimonianze archeologiche pervenuteci, come la
tomba in località S. Angelo e le sculture in marmo trovate
presso piazza Garibaldi, sono indici dello svolgersi di impegnative
attività a carattere edilizio e ornamentale. Tali attività,
sia pubbliche che private, dimostrano che Frusino, ricordata
in una delle satire di Giovenale come luogo tranquillo e gradevole,
dovette mantenere una certa vitalità ancora in epoca
imperiale.
OSTIA:
Festa Patronale: Sant’Agostino
Il nuovo Porto sorge presso la foce del Tevere, il fiume di
Roma,in una vasta area finora scarsamente utilizzata, il progetto
in attuazione prevede, alle spalle della struttura portuale,
la realizzazione di un grande parco naturalistico ecologico,
destinato al ripopolamento faunistico e vegetazionale. La salvaguardia
ambientale si sposa qui con la rivalutazione di un area dalle
molte potenzialità, offrendo così, ai dipartisti
di tutto il mondo, l’occasione unica di "sbarcare"
a Roma, avendo a disposizione oltre ai musei, le piazze, i monumenti
di una fra le città più belle del mondo le spiagge,
i parchi, i locali notturni del litorale, senza dimenticare
le tante isole a poche miglia dalla costa. Progettato per raccogliere
barche di tutte le dimensioni, il Porto offre un bacino portuale
di profondità variabile: dai 5 metri dell’imboccatura
dell’avamporto ai 4,50 metri del bacino settentrionale,
destinato alle barche più grandi,fino ad un minimo di
3,50 metri per il bacino meridionale, riservato alle barche
più piccole. I due moli garantiscono la protezione delle
imbarcazioni, anche in caso di mareggiate violente.