PRINCIPALI
DISTANZE CHILOMETRICHE: REGGIO C.-CATANZARO 160 km;
TROPEA-SCALEA 175 km; TROPEA-COSENZA 120 km; COSENZA-VILLA SAN
GIOVANNI 180 km
VIAGGIO
IN CALABRIA
Regione
dell'Italia meridionale confinante a nord con la Basilicata
(Lucania) e per il resto circondata da due mari, infatti è
bagnata dal mar Tirreno ad ovest e dal mar Ionio a est (Stretto
di Messina) e a sud per una lunghezza complessiva di coste di
ben 780 Km che corrisponde al 19% del totale italiano. Bisogna
ricordare che il territorio della Calabria è in prevalenza
montuoso (il Pollino, la Sila, l'Aspromonte, le Serre) per il
42%, collinare per il 49% e il rimanente 9% è classificato
come pianura (Piana di Gioia Tauro, di Sibari e di Lamezia Terme).
Il massiccio del Pollino è di natura calcareo-dolomitica
con fenomeni di carsismo superficiale, geograficamente il Pollino
segna il confine (a nord) con la Basilicata. Nel massiccio del
Pollino il monte più alto (anche di tutta la Calabria)
è la Serra Dolcedorme con i suoi 2267 metri e il Pollino
con i suoi 2248 metri, dal 1991 il gran parte del massiccio
è diventato Parco Nazionale del Pollino. La Sila più
che una catena di montagne è un variegato altopiano con
montagne che arrivano massimo a 1928 metri del monte Botte Donato,
dove è possibile trovare immense distese di boschi, laghi,
cascate che solcano i monti e navigano verso il mare, cime che
degradano dolcemente e vette che formano naturali balconi che
offrono una vista panoramica indimenticabile. La Sila è
divisa in Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola, al suo interno
è stato istituito nel lontano 1968 il quinto dei parchi
nazionali dopo quelli d'Abruzzo, Gran Paradiso, Stelvio e Circeo.
Allora il parco era denominato Parco Nazionale della Calabria,
dal 1997 è diventato Parco Nazionale della Sila. L'Aspromonte
è l'ultima propaggine montuosa dell'Appennino Calabrese
e della penisola italiana. Il massiccio dell'Aspromonte è
una montagna che nonostante il clima arido in estate è
ricca di vegetazione soprattutto lungo i profondi valloni (fiumare)
ma anche sui pendii che portano fino alla cima più alta
del Monte Moltalto che sfiora i 2.000 metri. Dal 1994 il massiccio
è diventato Parco Nazionale dell'Aspromonte dove l'area
protetta si estende su 78.500 ettari e 36 comuni coinvolti.
Le località balneari della Costa degli Dei sono oltre
a Pizzo Calabro, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea,Capo
Vaticano e Nicotera. La Calabria nella sua storia ha visto alternarsi
numerosi popoli e culture provenienti da tutto il Mediterraneo.
La regione fu abitata fin dal Paleolitico, confermato dai ritrovamenti
nelle Grotte di Scalea (Torre Talao) e del graffito del Bos
primigenius a Papasidero. Nel Neolitico si hanno insediamenti
più sparsi, concentrati specialmente nella parte orientale
della Calabria. I Greci sbarcarono in massa sulle coste e fondarono
un insieme di colonie che divennero ben presto ricche e potenti,
tanto da meritare l'appellativo di Magna Grecia
CATANZARO:
Festa Patronale: San Vitaliano da Capua (16 luglio)
È probabile che l’abbiano fondata, alla fine del
sec. IX o al principio del successivo, i bizantini quando riconquistarono
la Calabria a saraceni e longobardi, per cui l’impronta
culturale greco-bizantina perdurò. Era detta la città
delle tre V, le prime due per Vitaliano, il santo protettore,
e il vento, che soffia sullo stretto e scosceso sperone roccioso
su cui si estende tra due fiumare. La terza era per i velluti,
prodotti dalla sua fiorente arte dei tessuti di seta. Corso
Mazzini, larga arteria fiancheggiata da edifici tardo ottocenteschi,
attraversa tutto il borgo vecchio e termina a p. Matteotti.
Ai due lati del corso si sviluppano i quartieri medievali, suggestivi
per le stradette anguste e sinuose e le frequenti rampe che
raccordano i vari livelli dell’agglomerato: spesso sull’architettura
medievale si innestano apporti seicenteschi, con palazzotti,
edifici rustici, portalini barocchi, altane, scalinate. La chiesa
del Rosario o S. Domenico ha una facciata neoclassica ottocentesca
e un interessante interno tardobarocco; tra le molte opere d’arte
spiccano una statua quattrocentesca del Redentore e la Madonna
del Rosario* su tavola del fiammingo Dirck Hendricksz. Nel Duomo,
rifatto nel 1960, è da notare il busto di S. Vitaliano,
patrono della città, opera di fine oreficeria cinquecentesca.
Non lontano è la Villa Trieste, giardino ornato di busti
celebrativi che si affaccia fino al mare sulla valle sottostante.
Il Museo Provinciale (feriali 8.30-13.30) raccoglie materiale
vario: oggetti preistorici, greci e romani; una raccolta numismatica
greco-bizantina, medievale e otto-novecentesca; dipinti in prevalenza
d’arte locale, cinque-seicenteschi e moderni (Madonna
di Antonello de Saliba, 1508); ceramiche, avori.
REGGIO
CALABRIA: Festa Patronale: San Giorgio (23 aprile)
I calcidesi dell’Eubea trovarono la loro “terra
promessa” in quella sorta di “golfo” ionico
che le coste della Sicilia e della penisola formarono prima
di strozzarsi nello stretto: in pochi anni, declinando l’VII
sec a.C., fondarono Naxos e Zancle (Messina) sulla sponda sicula
e Rhegion sull’opposta riva. Il Museo Nazionale é
la prima e la più importante tappa di una vista della
città. Le ricche collezioni archeologiche con materiali
di scavi da siti della Calabria e della Basilicata sono importanti
per avvicinarsi alla cultura antica di questa parte della Magna
Gracia; ulteriore attrattiva aggiungono i celeberrimi bronzi
di Riace, due grandi statue di guerrieri, originali greci della
metà del V sec a.C. attribuiti a Fidia o alla sua scuola.
di grande pregio i reperti dell’antica Locri con le Pinakes
(tavolette di terracotta) rappresentanti in rilievo il mito
di Persefone, un gruppo in terracotta con efebo a cavallo (V
sec a.C.) e il gruppo dei Donisauri in marmo (inizio V sec A.C.).
Nella sezione di arte medievale e moderna, due tavolette di
Antonello da Messina con S. Girolamo e Abramo e gli angeli e
il Ritorno del Figliol prodigo di Mattia Preti. Magnifica passeggiata
di fronte al panorama dello stretto di Messina, i Peloritani
e l’Etna, è il lungomare; al suo termine meridionale
è visibile un tratto di mure greche del IV sec A.C. e
avanzi delle terme romane. Il Duomo è stato ricostruito
dopo il terremoto. Del Castello, eretto nel periodo aragonese
(sec. XV), restano due torrioni cilindrici e un tratto della
cortina.
GIOIA
TAURO: Festa Patronale: Sant’Ippolito (13 agosto)
Gioia Tauro è il porto italiano che movimenta più
merci in containers, prima di Genova e La Spezia; occupa il
terzo posto in Europa nella classifica dei porti contenitori
(dopo Rotterdam ed Amburgo) ed il primo nel Mediterraneo. Il
porto di Gioia Tauro, con i suoi 3.008.000 Teu imbarcati nel
2002 rappresenta da solo più di un terzo dell’interno
traffico nazionale ed è specializzato nel transhipment,
per cui ha sostituito Malta come nodo di distribuzione dei traffici
in partenza dal nord America e dall’Estremo Oriente verso
il Mediterraneo centrale ed orientale ed è in grado di
svolgere un ruolo di rilancio dell’economia meridionale.
TROPEA:
Festa Patronale: Santa Domenica (27 marzo)
Il nome verrebbe da un verbo greco che significa “volgersi
intorno”, con riferimento al masso circolare su cui sorge
la città. Su una piazzetta raccolta, orlata in parte
da un interessante portico del ‘200, è la Cattedrale,
di cui si scoprono le evidenti derivazioni siculo-normanne;
varie opere d’arte si trovano nell’interno a tre
navi: un Crocifisso nero della fine del XVI sec., la statua
della Madonna del Popolo del Montorsoli, un ciborio di marmo
del ‘500 e la venerata Madonna di Romania di gusto bizantino;
coperta di lamina d’argento . In altre chiese (S. Francesco,
i Cappuccini, l’Annunziata) dipinti e sculture del XVI
sec. e Tarsie marmoree.
CAPO
VATICANO
Alla punta estrema della penisola della Costa degli Dei, si
trova questo suggestivo promontorio da cui si abbraccia una
magnifica vista sul Golfo di Sant’Eufemia a nord e il
Golfo di Gioia Tauro a sud. In corrispondenza del Capo, la costa
si presenta alta e frastagliata, ma non priva di lingue di sabbia
che permettono l’accesso alle limpide acque, ed è
punteggiata in questo tratto da un buon numero di torri di avvistamento
di epoca medievale, alcune ben conservate, altre in stato di
abbandono. E’ un’area ideale per il turismo balneare,
anche se le spiagge si raggiungono seguendo le disagevoli stradine
che dalla cima del promontorio precipitano ripide verso il mare.
VIBO
VALENTIA: Festa Patronale: San Leoluca (1 marzo)
Il Museo Archeologico Statle, allestito nel Palazzo gagliardi
in piazza Garibaldi, conserva i reperti della greca Hipponion
e della romana Valentia: ceramiche, terrecotte, bronzi. Il Duomo,
barocco, ha un altare ricomposto da Serra San Bruno con tre
statue di Antonello Gagini. La chiesa di S.Michele è
un edificio rinascimentale di tipo toscano. Il Castello, con
tracce di architettura normanna e sveva, sorge sul sito dell’acropoli
di Hipponion, resti delle cui mura sono visibili presso il cimitero.
Dal belvedere superbo panorama della costa tirrenica da capo
Palinuto all’Etna; entro un recinto il basamento di un
tempio dorico del VI-V sec. A.C. Di recente ritrovamento , in
località S.Aloe, le terme romane con pavimenti a mosaico
policromo figurato. Dintorni: a km 10 a nord i bagni di mare
di Vibo Marina.
COSENZA:
Festa Patronale: Madonna del Pilerio (12 febbraio)
In una bella cornice di colli, la città ha una parte
antica, aggrappata al colle Pancrazio, e una moderna, nel piano
, unite dal ponte Mario Martire. La tradizione culturale umanistica
per cui ebbe lustro l’Accademia, fondata nel sec. XVI
dall’umanista Aulo Giano Parrasio e tuttora esistente,
è stat di recente rinverdita con l’istituzione
della Università degli Studi della Calabria, ad Arcavacata
di Rende. Piazza Campanella si apre nel punto d’incontro
della città nuova con la vecchia. Sulla piazza prospetta
la chiesa di S.Domenico, riifacimento barocco di un precedente
edificio quattrocentesco, di cui restano l’ingresso ad
ampio atrio ad arco e un bel rosona. Nell’interno la Madonna
della febbre, scultura cinquecentesca di mano t, e, del ‘600,
il coro e la sontuosa cappella del Rosario. Al centro della
città vecchia e del suo fascinoso medievale reticolo
di viuzze, il Duomo prospetta sulla piazza con una potente e
sobria facciata gotica in tufo aperta da tre portali e tre rosoni;
costruzione gotico-cistercense (sec. XII-XII), fu trasformato
nel ‘700 e di recente restaurato. Nell’interno sono
una bella tela di Luca Giordano (Immacolata) e il monumento
sepolcrale di Isabella d’Aragona, opera francese della
fine del ‘200. Il tesoro del Duomo (fra cui la croce smaltata,
opera siciliana duecentesca, donata da Faderico II per la consacrazione
della cattedrale e avori di scuola del Cellini), dipinti dal
‘400 al ‘700, oreficeria, paramenti sacri e pergamene,
si trova in parte nel palazzo vescovile e in parte presso la
Soprintendenza ai beni storico-artistici.
AMANTEA:
Festa Patronale: Sant’Antonio da Padova (13 giugno)
Si affaccia sulla costa tirrenica da un colle. La bella chiesa
di S.Bernardino, del sec. XV, ha sulla facciata una curiosa
decorazione costituita da nove piatti di ceramica posti a croce;
all’interno è racchiusa una Madonna col Bambino
in marmo di A.Gagini (1505). In cima al paese, le rovine del
Castello.
PAOLA:
Festa Patronale: San Francesco di Paola (2 aprile e 4 maggio)
Francesco d’Alessio nella sua fede semplice fu turbato
dal fasto principesco della Roma del sec. XV e ottenne l’autorizzazione
di fondare a Paola un convento; le virtù del suo ordine
(i Minimi) rifulsero; Luigi XI di Francia lo chiamò a
Tours per esserne guarito e il sant’uomo lo esorò
alla rassegnazione e al pentimento dei delitti commessi. Morì
in Francia e gli ugonotti gettarono i suoi resti, riesumati,
sul rogo. La casa natale di San Francesco di Paola (1416- 1507)
è stata restaurata e trasforamata nella chiesa dell’Addolorata.
Al santuario (km 2), entro la gola di un torrente, si arriva
per un viale fiancheggiato da edicole con i miracoli del Santo
in piastrelle maiolicate (1854). il convento è settecentesco
e ha alcune celle dell’antico romitorio e un grazioso
chiostro; la chiesa ha facciata rinascimentale e barocca, interno
e due navate riportate alla struttura gotica; nella cappella
del Santo vi sono un dipinto fiammingo (sec. XVI) e una croce
d’argento (sec.XV). Dintorni: A km 6,5 è la spiaggia
di Marina di Fuscaldo.
CASTROVILLARI:
Festa Patronale: San Giuliano (27 gennaio)
Al centro di una conca fertile tutta coltivazioni, pur prevalentemente
moderna, conserva un bel nucleo antico. il Castello aragonese
(1490) ha pianta quadrata e torri cilindriche angolari; la chiesa
di S.Giuliano, un portale tardo-rinascimentale. il Museo Cibico
racchiude materiale archeologico e opere di scultura e pittura
di A.Alfano. isolata, su una collinetta a sud-ovest, è
la settecentesca chiesa di S. Maria di Castello, della cui costruzione
originaria (1363) rimane il portale ogivale con piccolo rilievo
pisano; all’interno un affresco bizantineggiante della
Madonna col Bambino del sec. XIV e due tavole del sec. XVI.
La città è base di escursioni sul massiccio del
Pollino.
SIBARI
Fondata tra il 730 e il 720 a.C., Subaris sembra sia stata la
più ricca e antica colonia achea d’Italia. Le fonti
storiche ne hanno tramandato un’immagina di città
opulenta, ricca di lusso e benessere. La Piana di Sibari è
un vastissimo parco archeologico tuttora oggetto di scavi che
mirano a riportare alla luce il ricchissimo patrimonio masciato
dall’antica colonia greca, distrutta dai Crotonesi dopo
un secolo di vita. da visitare il museo e le tre aree archeologiche
cn terme, teatri, abitazioni romane. Come gli antichi greci,
lasciamoci conquistare dal fascino di questo angolo di Calabria,
dal mare, dalla sabbia, dal tiepido soffio dei venti, dall'intensità
di profumi e colori. La città di Sibari si trova sulla
costa ionica, tra l'Appennino Lucano e la Sila Greca, e fu considerata
la più bella tra le colonie greche, leggendaria per ricchezza
ed eleganza. Il Santuario della Dea Atena, il museo della Sibaritide,
le millenarie rovine sono splendide ed appassionate memorie
dell'antica città. La piana di Sibari è dominata
dal verde intenso della macchia mediterranea, delle viti e degli
ulivi e dall'intensità dei colori del mare e della sabbia
bianca e luminosa. Fascino della natura dunque, e fascino della
gente, che nei gesti quotidiani e nell'ospitalità cordiale
rinnova l'eleganza e la raffinatezza dei tempi antichi.
CROTONE:
Festa Patronale: San Dionigi (9 ottobre)
Nella sessantasettesima olimpiade (512 a.C.) scese in campo
nella lotta il crotoniate Milone; era un celebre atleta ma,
ormai vecchio, fu battuto dal concittadino Timasiteo. Era stato
allievo di Pitagora di Samo, che per alcuni anni ispirò
il governo aristocratico della città con la sua austera
dottrina. L’acropoli della colonia greca di Crotone (achea,
fondata attorno al 710 a.C.) era affacciata al mare dove è
ora il castello. Il Duomo, dalla sobria e armoniosa facciata
cinquecentesca, ma in gran parte rifatto, conserva in una cappella
presso l’altar maggiore la tavola bizantineggiante con
l’immagine della Madonna di Capo Colonna assai venerata.
Domina il porto il Castello cinquecentesco con grandi torrioni
cilindrici. Il Museo Archeologico Statale (9.30-13 e 14-18)
ospita materiale preistorico e greco-romano dagli scavi di Crotone
e di alcuni centri circostanti. Spostandosi a Capo Colonna,
km 11 a sud-est, dell’antico santuario di Hera Lacinia,
grandioso complesso di edifici entro una cinta fortificata,
rimangono il basamento e una colonna di un tempio dorico (V
sec. a.C.). A km 25 a sud-ovest Le Castella, scenografico castello
di età aragonese (in parte distrutto) su un isolotto
collegato alla terraferma.